Apparecchi acustici in prova: più problemi che soddisfazioni?

By | 3 gennaio 2018

Gli apparecchi acustici in prova sono uno di quei argomenti molto “delicati” nel nostro settore. Proprio in questi giorni ho avuto una lunga conversazione con il mio collega audioprotesista Dino Spanghero. Il dott. Spanghero lavora a Trieste (in Friuli Venezia Giulia) e mi ha raccontato diversi aneddoti a riguardo che gli son successi.

Per me non era una novità, sono “nato” all’interno di questo mondo e conosco bene tutti i retroscena. Con noi però c’erano anche altri colleghi e più di qualcuno è rimasto stupito da queste riflessioni.

Ma prima di spiegartelo provo a fare un piccolo passo indietro.

Da dove nasce l’idea degli apparecchi acustici in prova?

Hai mai visto in ambito sanitario dei parallelismi con gli apparecchi acustici in prova? Prova a pensare:

  • dentiere in prova
  • protesi all’anca in prova
  • occhiali da vista in prova
  • plantari in prova

No, non hai mai visto questi messaggi proprio perché quando vai da un professionista ti aspetti “semplicemente” che ti risolva il problema.

A volte ci può essere qualche difficoltà, il dottore deve lavorare più del previsto e “aggiustare” qualcosa, però in linea di massima sai che risolverà il tuo problema (o farà comunque tutto il possibile).

Nel mondo degli apparecchi acustici non è mai stato così.

L’udito, dal punto di vista pratico, è molto diverso dal settore dentale  o da quello dell’ottica:

  • la comprensione dei suoni è strettamente correlato alle tue capacità cognitive (il cervello)
  • spesso la capacità di capire i suoni è compromessa dal lungo periodo in cui si rimane senza sentire o dall’età
  • c’è tantissima ignoranza da parte della popolazione riguardo al tema della sordità
  • puoi trovare audioprotesisti estremamente bravi ed altri che odiano il loro lavoro
  • le aziende possono essere incentrate sulla soddisfazione del paziente o “sui numeri”

Queste cose me le raccontava il fondatore della nostra azienda, mio padre Roberto Pontoni, già negli anni 90′. Lo ha scritto in vari aneddoti nel suo libro (La mia 500 Blu. Lavoro, memorie e storie di un audioprotesista).

L’udito è strettamente legato alle tue capacità cognitive (il cervello)

Devi sapere che le orecchie ti fanno SENTIRE ma è il cervello che ti fa CAPIRE. Questo concetto è F O N D A M E N T A L E e pochi lo comprendono.

Ci sono delle zone nel cervello che si occupano principalmente di farti capire le parole. Queste aree vengono stimolate se effettivamente arrivano dei suoni.

Quindi ogni tipo di suono (frequenze) e di intensità stimola una determinata parte del tuo cervello. Se per caso senti bene tutte le “lettere” tranne le consonanti “s” e “f” quella zona del tuo cervello non riceve stimoli e nel tempo tende ad atrofizzarsi (o a “svolgere altri compiti”).

– Mi scusino tutti i dottori che stanno leggendo queste righe, so che non sono estremamente precise ma è giusto far capire questo concetto a più persone possibili. –

Tornando a noi, se una determinata zona si è atrofizzata e tu intervieni con gli apparecchi acustici non fai altro che stimolare una zona che ormai è “addormentata”. Non posso più farti sentire quelle lettere “s” e “f” come le sentivi prima.

Per questo parlo spesso di intervenire prima possibile.

Al giorno d’oggi abbiamo le capacità di far sentire un orecchio quanto vogliamo, con dei suoni estremamente “chiari” però dobbiamo considerare alla fine che è il cervello a ricevere questi suoni e deve “tradurli”. E’ il cervello quindi che capisce le parole.

In tanti casi posso migliorare la situazione dando alla persona il giusto “volume” ma non posso modificare la tua storia, il tuo passato.

