In guerra si punta sulla sordità: attacchi acustici ai politici americani

By | 23 agosto 2017

In guerra si punta sulla sordità almeno dai tempi del Vietnam!

Qual’è secondo te uno dei settori più evoluti e tecnologici al mondo? Quello dei computer e degli smartphone?

Sì, sono evoluti ma MAI quanto gli studi e gli investimenti che vengono fatti dai governi ai fini militari.

Una delle “ultime” invenzioni riguardano gli “attacchi acustici”. Dico “ultime” non troppo convinto perché qualche voce narra che siano nate e testate già dalla guerra del Vietnam.in guerra si punta sulla sordità

Il Corriere della sera riporta che dai governi vengono già utilizzati dei cannoni acustici che possono essere utilizzati in maniera più o meno drastica:

http://www.corriere.it/esteri/17_agosto_11/giallo-attacchi-acustici-diplomatici-usa-cuba-c79aa9ee-7df8-11e7-a0e8-43bfc81a3761.shtml.

Un mistero che sembra uscito da un romanzo di spionaggio ha intorbidito i rapporti diplomatici tra l’America e Cuba ristabiliti due anni fa grazie a Obama.

Nell’autunno del 2016, cinque diplomatici americani, e in alcuni casi le loro mogli, hanno cominciato a soffrire di inesplicabili problemi di udito e di altri sintomi, così gravi che hanno deciso di tornare in patria.

Dopo mesi di indagini dell’Fbi, le autorità americane hanno concluso che sono stati vittima di «attacchi acustici» ad opera di quella che il Washington Post definisce «un’arma sonora nascosta».

Qualcuno avrebbe celato dei dispositivi elettronici che emettono onde sonore non udibili dentro o vicino alle case degli americani, anche se non è chiaro se l’intenzione fosse di colpirli deliberatamente o altro.

L’udito di almeno uno dei funzionari sarebbe stato danneggiato in modo permanente. La risposta degli Stati Uniti: l’espulsone, lo scorso maggio, di due diplomatici dell’Avana dagli Usa.

Hai capito? Al giorno d’oggi non si attacca più con le pistole ma in guerra si punta sulla sordità!

Inviano suoni dolorosi, infrasuoni o ultrasuoni che condizionano lo stato mentale del nemico.

Come scusa?

Sì, hai capito bene, manipolando il suono che ti arriva nelle orecchie si può condizionare lo stato mentale di una persona.

Una pallottola può limitarti l’uso di un braccio o di una gamba mentre la sordità agisce prevalentemente sulla salute mentale della persona.

Si è da un momento all’altro isolati. Non si ha una buona capacità di leggere le labbra. Non si hanno più riferimenti acustici e si perde facilmente l’equilibrio.

E se non senti già bene senza esser stato colpito da una bomba acustica?

Se hai dei problemi di udito ovviamente lo stato mentale ne risente. Non è così traumatico perché non capita da un giorno all’altro. Solitamente il tuo cervello ha il tempo di adattarsi negli anni e questo è decisamente un bene ed un male.

Proviamo a prendere due persone con lo stesso identico problema di udito:

  • Maria ha lavorato in fabbrica. E’ dall’età di 40 anni che ha iniziato a perdere piano piano l’udito. Oggi ne ha 67.
  • Giovanni è un politico molto importante, ha 67 anni. Dato che in guerra si punta sulla sordità, è stato attaccato da una bomba acustica e ha perso gran parte del suo udito in 1 giorno.

Ovviamente sono degli esempi di fantasia ma mi servono per farti capire un paio di cose:

  • Chi è nella situazione peggiore oggi? Giovanni!
  • Chi avrà un recupero più difficile? Maria!

Te le aspettavi queste risposte?

Giovanni è nella situazione più difficile perché si trova in un “mondo nuovo” che non gli appartiene. Non sa gestirlo, non sa come comunicare. E’ totalmente a disagio.

D’altra parte invece Maria si è talmente abituata in questi 27 anni che lei ha saputo convivere in questo mondo nuovo. Ha dovuto dire addio alle sue passioni un pò alla volta. Le piaceva tanto andare al coro, ma da quando non riusciva più ad intonarsi con gli altri ha dovuto smettere. Si è isolata pian piano. Ha perso le sue amicizie. Quando andavano assieme al bar non riusciva a comprenderle. Passava sempre dalla parte della “tonta”.

