Apparecchi acustici ricaricabili: funzionano davvero?

By | 3 agosto 2018

Apparecchi acustici ricaricabili

Prima di parlarti degli apparecchi acustici ricaricabili voglio riflettere su una famosa frase di Nietzsche.

“Ci sono due diversi tipi di persone nel mondo, coloro che vogliono sapere, e coloro che vogliono credere.”

Friedrich Nietzsche

Senza troppi indugi posso affermare di appartenere alla prima tipologia e, forse per coincidenza o per affinità, anche molti dei miei pazienti hanno tale attitudine. Proprio per questo, alcuni mesi fa, quando sono stati lanciati i primi apparecchi acustici ricaricabili ho iniziato a testarli con la loro (incuriosita) partecipazione.

Prima di esporre i risultati rilevati vorrei far presenti alcune note e informazioni che non sono facilmente reperibili e devono essere esplicitate. Innanzitutto segnalo  che, sebbene la moda sia esplosa da qualche mese a questa parte, in realtà gli apparecchi acustici ricaricabili esistevano già da parecchio tempo.

A dire il vero mio padre, Roberto Pontoni, li aveva già analizzati a suo tempo rilevandone le criticità. Quindi, relativamente alla mia analisi, devo dichiarare che sapevo già quali fossero i punti da stressare.

Un’ulteriore nota metodologica: ho escluso tutti quegli apparecchi acustici con batteria ricaricabile integrata.

Cosa significa? Ci sono due tipi di soluzioni

Quelle ibride, che consentono di utilizzare sia pile ricaricabili che non, e quelle con accumulatore preinstallato. Per intenderci: come la batteria dell’iPhone.

Infatti questo tipo di apparecchio, proprio come il famoso smartphone di Apple, richiede l’invio alla casa produttrice per la sostituzione di batterie difettose o non più performanti.

Ho escluso questi prodotti perché, nonostante siano i più reclamizzati, possono creare un grave disagio ai pazienti. Non me la sentivo di fargli correre dei rischi, per cui ho deciso di non trattarli.

Non voglio sembrare tragico, ma come tutte le batterie anche questa soluzione ha grossi limiti. Ogni giorno dura un po’ di meno e dopo vari mesi va già cambiata mandando tutto l’apparecchio acustico direttamente all’azienda produttrice. Ti sembra poco? Per non parlare dei costi che alla fine sono più alti rispetto alle classiche batterie.

Non prendere gli apparecchi acustici ricaricabili con batteria integrata!

Abbiamo iniziato a testare diversi dispositivi: tutte le soluzioni ibride dei maggiori produttori mondiali

Devi sapere che hanno impiegato tutti lo stesso sistema ricaricabile. Nel senso proprio che tutti acquistano il kit ibrido dalla stessa fabbrica. La “ZPower” per intenderci. Questa azienda di batterie ha creato un kit e lo hanno adattato su tutte le principali marche. Nessuna, ad oggi, ha un sistema ibrido particolare. Sono tutti uguali!

Questo per dirti che se vuoi degli apparecchi acustici ricaricabili non devi soffermarti sulle caratteristiche in quanto sono tutti uguali. Scegli prima l’apparecchio acustico e poi valuta se vuoi il kit o meno. (Se vuoi avere la guida al prezzo degli apparecchi acustici la trovi direttamente qui)

Eventuali problemi o performance non sono imputabili alla singola marca ma, piuttosto, al sistema impiegato.

Test fatti sugli apparecchi acustici ricaricabili

Ho testato con più di 36 pazienti la tecnologia ricaricabile ibrida sempre montato su apparecchi top gamma. Non perché cambi qualcosa a livello di performance ma per ridurre o eliminare più variabili possibili.

La resa dichiarata nella scheda tecnica era di 14/24h a seconda dell’utilizzo.

I pazienti hanno compilato, per un anno intero, un diario con le ore e gli ambienti di utilizzo. Nei primi 3 mesi la durata media riportata superava di poco le 14h. A mio avviso era accettabile, al limite, ma tollerabile.