Posso “semplicemente” portare all’interno del tuo orecchio il miglior suono possibile per la tua specifica situazione.

Poi, per tutte quelle aree che non sono ancora atrofizzate ma che stanno prendendo quella strada dobbiamo iniziare un percorso di riabilitazione uditiva.

Durante questo percorso (che non ha una fine…) dobbiamo stimolare il tuo cervello senza dargli fastidio finché riusciamo a “risvegliarlo” in quelle specifiche aree.

Puoi ben immaginare che con degli apparecchi acustici in prova per un certo periodo (1 giorno? 1 settimana? 1 mese?) non posso far miracoli.

Le capacità cognitive uditive potrebbero dipendere dal periodo dell’ipoacusia e dall’età

Secondo te un audioprotesista intraprende lo stesso identico percorso di riabilitazione acustica con tutte le persone? A parità di sordità e con gli stessi apparecchi acustici i risultati sono gli stessi?

Assolutamente NO.

Ci sono tanti altri fattori da considerare tra cui:

-l’età

-da quanto tempo c’è una ipoacusia (e a che livello)

L’età fa tutta la differenza del mondo

Prova a pensare a due persone con una sordità del 50%. Entrambe portano i migliori apparecchi acustici sul mercato. Uno ha ottimi risultati e uno no, come mai?

Uno è un ragazzo di 25 anni di nome Marco e il suo cervello si è adattato agli apparecchi acustici in pochissimo tempo. Nel giro di 2 mesi riesce a sentire e a capire quasi come un normo-udente.

L’altro, il sig. Bruno, ha 80 anni e il suo cervello è estremamente più lento (non significa “stupido”, significa che si adatta ai nuovi stimoli degli apparecchi più lentamente). Anche se ha 3 lauree e fino a pochi anni fa insegnava all’Università comunque ha un cervello di 80 anni che ha una “plasticità cerebrale” più ridotta rispetto ad un 25enne. Ha importanti miglioramenti con gli apparecchi ma non così buoni come lui si aspettava.

Hai capito la differenza?

Ma i problemi non finiscono qua.

Il sig. Bruno si è deciso di portare gli apparecchi ed è finito nel primo centro acustico che esponeva lo slogan “apparecchi acustici in prova“. Li ha portati una settimana. Anche se obiettivamente c’erano già dei miglioramenti lui comunque non riusciva ancora a capire la televisione. Ha pensato: “non fanno per me” e ha lasciato stare una volta per tutte quelle speranze che aveva riposto negli apparecchi acustici.

Pensava di metterli e di sentire bene. Ma come il sig. Bruno ce ne sono migliaia e migliaia di persone nella sua stessa situazione.

Devi sapere che in tante situazione in un mese di tempo puoi avere risultati minimi, del 10% se va bene! Ma il lavoro dell’audioprotesista non finisce lì.

Io o altri colleghi come il dott. Spanghero vediamo i nostri pazienti anche 30 volte il primo anno proprio per dare dei miglioramenti di volta in volta.

E’ per questo che abbiamo creato una garanzia non sugli apparecchi ma direttamente sui risultati. 

Da noi devi avere i risultati concordati all’inizio ed è compito nostro arrivare a quel punto. Con qualcuno ci arriviamo in 3 mesi e con altri in 3 anni e sono molto più felice di usare con i pazienti questo approccio piuttosto che quello della prova.

Da quando è presente questa sordità?

La durata della tua sordità è importante tanto quanto l’età.

Se la tua perdita è iniziata un anno fa è una cosa, se invece è iniziata 10 o 20 anni fa è un’altra. Più tempo è trascorso e più lenta sarà la riabilitazione acustica.

Anche in questo caso puoi capire che avere gli apparecchi acustici in prova non ti porterà a una soluzione vera e propria. Spesso fa più danni che altro perché le persone vogliono tutto e subito.