Quindi sì, Giovanni oggi giorno è disperato ma ha la stessa disperazione che Maria ha “spalmato” per 27 lunghi anni.

Il problema vero invece riguarda la riabilitazione acustica

Se domani mattina Giovanni dovesse usare delle tecnologie per l’udito riuscirebbe a recuperare tutto in gran fretta. Il cervello non ha avuto modo di adattarsi a questo nuovo mondo e ritornerebbe alla sua vita di tutti i giorni in un attimo.

Maria non lo potrebbe fare. In 27 anni il suo cervello si è adattato con grandissima calma ed è difficilissimo “risvegliarlo” e rieducarlo. Potrebbe avere certamente dei miglioramenti con delle tecnologie per l’udito ma mai e poi mai comparabili ai risultati del suo coetaneo Giovanni, faticando anche dieci volte di più.

In guerra si punta sulla sordità per mettere a tappeto il nemico

Un’altra riflessione da fare leggendo articoli come questo è che in guerra si punta sulla sordità per ovvi motivi.

Il nemico perde lucidità mentale, perde energia, si ritrova in uno stato confusionale. Spesso si aggiungono poi i tanto odiati acufeni. Il nemico sente fischi, ronzii, cascate, la pioggia, alveari, trapani, insomma rumori continui che non ti permettono neanche di dormire la notte. Sembra di impazzire!

I governi militari che sono sempre all’avanguardia nell’ambito delle ricerche conoscono bene queste cose e le sfruttano a loro vantaggio. In modalità sempre più barbare e letali.

Tu hai perso l’udito con una bomba acustica o lavorando in fabbrica?

Se NON sei uno di questi politici che hanno perso l’udito con degli attacchi acustici probabilmente lo hai perso in altri modi:

  • a causa di qualche infezione
  • lavorando in ambienti rumorosi
  • a causa di malformazioni all’orecchio
  • ecc ecc

Probabilmente, come ci mostrano le statistiche italiane, sei in quel limbo in cui sai di avere un problema di udito ma non sai ancora SE agire e COME. Stanno passando gli anni (di solito 7-10) e ti sembra di aver toccato il fondo, ti sembra di non farcela più. Non riesci a comunicare con la tua famiglia e sei stufo di sentirti dire: “Ma sei sordo?!

Allora la prima cosa che ti consiglio di fare è leggere il libro NON SEI SORDO!, di cui sono uno degli autori. E’ un libro che, capitolo per capitolo, cerca di darti consigli e risposte pratiche al tuo problema.

Se invece sai già qual’è la tua situazione e non hai bisogno di ulteriori consigli allora agisci!

Come in tutte le cose, prima intervieni e meglio recuperi. Con l’udito non si scherza, NON si può tornare indietro e una volta che la sordità va avanti non si può più tornare al livello di prima.

Puoi mettere degli apparecchi acustici, avrai senz’altro enormi miglioramenti (soprattutto se fai la scelta giusta).

Ma devi sapere che con una perdita di udito del 30% hai dei risultati, se la perdita è del 50% i risultati saranno decisamente inferiori. E così via..

Per questo molto spesso mi vedi “insistere” su queste pagine del blog.

Vedo ogni giorno persone che potrebbero avere un buon risultato con degli apparecchi acustici e per un motivo o per l’altro lasciano stare

Tornano dopo qualche anno puntualmente con un livello di sordità più elevato e i risultati NON POSSONO essere gli stessi. Non è sufficiente “aumentare un pò il volume”.

Le tue orecchie oltre a sentire meno perdono la QUALITà delle parole.

Se in guerra puntano sulla sordità un motivo c’è, e loro lo sanno bene.

 

A presto,

Francesco Pontoni

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Ps. Se vuoi leggere meglio perché in guerra si punta sulla sordità puoi trovare un’infinità di articoli, sia in italiano che in inglese 

PPs. Per prima cosa leggi il libro NON SEI SORDO! Scopri come recuperare fino al 90% del tuo udito con il giusto apparecchio acustico (ed evitare fregature)

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