3 fasi fondamentali per regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici

di | 20 Febbraio 2020

Un metodo per regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici esiste, ed è composto da 3 fasi. 

Mi piace essere diretto e sincero, e dire le cose senza troppi giri di parole: nessun apparecchio acustico (così come li conosciamo noi oggi) sostituirà mai la perfezione miracolosa dell’orecchio umano.

Gli apparecchi acustici sono piccoli, non hanno display come i moderni telefonini. Forse per questo si pensa che siano semplicemente delle cuffiette che emettono suoni amplificati.

Ma non è affatto così. Hanno tecnologie davvero sofisticate a cui lavorano delle brillanti menti del nostro pianeta.

Le aziende produttrici di apparecchi acustici dispongono di strumenti e budget di ricerca e innovazione equiparabili solo alle più grandi aziende del pianeta.

Gli apparecchi acustici hanno avuto in questi ultimi anni un’evoluzione tecnica incredibile. Davvero incredibile.

Eppure come dicevo in apertura di articolo sono ancora distanti dalle meraviglie di cui ci ha dotato la natura.

regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici

Come mai? Ci vogliono forse tener nascosta la migliore tecnologia?

No, non credo sia così. La risposta è semplice.

L’udito cresce e si sviluppa con noi. Le prime voci che sentiamo quando siamo in culla ci rassicurano. Il ritmo delle parole ci aiuta ad apprendere il linguaggio.

L’intonazione ed il tipo di voce dei nostri amici, delle prime persone di cui ci siamo innamorati si scolpiscono nei nostri ricordi.

Dalla notte dei tempi le vibrazioni della musica nutrono lo stato emotivo dell’essere umano. Odori e suoni hanno un impatto fortissimo nello stato emotivo di ognuno di noi. Le emozioni codificano nel nostro corpo delle azioni specifiche.

Ma quando iniziamo a non sentire, viene meno un’importante stimolazione emotiva.

Se ci aggiungiamo poi che le persone aspettano anni per prendersi cura del proprio udito, allora ci si rende conto che sarà molto difficile ritornare a recuperare il 100% delle funzionalità uditive.

Gli apparecchi acustici di per sé non sono in grado di comprendere tutta questa componente soggettiva. È il compito, o almeno dovrebbe esserlo, dell’audioprotesista.

Mediante colloqui, anamnesi e altri test il tecnico non solo dovrebbe farsi un’idea di COSA far sentire al paziente ma anche di COME gradisce sentire il paziente.

Non è finita qui perché, cosa far sentire e come farlo sentire, è solo il punto di arrivo.

Ma ovviamente c’è tutto un percorso da fare, per regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici nel miglior modo possibile.

Visto il progresso della tecnologia, e il costo degli apparecchi (se vuoi scoprire di più riguardo il prezzo degli apparecchi acustici, scarica la nostra guida), verrebbe da pensare che ci siano delle metodiche ben specifiche per svolgere questo tipo di intervento.

Infatti per la maggior parte delle operazioni medico-sanitarie vi sono delle prassi da seguire. Ci sono processi speciali che ogni professionista sanitario deve seguire a tutela del paziente.

Le persone sono tutte diverse e allo stesso tempo il tipo d’intervento deve seguire per tutti lo stesso sviluppo. L’abilità del professionista sta nel comprendere le specificità di ogni caso per ottenere i medesimi risultati.

Eppure per gli apparecchi acustici, di norma, non è così.

La maggior parte dei colleghi opera secondo un metodo per cui di volta in volta, in base a quello che riporta il paziente, decidono il da farsi.

Ma se per caso il paziente non sa esprimere in modo critico e analitico la propria esperienza di ascolto?

E se nel periodo trascorso semplicemente non gli sono capitate occasioni particolari dove testare la resa degli apparecchi?

E se l’audioprotesista fraintende le indicazioni del paziente?

Oppure cosa succede se il paziente è troppo puntiglioso o viceversa ha la tendenza ad accontentarsi?

Questi sono secondo me solo alcuni dei punti deboli di questo modo di operare. È fondamentale rilevare l’esperienza di ascolto e allo stesso tempo il tecnico dovrebbe avere un programma di lavoro.