Se queste persone non capiscono il percorso che c’è da fare allora provare gli apparecchi per un determinato periodo potrà solo che peggiorare la situazione. Inizieranno a pensare:

  • “sapevo io che gli apparecchi acustici non funzionano”
  • “ha ragione il mio vicino! Si è fatto convincere da un venditore, li ha comprati e li ha lasciati in un cassetto!”
  • “si ok, sento di più ma sono andato al bar e sentivo tanta confusione”
  • “sento la tv più alta ma comunque non è chiara!”

Queste sono tutte problematiche e riflessioni legittime all’inizio. Non per altro nei nostri centri Pontoni chiamiamo questo periodo “la scalata”. Proprio perché per certi versi è il periodo più difficile e per fare una corretta riabilitazione uditiva è meglio iniziare con volumi molto bassi!

Il problema è che se hai gli apparecchi acustici in prova vuoi assolutamente sentire una differenza. 

Il tecnico audioprotesista medio in questi casi “esagera” con il volume per farti capire che “funzionano” e nella maggior parte dei casi percepisci più rumori che altro.


Il sig. Gianfranco ne sa qualcosa. In quei giorni di prova aveva una cefalea dopo l’altra e aveva deciso di abbandonare l’idea degli apparecchi acustici.

Alla fine del mese spesso li compri perché ti senti “costretto” o abbandoni del tutto l’idea di portarli. E’ un’arma a doppio taglio che la maggior parte delle volte fa più male che bene.

Nei nostri centri la facciamo solo in determinate occasioni. Ci devono essere i giusti presupposti sia con il paziente, con le aspettative, con la sordità e con gli apparecchi da provare.

C’è tantissima ignoranza da parte della popolazione riguardo al tema della sordità

Puoi ben immaginare che la popolazione media non sa tutte queste cose. Basti pensare che solo il 10% delle persone che hanno un problema di udito cercano di trovare delle soluzioni.

Spesso pensano che non si può fare niente. Oppure provano rabbia o vergogna nei confronti della sordità e non vogliono affrontarla.

Lo so, sembra che siamo nel terzo Mondo eppure è così. Basti pensare che in Germania, negli Stati Uniti o nei Paesi del Nord Europa la percentuale sale al 40-50%.

E gli apparecchi acustici in prova fanno leva proprio su queste cose. Me l’ha detto un po’ arrabbiato e un po’ amareggiato proprio il collega Spanghero:

La gente non capisce che è un puro slogan! Sono strategie commerciali atte a invitare le persone ad entrare all’interno di un centro acustico. Ormai la prova viene ampiamente pubblicizzata e addirittura consigliata da professionisti anche nelle strutture sanitarie pubbliche. Anche i dottori ormai consigliano gli apparecchi acustici in prova”.

Ed è a questo punto che anche gli altri colleghi sono rimasti a bocca aperta. Sì perché spesso anche altri professionisti danno questi consigli pur consapevoli di come dovrebbe esser fatta la giusta riabilitazione acustica.

Continua l’audioprotesista Spanghero:

“D’altra parte non li biasimo i dottori con tutte quelle persone che gli hanno detto arrabbiate -io ho comprato l’apparecchio acustico, non funziona, ho speso dei soldi e adesso l’ho lasciato nel cassettino”

Questa infatti è un’altra tematica interessante che meriterebbe un capitolo a parte. Ne ho parlato anche nel libro “NON SEI SORDO! Scopri come recuperare fino al 90% del tuo udito grazie al giusto apparecchio acustico (ed evitare fregature)“.

apparecchi acustici in prova

 

I medici che trovi nelle strutture sanitarie sono concentrati principalmente su quello che LORO possono fare.

Ovviamente non parlo di tutti, ci mancherebbe.

Vedono quindi cosa possono fare a livello medico o chirurgico. Se non possono fare altro per la tua sordità dovrebbero consigliare l’uso degli apparecchi acustici.

