6 ragioni per cui gli apparecchi acustici NON sono come gli occhiali 

di | 30 Gennaio 2020

Oggi parleremo delle 6 ragioni per cui gli apparecchi acustici NON sono come gli occhiali. 

Più volte nei miei articoli e ai miei pazienti, ho paragonato l’indossare gli apparecchi acustici agli occhiali. 

Il motivo? Non solo perché sono due oggetti complementari per risolvere un problema che affligge uno dei 5 organi di senso più importanti per l’essere umano, ma perché molto spesso si pensa che questi due oggetti, che utilizzano due tecnologie e innovazioni molto diverse tra loro, siano uguali.

Mi spiego meglio:

se cominci ad avere problemi di vista, nella maggior parte dei casi corri subito al riparo. Ricordo ancora che a scuola, da un giorno all’altro, iniziai a vedere un po’ sfocato le scritte sulla lavagna. In quella stessa settimana avevo già fatto una visita dall’oculista, e qualche giorno dopo portavo gli occhiali.

E tu, cosa faresti?

Nella maggior parte dei casi prenderesti appuntamento da un oculista o direttamente da un ottico, che ti consiglierebbe le lenti e la montatura migliore a seconda del problema di vista (esattamente come ho fatto io). Una volta pronti ed indossati, il problema è risolto. Certo, potrai non trovarti bene con un certo tipo di lente piuttosto che un altro, ma l’impatto non appena li indossi è:

cavolo, che nitido che vedo! (almeno, io da miope reagisco così)

Purtroppo quando si parla di udito, il problema molte volte non è così evidente.

Se ti mancano 0,50 diottrie alla vista te ne accorgi subito, mentre se ti manca il 10-20% di udito potresti quasi non accorgertene. O comunque non gli daresti il giusto peso. L’udito continua a calare di giorno in giorno, e difficilmente vivrai cambiamenti così significativi al punto da rendertene conto.

In questo modo il tuo cervello si abituerà a sentire di meno e peggio finché non superi il 40-45% di perdita di udito. A quel punto inizi ad avere tante difficoltà come:

  • non riuscire più a seguire i film del tutto
  • non seguire a tavola con la famiglia le conversazioni
  • perdere tante chiamate sul cellulare o sul telefono di casa

Quando ti ritrovi in queste situazioni, significa mediamente che sono passati tanti anni da quando sono sorti i primi segnali. A questo punto risolvere il problema di udito diventa estremamente più complesso e difficile rispetto al problema della vista. La differenza sostanziale la fanno infatti tutti quegli anni in cui il tuo cervello si è abituato a sentire di meno e peggio.

apparecchi acustici NON sono come gli occhiali

Certi suoni non li senti più come dovresti. Riuscirai a sentirne qualcuno “correttamente”, mentre altri saranno “così persi” che non riusciremo più a recuperarli al 100%. Anche con un percorso di riabilitazione uditiva ben fatto e strutturato, riusciremo solo ad avere un recupero massimo per ogni singola situazione.

Dipende quindi dalla plasticità cerebrale della persona, dal quadro audiologico, dagli ambienti uditivi in cui vive, dall’età e dall’ammontare degli anni passati da quando è insorto il problema di udito. 

Con la vista non capita tutto questo.

Perché passa così poco tempo che il cervello non si abitua a vedere male.

Ovviamente sto facendo delle considerazioni generali parlando, a livello statistico, di come si comportano mediamente le persone. Se tu invece sei intervenuto subito per il tuo problema di udito o hai aspettato anni e anni per la vista ovviamente non rientri in queste considerazioni. È un discorso “semplicistico” volto a spiegare la analogia (o NON analogia) con la vista.

Per farti capire ancora meglio cosa sto dicendo, ti basta sapere che mediamente le persone aspettano 7-8 anni per fare il primo esame dall’insorgere del calo di udito, anche grave. Poi aspettano ancora anni per prendere degli apparecchi, risolvendo così il problema.

