Perché l’amplificatore acustico NON è un apparecchio acustico

By | 11 dicembre 2015

Qualche mese fa ti avevo già spiegato in linea di massima cos’è un amplificatore acustico e se non l’avessi già fatto ti invito prima a leggere questo articolo:

Amplificatori acustici

Oggi voglio riflettere con te su alcune considerazioni.

L’ amplificatore acustico che ha sconvolto il mondo degli apparecchi acustici

In realtà il titolo è totalmente scorretto in quanto la parola amplificatore acustico non può proprio stare sulla stessa riga degli apparecchi acustici.

Ma neanche, non può stare ne sullo stesso foglio e neanche sullo stesso libro.

Sono proprio due categorie di “prodotti” diversi, cioè è come se ti paragono un triciclo (o al massimo una bicicletta) con una automobile.

Molto probabilmente quando hai visto un “amplificatore acustico” in supermercato, in farmacia o in una squallida televendita hai subito pensato ad un apparecchio acustico.

Quello che voglio farti capire oggi è che non sono minimamente paragonabili.

Poi è ovvio, nell’anno in cui sono nato mio padre Roberto Pontoni ha aperto il primo centro per chi avesse problemi di udito e ovviamente il mio parere è estremamente condizionato a favore degli apparecchi acustici.

Cercherò comunque di essere il più imparziale possibile.

Ma prima ti racconto una piccola storia.

Pochi anni fa, io, mio fratello Matteo e mio padre Roberto (assieme a due soci) abbiamo aperto il primo negozio di apparecchi acustici in tutta l’Albania, per la precisione a Tirana.

Oggi giorno i negozi sono 4 ed il nome è OTOFON (se dai un occhiata al link trovi anche le nostre foto).

Ma arrivo al punto. Quando siamo arrivati lì volevamo creare qualcosa di grande, qualcosa che non avesse nulla da invidiare ai nostri negozi in Italia e così abbiamo fatto.

Dopo un mese, un venditore ambulante è venuto in negozio tutto arrabbiato con noi perché gli stavamo facendo concorrenza ai suoi amplificatori acustici che vendeva a 12Euro in strada.

Cioè, un nostro professionista laureato applicava degli apparecchi acustici dopo aver effettuato una visita di due ore  e noi rubavamo il lavoro ad un venditore ambulante che stava sulla nostra stessa area?

Capisci allora che sono proprio due cose estremamente differenti?

Questo però la maggior parte degli audioprotesisti in Italia non l’ha capito e da quando è uscito l’amplificatore acustico sul mercato si preoccupano della nostra professione.

L' amplificatore acustico è una minaccia nel settore degli apparecchi acustici ?

amplificatore acustico e i commenti su fb

Capisco il loro punto di vista ma non capiscono che sono “due sport differenti”. Cioè stiamo parlando di cose letteralmente opposte.

Lo sai il perché?

  • Perché l’apparecchio acustico DEVE essere tarato/regolato/impostato da un’audioprotesista abilitato per legge. L’amplificatore acustico NO.

Ma forse per un momento hai pensato “wow finalmente posso fare tutto da solo” ma credimi c’è poco da esser contenti.

Ho dovuto studiare tre anni (+ due di master) per poter mettere le mani su un apparecchio acustico e regolartelo in modo da darti benefici e non di crearti danni.

TRE anni (+ DUE) solo per poter mettere le mani sul tuo apparecchio acustico.

L’amplificatore acustico invece lo compri in autonomia in farmacia o in supermercato e segui le istruzioni. Sei sicuro che stai facendo tutto bene?

  • Per poter mettere l’apparecchio acustico hai bisogno di una diagnosi, di una visita dal medico e di un’audioprotesista qualificato. Per l’amplificatore acustico NO.

Addirittura per ovviare a questo problema nelle pubblicità c’è scritto:

verrà un consulente esperto a casa tua e tramite alte tecnologie l’esame te lo farai da solo

Cosa significa questo? Che si lavano le mani in quanto non possono far diagnosi ma in questo modo ti danno un tablet e ti dicono in automatico “quando senti un suono premi” ,laddove, tra l’altro è la peggior cosa che puoi fare.