So bene che i consumi dipendono:

  • dalla quantità di ore in cui gli apparecchi si sono connessi alla tv, al telefono fisso e cellulare
  • dalle funzioni attive all’interno degli apparecchi
  • dalla rumorosità degli ambienti frequentati
  • dal volume con cui lavorano
  • dalla potenza del ricevitore

Non mi aspettavo di certi di vedere dei tempi molto più alti ma fin da subito 14h no…

Le performance, in termini di ritenzione dell’energia da parte degli accumulatori, hanno avuto un’inflessione nel periodo incluso fra i 3 e i 6 mesi, più marcata verso la fine del semestre di utilizzo. In questo periodo di tempo, le ore sono calate a 10h, ma il trend ha avuto un calo davvero troppo marcato, a mio avviso.

Proprio qui il campione di persone ha preso due strade differenti.

Dei 36 pazienti, 9 hanno abbandonato il ricaricabile ritenendo più comodo il sistema  classico. La durata che avevano questi pazienti, con le batterie normali, era di circa 6-9 giorni. 

apparecchi acustici ricaricabili oticon

Quindi, hanno ritenuto molto più pratico ed economico il sistema tradizionale.

Gli altri hanno proseguito con il test e, alla fine dell’anno, abbiamo tirato le somme. Infatti, a 12 mesi era previsto di scegliere se acquistare nuovi accumulatori o ritornare al sistema classico.

Gli accumulatori non hanno una durata infinita e la loro resa è, comprensibilmente, calante nei mesi. Pertanto, sono gli stessi produttori che indicano un periodo oltre al quale vanno sostituiti. La sostituzione ha un costo simile alla spesa annuale delle pile normali.

Quante persone hanno proseguito con gli apparecchi acustici ricaricabili?

Tredici. Questo il numero di persone che si sono dichiarate soddisfatte a un anno di distanza dall’utilizzo di apparecchi ricaricabili.

Un po’ più del 30%. È un buon dato? Beh, dipende dai punti di vista. Ai pazienti cui avevo proposto il test, il sistema ricaricabile ibrido era stato dato in omaggio.

Personalmente, a seguito dei dati sopra esposti, non propongo l’acquisto di questo sistema che rimane un eventuale optional da considerare a richiesta. Infatti devi sapere che l’apparecchio acustico può diventare in qualsiasi momento “ibrido”. Basta prendere il kit specifico.

Attenzione: l’apparecchio acustico ovviamente deve essere già predisposto. Assicurati che lo sia quando lo acquisti. 

Se me lo chiede il paziente, a fronte di sue necessità specifiche, lo fornisco. Può essere il caso di persone che hanno scarsa manualità: non è sempre facile cambiare la pila di apparecchi molto piccoli.

Nota dolente sono alcuni guasti che mi sono trovato a gestire con alcuni pazienti. Forse non sono stato l’unico visto che i produttori hanno anche ritirato le massicce campagne che avevano predisposto per il lancio di questi prodotti. Ne hanno fatte tante per mesi e mesi e poi…basta, tutto d’un tratto!

Considerazioni finali

Alcune persone, erroneamente, confrontano gli apparecchi acustici ai cellulari. In realtà le tecnologie per l’udito sono dispositivi medici molto evoluti e, tale complessità, non deve essere valutata in un confronto limitato alle funzioni. Un apparecchio ha diversi processori che analizzano, su differenti archi temporali, istante per istante, il suono.

Questo viene scomposto in molte parti uguali a seconda di determinate caratteristiche fisiche. Per semplicità, si può immaginare una tastiera di pianoforte per ogni intensità di suono. 

Tutto questo è incorporato in uno spazio microscopico con batterie più piccole di un bottone. Nonostante ciò le pile durano dai 6 ai 9 giorni quando lo smartphone più avanzato fatica ad arrivare a fine giornata..

Nella nostra percezione si potrebbe creare un sillogismo fallace:

Il cellulare è evoluto.

Il cellulare è ricaricabile.

Gli apparecchi ricaricabili sono evoluti.

ERRORE. Non è così. Intendiamoci, per alcune persone è un’ottima soluzione ma, a mio avviso, siamo ancora lontani da un futuro in cui gli apparecchi acustici ricaricabili saranno lo standard.

A presto,

dott. Francesco Pontoni

autore del libro NON SEI SORDO! Scopri come recuperare fino al 90% del tuo udito grazie al giusto apparecchio acustico (ed evitare fregature)

 

Ps. Sai già di avere un problema di udito ma hai ancora qualche dubbio e non sai cosa fare? Puoi scrivermi a [email protected]

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