Ma c’è ancora una differenza fondamentale tra questi due oggetti che aiutano il nostro udito e la nostra vista, e che molti non considerano: gli apparecchi acustici non sono come gli occhiali da vista, perché

non cominciano a funzionare una volta che li indossi.

E perché non funzionano da subito come gli occhiali?

Sempre a causa di tutti questi anni che le persone aspettano prima di intervenire. Quando metti degli apparecchi acustici per la prima volta avrai bisogno di un periodo più o meno lungo di adattamento per riabituare il tuo cervello a sentire di più, e meglio.

Ipoteticamente se fosse passato qualche giorno, esattamente come con la vista, non avremmo avuto bisogno di adattamenti difficili e complicati. Se il cervello non ha tempo di abituarsi e “addormentarsi” rispetto a certi stimoli (uditivi) allora non avrà neanche bisogno di tempo per adattarsi a sentire bene.

Infatti, se già indossi apparecchi acustici, sai meglio di me che il lavoro che c’è dietro è più che complesso e non immediato (ed è da queste considerazioni che è nato il nostro metodo Clarivox).

Oggi almeno hai capito come mai c’è bisogno di un percorso di riabilitazione uditiva efficace e strutturato.

Ecco perché ho stilato una lista delle 6 ragioni per cui gli apparecchi acustici non sono come gli occhiali. 
  1. Al contrario della vista, il tuo udito non sarà più come prima. Su questo voglio essere completamente onesto con te. Sentirai di più e meglio, ma non sentirai più come prima. Per questo cerco sempre di informare i miei lettori ad agire il prima possibile e tenere sotto controllo il proprio udito con controlli annuali (soprattutto per gli over 60). 
  2. Non sono degli accessori fashion come gli occhiali (sappiamo bene come alcuni indossino gli occhiali solo come puro accessorio estetico, nonostante non abbiano nessun problema alla vista). Se può tranquillizzati, non si notano tanto come gli occhiali. Vedrai un piccolo filo trasparente, se porti un apparecchio esterno, o un piccolo accessorio all’interno del condotto uditivo, se porti quelli interni, un po’ come le ultime cuffie bluetooth che vedi sulle persone più giovani. 
  3. Gli apparecchi acustici hanno bisogno di batterie per funzionare correttamente, ricaricabili o acquistabili in negozio a seconda del modello scelto. 
  4. Sono afflitti da questo stigma della vergogna, al contrario degli occhiali, che si portano senza grossi problemi. Crediamo che gli occhiali ci rendano più “smart”, mentre gli apparecchi acustici più “vecchi e lenti”. Questa purtroppo è la cultura italiana.
  5. Gli apparecchi acustici hanno bisogno di un percorso di riabilitazione seguito passo a passo da una specialista, perché una volta indossati non inizierai a sentire meglio da subito, ma l’audiotprotesista dovrà capire e seguire ogni piccolo cambiamento per aggiustare la sintonizzazione degli apparecchi di volta in volta (in quanto come ribadito, il risultato non è immediato) .
  6. Possono essere scambiati per giocattoli dal cane, ma questa fine potrebbe capitare anche agli occhiali. Non hai idea di quante persone vengono nei nostri studi con i loro ultimi gioielli tecnologici divorati dai loro fedeli amici a 4 zampe. Attenzione!

Se conosci altre ragioni per cui gli apparecchi acustici non sono come gli occhiali, ti invito a lasciare un commento all’articolo. 

 

A presto,  

dott. Francesco Pontoni

Autore del libro “Non sei sordo!”

P.S.: Per capire le tue esigenze uditive, e tipi di apparecchi acustici adatti, una visita può durare anche 2/3 ore. 

Perciò se ci chiami abbi un po’ di pazienza: possiamo prenderci in carico al massimo 2 persone nuove per centro.

Per questo motivo la nostra lista d’attesa è piuttosto piena. Per seguirti nel miglior modo possibile, abbiamo bisogno di molte ore da dedicarti.

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