Non devi esser condizionato ne dai suoni esterni ne dall’esame in sé. Credimi che c’è un motivo se solitamente l’esame lo fai in una cabina silente senza guardare il tecnico.

O sbaglio?

  • Per poter mettere l’apparecchio acustico, quello interno almeno, devo prendere l’impronta (il calco) del tuo orecchio per poter fare una cosa su misura. Per l’amplificatore acustico NO.

E’ fondamentale al fine di capire meglio le parole e sentire di più che l’apparecchio abbia la forma del tuo condotto.

Non deve passare un millimetro di aria di più o di meno di quello richiesto dal tuo esame audiometrico o comunque dalla tua situazione.

Qui sopra trovi una sintesi delle differenze tra un amplificatore acustico ed un apparecchio acustico

Per l’amplificatore acustico i loro “tecnici” dicono che non serve in quanto sicuri di aver un prodotto che sicuramente andrà bene al tuo condotto… a questo punto devi scusarmi se mi viene da ridere (sarcasticamente).

Mi viene da ridere ancora di più se penso che ogni giorno misuro la risonanza del condotto dei pazienti in quanto ognuno è differente e per ogni orecchio devo lavorare in maniera diversa.

  • Per evitare disagi con l’apparecchio acustico devo fare tutto a regola d’arte altrimenti sentirai di continuo quei famosi fischi/fischietti di cui avrai sicuramente sentito parlare. Per l’amplificatore acustico NO, non serve.

E qua proprio la raccontano divertente eh.

Gli apparecchi acustici hanno dei sistemi “anti fischio” estremamente evoluti per vivere la tua giornata in tranquillità permettendoti comunque di capire le parole.

I tecnici del tuo amplificatore acustico in caso di fischio ti dicono semplicemente di chiudere ancora di più l’orecchio!!

Capisci??

In questo modo in ogni circostanza senti di più i rumori che la voce in quanto il tuo orecchio non ha uno “sfogo”

  • Per poter apprendere sempre di più il linguaggio ti consiglio sempre di portare i tuoi apparecchi il più possibile. Per l’amplificatore acustico NO, consigliano il contrario.

Tante volte ti ho detto che prima di raggiungere i risultati desiderati devi portare gli apparecchi acustici il più possibile per poter adattare il tuo sistema uditivo.

Devi RI-abituarti a sentire i piccoli suoni, le posate, il suono dei tuoi passi mentre cammini, il suono degli uccellini ecc ecc.

Il tuo cervello fa una fatica incredibile per tornar a sentire tutto ciò e quindi devo darti un volume piuttosto basso inizialmente per poi aumentarlo di controllo in controllo in base alla tua velocità di adattamento.

I tecnici dell’amplificatore acustico ti dicono invece di usarlo per un periodo limitato. Perché?

Perché ti crea danni al tuo udito in quanto rischia in qualsiasi istante di farti sentire TROPPO certi suoni che già senti bene…

Rischia di farti sentire un automobile che passa dandoti l’impressione che ti sia passato vicino un aeromobile a 5cm.

 La magia del marketing sull’amplificatore acustico

Riguardo all’amplificatore acustico guardo con “ammirazione” solo e solamente la grandissima capacità che hanno questi esperti di marketing ogni anno.

Pochi anni fa il nome dell’azienda produttrice dell’amplificatore acustico era diverso.

Questi esperti di marketing hanno preso ogni singolo difetto dell’amplificatore acustico e te l’hanno raccontato in televisione come un grande pregio.

Farai l’esame del tuo udito da solo!

Andrà bene da subito!

Non fischierà mai!

Non serve prendere l’impronta del tuo orecchio!

E’ incredibile la loro capacità di farti percepire dei difetti come dei pregi.

Dopo qualche anno di insoddisfazioni totali, di pazienti che andavano nelle farmacie lamentandosi del mal funzionamento dell’amplificatore acustico questi giustamente hanno cambiato modalità e nome.

Con “questi” intendo proprio la categoria che prende e vende tutto quello che può in un breve periodo spendendo milioni di pubblicità e vedrai che nel giro di qualche anno torneranno alla ribalta con un’altra “novità tecnologica”.