Lo hanno fatto per tanti anni ma sempre più spesso ritornavano i pazienti arrabbiati e frustrati che non erano soddisfatti dei loro apparecchi. A volte avevano aspettative troppo alte, altre volte la tecnologia non era “all’altezza”. Certe volte l’audioprotesista non era all’altezza e in altre non veniva svolto un percorso di riabilitazione acustica.

Puoi trovare audioprotesisti estremamente bravi ed altri totalmente incapaci

Non era colpa dei medici. Loro suggerivano il meglio per i loro pazienti. I problemi erano altri.

Così, anni dopo, molti si “lavano le mani” e non si espongono più come una volta. Adesso la frase tipica è:

prenda degli apparecchi acustici in prova e se è contento li tenga”.

Si sono trovati un po’ costretti ad arrivare a questo punto. Per questo anch’io non li biasimo.

E’ tutto nato dall’incapacità dei tecnici audioprotesisti.  Questo è uno dei motivi per cui da qualche anno cerchiamo di cambiare questo settore.

Qui ad esempio ti faccio vedere dei video dove spiego:

  • “il migliore apparecchio acustico” adatto a chi è agli inizi
  • come cambiare correttamente la batteria degli apparecchi acustici.

Come puoi vedere le mie non sono solo parole, mi sto impegnando in questo progetto per ore e ore ogni giorno!

Qual è l’apparecchio acustico migliore?

Come recuperare fino al 20% di batterie in più?

Stiamo cercando di dare più informazioni possibili sia agli utenti finali che ai professionisti del settore. Tutti i nostri audioprotesisti vengono formati ogni giorno su tutte le novità e sanno benissimo come seguirti durante tutto il percorso di riabilitazione acustica.

Poi oltre agli audioprotesisti ci sono le aziende da tenere in considerazione.

Le aziende possono essere incentrate sulla soddisfazione del paziente o “sui numeri”

Tante aziende sono orientate solamente sugli apparecchi acustici in prova e in un qualche modo ti fanno sentire “costretto” a prenderli alla fine. Poi, in certe aziende, non ti “curano” più come prima ma lo fanno superficialmente.

Altre fanno di tutto per darteli direttamente al primo giorno. Anche qui, puoi trovare quelle aziende che ti seguono ogni volta come se fosse la prima volta e altre che ti dicono “mi chiami se c’è qualche problema“. Ecco, quelle che ti dicono così ovviamente non intraprendono un percorso di riabilitazione uditiva.

Come fare allora? A chi affidarsi?

Te l’ho detto in tantissimi altri articoli. Laddove è possibile vai sempre in quell’azienda (o da quell’audioprotesista) dove già altri tuoi amici si sono trovati e si trovano benissimo.

Lascia stare le marche, i modelli, i prezzi, le tipologie e tutte le altre caratteristiche.

La prima cosa che devi tenere in considerazione sono i “passaparola”. Se un tuo amico è entusiasta dei risultati ottenuti e di come viene seguito allora non pensarci due volte. Quello è il posto giusto.

Questa è in assoluto la miglior garanzia che puoi avere. Noi per esempio abbiamo un’infinità di testimonianze che ci lasciano ogni giorno i nostri pazienti. Te ne faccio vedere qualcuna:

Ne puoi trovare centinaia a questo link.

Ci sono situazioni in cui vanno bene gli apparecchi acustici in prova?

Certo. Te ne ho già parlato prima.

Ci devono essere le giuste condizioni con :

  • la persona
  • le sue aspettative
  • la sua sordità
  • gli apparecchi da provare
  • la motivazione
  • l’esperienza
  • la storia acustica

Per esempio ti posso dire che i nostri tecnici audioprotesisti provano sempre gli apparecchi a tutti quei clienti che conosciamo già da anni e vogliono migliorare ulteriormente la loro situazione.