Clarivox® infatti è proprio un metodo composto da 3 fasi, per regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici.

Per ognuna di queste fasi ci sono obiettivi specifici da gestire.

Nel caso non vengano raggiunti, il tecnico conosce già le manovre da attuare per ottimizzare questi punti.

Così un passo alla volta si porta in maniera logica e programmata l’apparecchio acustico ad avere un’amplificazione ottimizzata. Per far sì che il paziente comprenda in modo più confortevole le parole.

Questo modo di procedere è ovviamente più confortevole per il paziente, che in modo trasparente conoscerà l’obiettivo della seduta di regolazione.

Il processo di riabilitazione uditiva, inoltre migliora le performance del tecnico, perché saprà dal principio quale sarà il focus della seduta.

Ma andiamo a vedere nello specifico quali sono le tre grandi aree di interventi presenti in Clarivox®.

La prima è la fase di scalata. Si chiama così perché riguarda una vera e propria ascesa dell’amplificazione. Durante questa fase, l’obiettivo delle sedute sarà di verificare che l’apparecchio possa essere indossato in modo più confortevole possibile. 

regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici

Non è banale. Basti pensare agli amplificatori che si trovano in supermercati o farmacie. Apri e lo indossi, dicono. In realtà tutta questa parte del comfort viene data per scontata e se si leggono le opinioni su internet si scoprirà che spesso qualcuno si ritrova con dispositivi di 500€ – 700€ completamente inutilizzabili.

Successivamente lavoreremo sulla capacità di sentire i suoni in modo confortevole in modo da avere un beneficio. Questa, soprattutto per chi ha atteso molto tempo prima di prendersi cura del proprio udito, è una fase davvero molto delicata. 

Devono essere presi tutti gli accorgimenti del caso per far sì che la persona non sia infastidita dal punto di vista acustico in modo eccessivo.

Nel nostro campo solitamente i problemi sono due.

O alcuni tecnici saltano completamente questa fase, magari dandola per scontata o facendola in modo approssimativo.

Oppure si concentrano praticamente solo su questa fase, e quando il paziente riesce a portare l’apparecchio, valutano concluso il loro intervento.

In realtà con il metodo Clarivox® , a questo punto inizia la fase più importante e complessa: la sintonizzazione.

regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici

È solo a questo punto infatti che ci concentriamo a far sì che la regolazione venga affinata migliorando la comprensione delle parole.

Non è per nulla facile.

Questa è la parte in cui i tecnici che intendono conseguire l’abilitazione all’uso di Clarivox®, hanno più difficoltà. Ci sono molte logiche, completamente nuove e che non avevano mai utilizzato prima, che portano a cambiare la concezione di come si regolano gli apparecchi acustici.

Alla fine di tutto, una volta portata a termine la sintonizzazione, abbiamo la gestione della fase di crociera.

Durante queste sedute verranno eseguiti dei controlli alternati, per la verifica della resa degli apparecchi e lo stato del proprio udito.

È prevista anche dopo i 4 anni un confronto della resa fra diverse tecnologie.

Scopri com’è cambiata la vita della signora Stefania grazie agli apparecchi acustici adatti al suo udito. La nostra paziente invita le persone a “Non abbiate paura di farvi visitare, o di indossare gli apparecchi, sono piccolissimi e non si vedono!” 

In conclusione, questa dovrebbe essere la prassi in un percorso con il fine di regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici, e garantirti il miglior ascolto possibile.

Se vuoi scoprire di più riguardo a come accedere al percorso di riabilitazione uditiva Clarivox®, ti invito a prenotare una visita chiamando il numero blu 848-390019. 

 

A presto,  

dott. Francesco Pontoni

Autore del libro “Non sei sordo!”

P.S.: Per capire le tue esigenze uditive, e tipi di apparecchi acustici adatti, una visita può durare anche 2/3 ore. 

Perciò se ci chiami abbi un po’ di pazienza: possiamo prenderci in carico al massimo 2 persone nuove per centro.

Per questo motivo la nostra lista d’attesa è piuttosto piena. Per seguirti nel miglior modo possibile, abbiamo bisogno di molte ore da dedicarti.

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