L’amplificatore acustico quindi NON è un apparecchio acustico.

Prenditi realmente cura del tuo udito. Non affrontarlo con superficialità. Informati.

Buon Ascolto

Francesco Pontoni

Ps. se ancora non hai scaricato la guida del prezzo degli apparecchi acustici allora puoi scaricarla qui:

https://apparecchiacusticipontoni.com/prezzo-degli-apparecchi-acustici/

11 thoughts on “Perché l’amplificatore acustico NON è un apparecchio acustico

  1. Franco Missoli

    Ma quanta boria per questi tre anni più due. Sei sicuro di aver imparato qualcosa di PRATICO. Magari non sai nemmeno casa sia la HRV .. o sbaglio?
    Per prima cosa ci vuole umiltà e poi MOLTO MA MOLTO studio.

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno sig. Missoli,

      Fa sempre piacere ricevere commenti e critiche e le accetto volentieri.
      Devo essere onesto, non ho idea di chi lei sia e (purtroppo) non ho tempo per fare ricerche o di capirne di più.

      Immagino comunque lei sia una persona del settore o comunque un luminare in qualche campo simile al nostro. Se così fosse, ripeto, mi fa solo che piacere ricevere le sue critiche.

      Allo stesso tempo mi dispiace che una persona del suo spessore perda tempo per commenti futili e inutili che possono arrecare solo dei danni. Se lei da un’occhiata al blog troverà centinaia di commenti ricchi di informazioni e spunti utili per tutti i lettori.

      Tante persone con problemi di udito riescono a trovare (finalmente) le risposte che cercavano da anni anche nei commenti. Si rende conto di quanto stiamo aiutando tutte le persone con problemi di udito in questo modo? E tutto questo gratuitamente… ogni giorno dedico almeno un’ora a rispondere ai commenti e alle mail che ricevo e so che sto aiutando tante persone.

      Per questo è triste invece ricevere commenti come il suo dove:

