3 fake news sugli apparecchi acustici

di | 1 Settembre 2022

fake news sugli apparecchi acustici

In questo articolo vorrei fare un po’ di chiarezza sulle più classiche fake news sugli apparecchi acustici che girano sul web e nei principali canali di informazione.

Al giorno d’oggi purtroppo qualsiasi settore deve fare i conti con credenze indotte dalle tante “fake news” che continuano ad essere divulgate senza sosta sui vari siti di informazione (che così facendo, fanno tutto tranne che informazione). Credere a tutto quello che leggi sui giornali, che senti in TV o che vedi sui social network, sta diventando qualcosa di veramente impossibile. Penso venga spesso anche a te spontaneo ormai pensare: “Ma sarà vero quello che dicono?”.

La stessa identica cosa avviene nel mondo degli apparecchi acustici. Le pubblicità che vedi sui canali social, la TV e il giornale, alla fine, sono sempre le stesse da una vita e fanno trapelare sempre lo stesso messaggio: “Ritornerai a sentire il gatto che fa le fusa. Come? Con una soluzione moderna: ora l’apparecchio è “quasi invisibile” e non dovrai più vergognarti”. 

Sarò molto diretto, proprio per farti capire su cosa fanno leva queste tre promesse, che sono più delle “fake news” che agiscono come degli specchietti per le allodole.

Ecco quindi le 3 fake news sugli apparecchi acustici che sento più spesso:

1. Il giorno stesso in cui indossi l’apparecchio acustico, ritorni a sentire tutti i suoni della vita, proprio come una volta. 

Magari fosse così! Chi fa una promessa di questo genere sa benissimo che è impossibile. Questo perché sa benissimo che un percorso di riabilitazione e di adattamento protesico va dai 3 ai 14 mesi. Perché così tanto tempo? Te lo spiego subito. Immagina di rimanere chiuso in una stanza buia per una settimana: il tuo occhio si abituerebbe a questa nuova situazione di totale oscurità; una volta fatta propria questa nuova condizione non potresti spalancare la finestra o accendere di colpo la luce. Dovresti iniziare con una piccola fonte di luce per far abituare l’occhio. Questo non significherebbe vedere bene, ma sarebbe un inizio. Poi mano a mano potresti accendere un’altra piccola luce e così via. 

Lo stesso concetto vale per le tue orecchie. Sono quella parte del nostro corpo che ha la funzione di percepire i suoni, come una sorta di microfono. Il cervello invece è la parte che elabora i suoni e dà un senso alle parole. Ed è proprio quest’ultimo che si adatta per anni, e cerca di compensare il calo di udito. Quindi anche gli apparecchi acustici andranno adattati, un po’ alla volta, alla nuova situazione uditiva. Si tratta cioè di ri-abituare il cervello a riconoscere tutti quei suoni che sono sempre stati presenti nella sua quotidianità ma che il cervello non riusciva più a percepire a causa del problema di udito.

2. L’ultima novità per te è l’apparecchio acustico “quasi invisibile”

8 persone su 10 arrivano da me in centro acustico chiedendo questa tipologia di apparecchi acustici. Ma non sanno che in Italia solo il 10% degli apparecchi acustici forniti dai centri audioprotesici sono nella versione endoauricolare (quelli “quasi invisibili” che vedi alla televisione). “Come mai?” ti chiederai. Dipende dal tipo di perdita uditiva. Infatti, non tutti sanno che il calo di udito dovuto all’età ha un problema che riguarda soprattutto i suoni acuti. Ecco, con questo tipo di calo uditivo la scelta migliore è quella di utilizzare un apparecchio acustico che lasci libero l’orecchio facendolo “respirare”. Questo tipo di soluzione viene chiamata, in gergo tecnico, open-fit e in questi casi regala un audio molto più naturale. Inoltre, a parità di prestazioni, questi apparecchi sono molto più confortevoli e leggeri da indossare rispetto a un apparecchio acustico endoauricolare (cioè il cosiddetto “quasi invisibile”). Ci sono anche altre controindicazioni. Ma l’importante è capire su cosa fanno leva queste pubblicità in modo da poter scegliere in maniera consapevole. 

3. Giocare sulla vergogna delle persone. 

Nessuno, ma proprio nessuno, vorrebbe indossare gli apparecchi acustici. Perché nessuno vuole passare per una persona anziana che ormai non capisce più niente. Ed è triste che, arrivati nel 2022, la società in cui viviamo sia ancora così chiusa e retrograda su un problema di salute così diffuso in Italia. Ben 7 milioni di italiani infatti hanno un problema di udito, ma solo il 29% di questi utilizza gli apparecchi. Il consiglio che posso dare è di concentrarsi sulla qualità di ascolto e sulla comodità, in quanto vi assicuro che si nota di più la sordità piuttosto che la presenza dell’apparecchio acustico. 

Arrivati a questo punto ti do un consiglio per proteggerti da queste fake news sugli apparecchi acustici: la prossima volta che farai visita ad un centro acustico, non chiedere qual è l’apparecchio acustico migliore, o quello che si vede di meno. Chiedi invece qual è il protocollo protesico più adatto a te. Se il tuo audioprotesista non lo sa, allora chiedi che strategia ha pensato per te, per migliorare il tuo udito, oltre a venderti gli apparecchi acustici.

A presto!

Dott. Audioprotesista Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

P.S. Se non sai qual è il prezzo degli apparecchi acustici ti consiglio di scaricare la nostra GUIDA AL PREZZO

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