Abbiamo già intrapreso il percorso riabilitativo, hanno le giuste aspettative e motivazioni e già entro pochi giorni/settimane riusciamo a capire assieme a loro se possiamo avere o meno de risultati interessanti.

Un’altra possibilità è quando ci troviamo di fronte ad una situazione “estremamente complicata”. In certi casi infatti non sappiamo fino a dove possiamo arrivare e la miglior cosa è provare. Non potremmo certamente sapere quali saranno i risultati fra 3 mesi, 1 anno e così via ma possiamo almeno capire SE ci saranno dei miglioramenti.

Qualche giorno fa ad esempio mi ha scritto una persona preoccupato per la difficile situazione della moglie. Tra le tante cose mi ha detto:

In questo caso la signora porta gli apparecchi acustici da tutta la vita e ha perso le speranze di sentire meglio di così. Ha una situazione estremamente complicata e non ha più fiducia nel suo audioprotesista.

A questa signora applicherò senz’altro degli apparecchi acustici in prova proprio per vedere se:

  • effettivamente posso darle dei miglioramenti
  • con il tempo merito la sua fiducia

Non mi aspetto certamente dei miracoli in pochi giorni ma ci sono tutti i presupposti per poterlo fare.

Non hai degli amici che si son trovati bene e non sai a chi affidarti? Leggi intanto il libro NON SEI SORDO!  che può darti già tante risposte. Potrai capire bene chi hai davanti al di là di tutte queste “prove/non prove”.

Buon ascolto,

Francesco Pontoni

4 thoughts on “Apparecchi acustici in prova: più problemi che soddisfazioni?

  1. Enzo Coi

    Ho letto questo e parte degli articoli che ho ricevuto. Sono interessanti ma li trovo lunghi e si perde l’interesse. Leggere cosa avete fatto per altri clienti distrae. Anche il passare ad altri link infastidisce. Insistere su quello che altri non hanno pensato o fatto, può far sembrare che il vostro interesse sia rivolto più all’acquisizione del cliente che al desiderio di risolvere i suoi problemi. Comunque, complimenti per la metodologia. Vorrei conoscere se avete un centro in Piemonte cui rivolgermi. Gradirei una risposta celere. Grazie

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buonasera sig. Enzo,

      non voglio giustificarmi ma questo qui è un “blog personale” e parlo delle mie esperienze da audioprotesista. Se poi riesco anche ad aiutare qualcuno con queste informazioni tanto meglio.

      Per avere risposte più “secche” e decise ci sono decine e decine di siti istituzionali. Li può trovare su oticon.it, phonak.it, widex.it, starkey.it ecc ecc.

      Mi dispiace non poterla aiutare sul centro in Piemonte, purtroppo non siamo presenti nella sua zona.

      Saluti,

      Francesco Pontoni

      Reply
  2. don Fausto Giromini

    Buongiorno, abito in provincia di Novara e sono portatore di protesi acustiche da 25 anni (ora ho 55 anni). Ho una perdita uditiva soprattutto alle alte frequenze (dove sul diagramma scendo a 60 db sui 2000 – 4000 e alle frequenze più alte ancora di più.
    Dovendo sostituire gli apparecchi acustici, vorrei un consiglio, se in zona a Novara ci sono centri di cui fidarsi. Attualmente sono cliente Audionova, ho provato a recarmi alla Maico, dove mi hanno proposto il loro apparecchio Capto, e quasi quasi mi ha convinto. Faccio bene a rivolgermi a queste strutture? Mi sembra che ognuno venda il suo prodotto. Dove potrei rivolgermi per trovare qualcuno che invece vuole aiutarmi a scegliere la marca e il modello di apparecchio acustico migliore per me?
    Grazie e complimenti per il sito e la professionalità.

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno,

      ho capito bene la situazione, è stato molto chiaro. Mi informo un attimo sulla zona di Novara e le scrivo in privato sulla sua mail.

      Saluti,

      Dott. Francesco Pontoni

      Reply

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