      Perde del tempo prezioso lei dove potrebbe continuare a studiare. Continuo a non capire come abbia potuto perdere 5-10 minuti del suo tempo per leggere un articolo estremamente semplice e pratico. Un articolo scritto per persone che non conoscono questo settore e iniziano ad informarsi. E’ come se io dovessi perdere mezz’ora del mio tempo per capire come leggere un esame audiometrico, degli ABR, delle TEOAE, un esame impedenziometrico, il timpanogramma, l’esame per VA, VO in SF con AA o senza. Ovviamente sono già informazioni di mia competenza e cerco di usare il mio tempo per approfondire altri concetti più importanti. Non capisco quindi come una persona colta si possa soffermare e perdere del tempo per capire le differenze tra un apparecchio acustico ed un amplificatore acustico. Differenze ben note a qualsiasi scienziato, ingegnere, audiologo, otorino, audioprotesista, audiometrista, logopedista o altri professionisti di vario tipo. Differenze note a loro ma non alla persona comune che mediamente legge questo blog. Persone estremamente intelligenti e “sveglie” solo per il fatto che si informano ma che per un motivo o per l’altro non hanno mai approfondito concetti di questo genere. Ovviamente gli articoli che scrivo sono rivolti a loro. E’ per questo che faccio fatica a capire come faccia a perdere tempo per queste cose e ancora di più nello scrivere commenti che non possano portare ad alcuna discussione utile per tutti quanti. Mi chiedo io: “perché non usare quei 5 minuti per dare il suo punto di vista e aprire così un sano dialogo che possa portare vantaggi a tutti quanti?” Solo in questo modo possiamo cambiare le cose in meglio. Se proprio dobbiamo fare qualcosa cerchiamo di farla sempre al meglio con passione e, se possibile, con gratuità, mettendolo a disposizione di più persone possibili.
      Fa perdere del tempo a me. Non lo dico con arroganza, anzi. Non mi crederà ma chi mi conosce sa che uno dei pochi pregi che ho è l’umiltà. Sono permaloso, serio, sto per le mie e sono anche nervoso molto spesso ma difficilmente arrogante. Anche perché con l’arroganza non si va da nessuna parte, con l’arroganza si crede di sapere già tutto e si crede di essere “già arrivati”. Non è il mio caso. Una delle poche cose cui sono certo è che non ci sarà mai limite alla conoscenza. Nonostante io mi metta a studiare ogni giorno sono certo che a 90 continuerò a pensare “cavoli, non so ancora niente, c’è così tanto da studiare” e questo perché, come dice giustamente lei: nella vita ci vuole MOLTO ma MOLTO studio. Devo essere onesto un’altra volta. Questo dello studio per certi versi è un tasto dolente in quanto il nostro settore è “sfortunato”. Noi audioprotesisti non abbiamo la possibilità, come magari l’ha avuta lei, di avere tanti corsi di studi. Il massimo che si può fare è la laurea triennale (che abilita alla professione) e un master di due anni per specializzarsi. Purtroppo non c’è altro, altrimenti sarei ancora tra i banchi delle Università a darmi da fare. Allora cosa ho deciso di fare? Studio per conto mio, mi informo, leggo, partecipo a congressi nazionali ed internazionali e cerco di stare sempre al passo. Anzi, cerco (entro i miei umili limiti ovviamente) di pensare per conto mio e non aspettare sempre risposte dai grandi ingegneri, scienziati, audiologi, otorini o dalle grandi multinazionali. Ogni mattina mi sveglio con questa domanda: “come posso far in modo che le persone con problemi di udito possano essere ancora più soddisfatte e contente?”. “devo aspettare nuove tecnologie o posso studiare studiare e studiare e trovare nuovi metodi di riabilitazione acustica?”. Ecco, nel mio piccolo sto facendo questo. E’ giusto? E’ sbagliato? Penso che nessuno può saperlo, quel che è certo è che lavorando al 100%, dedicandosi, studiando e dando tutto se stesso male non si fa. Ed è con questa filosofia che le dico, senza arroganza mi creda, che commenti di questo genere mi fanno solamente perdere del tempo. Potevo tranquillamente lasciarlo stare ed ignorarlo ma per mia filosofia (e lo può confermare lei stesso guardando gli altri articoli) voglio sempre cercare di dare del mio meglio anche per una semplice risposta. A volta basta anche poco per cambiare le cose. Per questo, se le è possibile e sono certo sia soltanto una questione di volontà, si sforzi a darci un suo reale contributo in modo da mettere i suoi studi anche al servizio di tante persone che ne hanno bisogno.
      Fa perdere del tempo prezioso ai lettori che hanno problemi di udito e si perdono in commenti piuttosto futili e superficiali. Le persone che arrivano su questo blog stanno già vivendo un momento di stress, di dubbi e paure riguardo al loro problema. Spesso sono stati da medici e la maggior parte li avrà liquidati abbastanza superficialmente “è l’età”, “vada avanti così”, “provi degli apparecchi”, “vada in quel posto a prenderli che le dico io”,”ha un fischio?se lo tenga” ecc ecc… e arrivano su internet per cercare delle risposte che mediamente non hanno avuto. Hanno bisogno quindi di cercare delle informazioni. Non hanno bisogno di un corso di laurea dove parliamo di HRV, ABR, OTOAE, VA, VO, SF,AA, TYMPN, RR, RL, SPLS, SSPS, SQRT, ABRT, PTA, PTAc, CKI, KPI,CAC,LFT,LTV,MDC, MDCH, ARB, ELCGG, COCG,ELECC,LDNS,PFF,IFTTT,AMZN,GGGL,RTU,DEX,SER,STRMR,RC,TRP,PQS,TTU,ILGG,XPOI,ROY,ROTY,MVP,MDPOTY,SMOFTY,PRR,GTU,IOP,RTV,BGU,FOT,TTC,DERS,KIT,XOP,YOU,THE,GOAT,LAL,LAC,CHI,DAL,HOU,TTY… e altri dettagli tecnici. Se ha ancora qualche minuto a disposizione provi a dar un’occhiata agli altri articoli e scoprirà lei stesso che non nomino quasi mai, se non necessario, termini tecnici, complessi o che comunque richiedano un minimo di competenze più avanzate. Il blog non è quindi rivolto a professionisti del settore, bensì a persone che stanno entrando nel “mondo degli apparecchi acustici” e hanno bisogno di capire come funziona. Le dirò di più, per fortuna che ci sono persone così. Penso che almeno il 95% delle persone con problemi di udito non si informa, non si interessa, non sente il bisogno di capirne di più, si fida del primo audioprotesista che capita e sperano vada bene. Cosa succede a questo punto? A volte va bene e altre no. Qualcuno è contento mentre altri perdono le speranze e accettano di vivere una vita con una qualità estremamente ridotta per il semplice fatto che… non si sono informate! Per questo apprezzo e stimo doppiamente tutti i lettori di questo blog o più generalmente quelle persone che vogliono continuare a vivere la loro vita al meglio, che non perdono le speranze. Allo stesso modo ne rimango deluso quando trovo commenti come i suoi che non aiutano queste persone e non fanno altro che mettere ulteriori dubbi. Per questo mi viene ancora da pensare: “Come mai una persona del suo spessore perde tempo per commenti di questo tipo invece di raccontare la sua esperienza o i suoi studi permettendo anche agli altri di trarne uno giovamento?” In questo modo invece fa solo perdere del tempo, 10 minuti che potrebbero esser spesi leggendo un libro, stando in famiglia con i propri cari, studiando il più possibile o semplicemente facendo del bene

