Apparecchi acustici Bicros

By | 18 Ott 2018

Apparecchi acustici bicros:

  • cosa sono?
  • servono davvero?
  • perché non ne parla nessuno?

Oggi cercherò di rispondere a queste semplici domande. Ho deciso di parlartene perché frasi di questo genere le sento fin troppo spesso:

“Dottore, questo orecchio è perso, non sento più nulla da diversi anni”.

Mi raccontavano che in seguito a malattie, gravi infiammazioni o traumi di vario tipo avevano perso quasi del tutto o completamente l’udito su un orecchio.

Si erano rassegnati a considerare l’orecchio perso

Si erano rassegnati a non poter più fare affidamento su di esso andando incontro a numerosi disagi.

Ma è realmente così?

Innanzi tutto voglio sottolineare quanto importante sia effettuare un esame audiometrico accurato per stabilire con certezza lo stato di salute delle nostre orecchie.

Spesso infatti non siamo in grado di accorgercene da soli, in quanto la nostra percezione può trarci in inganno. Sarebbe come misurarsi la pressione sanguigna poggiando il polpastrello sul collo.

Solo attraverso i macchinari è possibile capire se l’orecchio risulti realmente anacusico (completa assenza di risposta uditiva) o ipoacusico (se invece permangono residui uditivi), che ci senti di meno insomma.

Può sembrare ininfluente, ma anche in presenza di residui uditivi l’audioprotesista può fare molto con gli attuali apparecchi acustici. Sfruttano le più recenti tecnologie (come ad esempio l’intelligenza artificiale) e alla luce di questo dispiacerebbe sapere che qualcuno si priva di un ascolto migliore solo perché non ha la reale consapevolezza del proprio stato di salute.

Quello di cui voglio parlare oggi però sono le situazioni in cui il solo apparecchio acustico non è sufficiente e risulta fondamentale l’impiego di uno strumento che si differenzia da esso.

Cosa sono gli apparecchi acustici bicros?

Gli apparecchi acustici bicros non sono altro che una coppia di apparecchi acustici che lavorano in una modalità particolare.

Cerco di spiegartelo meglio. Se un orecchio ci sente poco, puoi ottenere un notevole miglioramento grazie ad un apparecchio acustico. Se un orecchio per vari motivi è irrecuperabile allora l’apparecchio tradizionale non serve letteralmente a nulla.

In questi casi puoi migliorare la tua situazione uditiva grazie agli apparecchi acustici bicros. In queste situazioni viene posto un apparecchio nell’orecchio totalmente compromesso che ha come unico compito quello di captare i suoni tramite i suoi due microfoni e trasferirli nell’altro orecchio.

L’apparecchio non amplifica i suoni ma li trasmette nell’orecchio controlaterale. A ricevere i suoni nell’altro orecchio ci sarà invece un apparecchio acustico che dovrà fare 2 cose contemporaneamente:

  • amplificare tutti i suoni che gli arrivano dalla sua parte
  • ricevere i suoni dall’altro apparecchio e amplificarli


apparecchi acustici bicros

“Non posso accontentarmi di un orecchio solo? Sento abbastanza bene…”

Certo, tante persone se ne escono con queste frasi e le capisco bene. Si sono abituati da anni e anni a NON sentire da un lato e ormai ci hanno fatto l’abitudine.

Esempi dove potresti ottenere importanti miglioramenti

  • Senti abbastanza dall’orecchio sinistro ma assolutamente niente dal destro. Stai guidando, la radio è accesa e nel lato passeggero c’è tua moglie che ti parla. In questa situazione, anche con il miglior apparecchio acustico al mondo (nella parte sinistra ovviamente) non puoi essere in grado di gestire una conversazione fluentemente.La maggior parte delle persone (te lo assicuro) si abitua. Sia il marito che la moglie sanno bene che in quella specifica situazione, in macchina nel nostro caso, non possono parlare. Non lo dico con “cattiveria”. Semplicemente non ce la fanno. Con gli apparecchi acustici bicros invece è tutta un’altra storia. Anche se la radio è accesa la moglie può parlare. L’apparecchio che sta alla destra capta i suoni e glieli invia all’orecchio “buono”. La persona istantaneamente sente tutto nell’orecchio sinistro e risponde. Passiamo dal non avere all’avere una conversazione.
  • Senti abbastanza dall’orecchio destro ma nulla dal sinistro. Vai a cena in ristorante e chiedi gentilmente a tua moglie di mettersi dalla tua parte sinistra. Lei conosce il tuo problema, sa bene che in quella situazione non senti nulla e ti da la possibilità di fare due chiacchiere almeno con la persona che ti sta a destra. Con gli apparecchi acustici bicros non ci sarebbero questi problemi. La persona potrebbe parlare sia con chi gli sta a destra che a sinistra indipendentemente.