      Per quanto riguarda i “tre anni + due” cui lei si riferisce ne parlo per un semplice motivo tecnico. Un amplificatore ha bisogno di un venditore che lo venda. Un apparecchio acustico ha bisogno di un audioprotesista laureato che lo scelga e che lo possa applicare seguendo un percorso di riabilitazione uditiva. E’ la legge, non la prenda come arroganza mia. Non saprei come scriverlo altrimenti o che termini usare. La legge in questi casi richiede una laurea. Tutti gli audioprotesisti in Italia ce l’hanno, tanti saranno sicuramente più bravi di me e altri meno.Sono d’accordissimo con lei che un uomo non si misura sui voti presi all’Università, anzi. Conosco persone che hanno la terza elementare e che stimo profondamente. Lavoratori eccezionali che non si tirano mai indietro e nel loro piccolo hanno cambiato in meglio la vita di tante persone. Ecco, lì forse si misura un uomo, nel bene che riesce a fare a chi gli sta attorno. Quella sì che è una mia ambizione, lo ammetto. Nel frattempo, con molta umiltà, mi rimetto a studiare come ogni giorno e, tra un libro e l’altro, informo, rispondo, chiarisco e aiuto chi ne ha bisogno.

      A presto,

      Francesco Pontoni

      Reply
      1. Giuseppe

        Troppe parole e giustificazioni, troppi titoli accademici vantati. …..comprerò l’apparecchio acustico da 250 euro della polaroid per mia madre in farmacia! !!!

        Reply
        1. Francesco Pontoni Post author

          Buonasera sig. Giuseppe,

          intanto le faccio i complimenti che si sta informando e non sta prendendo questa decisione superficialmente, questo le fa onore ed è da rispettare. Per quel che riguarda il prendere gli apparecchi in farmacia…va bene, non c’è nessun problema, è una sua scelta.

          Quando una persona sa i pro e contro allora è libero e consapevole delle proprie scelte. In bocca al lupo,

          Francesco Pontoni

          Reply
  2. Franco Missoli

    Non credevo di suscitare tanti caratteri (nel senso informatico).
    Comunque la tecnologia della misura della HRV per scoprire i non udenti, falsi invalidi, è a disposizione gratuitamente. Riteniamo che il milione di euro spesi da un imprenditore illuminato per mettere a punto questa tecnologia sia sufficiente a rispondere al sua disamina.
    La ringrazio
    Franco Missoli

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno sig. Missoli,

      Anche se ci provo, onestamente faccio fatica a essere d’accordo con lei in questo determinato contesto.

      In questo blog e in questo articolo nello specifico parlo di amplificatori acustici e apparecchi acustici. Non c’è alcuna disamina ma una semplice riflessione fatta con i lettori.

      Per questo mi sento di dire che questa fantastica tecnologia e questo illuminato imprenditore sono fuori contesto. Non sono pertinenti e continuano a non essere di interesse alcuno in questo specifico ambito.
      Sono sicuramente interessanti e degni di nota in altri siti, riviste, pubblicazioni mediche e sono certo che chi è interessato farà le ricerche opportune e le chiederà tutto ciò.

      Cordiali saluti,

      Francesco Pontoni

      Reply
  3. vincenzo Tina

    Buonasera,
    grazie per la Magistrale spiegazione tra apparecchio acustico e Amplificatore acustico .
    Sono un Audioprotesista professionale, ho lavorato per 20 anni con una nota ditta di Milano, adesso sono in pensione, sarei interessato a collaborare con la Vs azienda.
    Risposta e-mail [email protected] — cell. 349 2243287
    grazie dott. Vincenzo TINA

    Reply
  4. romanus

    Buon giorno, è evidente che se io avessi bisogno di sentire perchè il mio udito è calato drasticamente io mi affiderei a lei o persone come lei e non comprerei quei favolosi apparecchi che vengono venduti da Amazon a partire da pochissimi euro ma lei , dott. Pontoni pensa che il suo dotto interlocutore abbia capito le sue spiegazioni ? io non ci conterei !
    La saluto cordialmente

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno,

      non ci conto onestamente. E’ impossibile che il mio messaggio sia comprensibile, sia chiaro e diretto a tutte le persone. Nel dubbio però io ci provo comunque. Se riesco ad aiutare una sola persona ne sono già contento.

      Saluti,

      Francesco Pontoni

      Reply
  5. alina olga perca

    Salve io sobo una sig.di quasi quaranta anni sono rumena quindi se trovate quallche errore di scrittura in questo sms mi chiedo scusa .Non sento bene da uando avevo nove anni ho provato diversi tipudi ampkuficatori acustic i comprati via internet ma non mi sono trovata bene purtoppo non avendo possibilita economici per comprare un aparechi acustico sono stata costreta a usare un amplificatore acustico perter svolgere un lavoro e mantenere me e le mie due bambine.Amplificatore era con le cuffie e speso mi cadeva dai orrcch mentre io lavoravo sia a casa che a lavoroi e io dovevo speso rimetelo non era una cosa piacevole ma io avevo bisognio per poter lavorare e quindi mu sono abituata e accetata questa ideea per anni poi una sig.anziana che aveva un aparechio acustico rimasto dal suo marito che era morto da otto ani mi lo ha regalato a me lo provato e sentivo bene era solo uno per orecchio sinistro io ho problemi a tutte due orecchi ho una ipoacusia di 50% e quindi non mi dano invalidita finche non arrivo allmeno a 60% non ho un contrato di lavoro per poter aquistare questi aparechi tramite un contrato ratezato quindi sono costreta un altra volta usare un aparechio acustico di un alta oersona per mancanza du possibilita economici.Mi trovo benisimo con apa rechio acustico anche se ne ho uno soli invence di due anche se non e adatto al mio orecchio (e fatto sulle misure di un altra persona).E ungiusto che una persoba come me che a bisognio di questo aparechio per poter lavorare non ha nessun sostegno da parte dello stato per poter avere quezti aparecchi.Adesso mi sono informata dal amplifon e ce possibilita di pegare 50% aparechio acustico che si colega ai occhiali percche e quelli oiù adatto a me ma comunque strano da pagare almeno duemile euro.Quindi come fa una persona ad avere questi aparecchi acustici quando apoena riesce ad arrivare ak fine mesecon le spese di affitto bolette ecc.???E questa ka problema dei aparechi acustici che sono di molto aiuto sono indispensabili ma costano una lira di Dio e non tutti si lilu permetono a comprare.Grazie

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno sig.ra,

      non si preoccupi per la scrittura. Mi dica una cosa, lei dove abita? Vediamo se conosco qualche bravo audioprotesista che possa aiutarla in qualche modo. Aspetto sue,

      dott. Francesco Pontoni

      Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.