Servono davvero questi apparecchi acustici bicros?

Hai potuto farti le tue idee da questi esempi. Diciamo che ogni persona dà un peso diverso a queste situazioni. A te sembra poco?

A me no. Nel senso che, per la vita che faccio, non vorrei avere questi limiti. Li reputo dei limiti molto importanti.

Ammetto che conosco molte persone che ormai si sono rassegnate così tanto che ci hanno fatto un’abitudine. Non vanno più in ristorante, evitano i posti affollati, sanno di non parlare in macchina…

Quello che mi interessa oggi non è assolutamente di convincerti sulla bontà e sull’efficenza degli apparecchi acustici bicros. Quello che mi preme è che se hai una sordità di questo tipo allora è giusto che tu sappia che si può fare qualcosa! Poi, se vuoi farlo o meno deve essere assolutamente una tua libera scelta. Su questo non metto becco.

Qualche nozione tecnica in più

Questi sistemi sono in grado di raccogliere i dati sonori presenti nell’ambiente e di comunicarli all’apparecchio acustico controlaterale.

Trasmettono i suoni nell’orecchio opposto, in modo da non sacrificare nessuna informazione acustica. L’audioprotesista può scegliere se farti sentire tutti i suoni che arrivano a 360° o se concentrarsi su quelli frontali. Può valutare anche se trasmetterti tutti i suoni possibili o se limitarli leggermente. Più suoni significano più parole ma anche un maggior livello di rumorosità.

Inoltre l’apparecchio bicros si comporta come un microfono, ma col vantaggio che l’elaborazione del segnale avviene in base alle necessità dell’orecchio controlaterale.

Infatti l’orecchio controlaterale ha l’amplificazione necessaria se l’orecchio è ipoacusico o addirittura in assenza di amplificazione se l’orecchio è normoudente (in questo caso parliamo di sistema cros e non più bicros).

In entrambi i casi il risultato non cambia, si riesce ad assaporare nuovamente l’ascolto completo di un ambiente.

Perché non ne parla nessuno?

Per vari motivi. Ti dico i primi che mi vengono in mente:

  • C’è molta ignoranza. Purtroppo è così, devo ammetterlo. Queste tecnologie sono presenti sul mercato già da diversi anni eppure conosco tante realtà in cui non si utilizzano minimamente. I professionisti ne hanno sentito parlare ma si sono fermati lì
  • Non ci sono grandi incentivi economici. Come posso spiegartelo meglio…gli apparecchi acustici bicros hanno un costo minimo rispetto agli apparecchi acustici. Funzionano praticamente solo come dei microfoni, non hanno tutta la tecnologia di un apparecchio normale e vanno bene per una ristretta cerchia di persone
  • Questa tecnologia è presente in pochissime marche. Delle 6 migliori marche presenti sul mercato, solo 3 dispongono di questa tecnologia. Tantissimi aziende che vendono gli apparecchi sono “mono-marca” o comunque hanno la possibilità di scegliere tra pochissimi modelli. Tanti quindi non hanno proprio la possibilità di “accedere” a queste tecnologie

Ci tengo però alla massima trasparenza e alla sincerità: gli apparecchi acustici bicros presentano uno svantaggio

E’ una falla irrilevante ma credo sia corretto parlarne.

Utilizzando questo tipo di tecnologia non è possibile stabilire l’origine della fonte sonora in quanto la totale percezione degli stimoli uditivi convoglia sull’orecchio ipoacusico (quello che sente ancora qualcosa per capirci).

Questo però è uno svantaggio che come anticipavo possiamo considerare nullo in quanto veniamo già da una situazione dove la localizzazione dei suoni risulta del tutto compromessa.

Ecco perché ponendo sulla bilancia vantaggi e svantaggi in ogni caso risulta conveniente l’approccio cros/ bicros, perché al netto delle situazioni possiamo osservare solo benefici.

Spesso ci si rassegna all’idea di aver completamente perso un orecchio, ad un ascolto parziale e limitato, ma a volte c’è una via d’uscita.

L’innovazione dei sistemi cros e bicros, regolati in modo opportuno sulle caratteristiche del paziente potrebbe fare la differenza in molti casi.

A presto,

dott. Francesco Pontoni

autore del libro “NON SEI SORDO

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