Apparecchio acustico esterno o interno, This is the problem

By | 13 luglio 2015

Apparecchio acustico esterno VS. Apparecchio acustico interno

apparecchio acustico esterno Vs apparecchio acustico interno

Voglio essere onesto e dirti che sono di parte: se considero una ad una le ultime 200 applicazioni di un apparecchio acustico, mi rendo conto di aver utilizzato solo 6 volte l’ apparecchio acustico interno.

Le altre 194? Un apparecchio acustico esterno.

Hai sicuramente già capito per chi tifo in questa sfida fra tecnologie.

Ma non tutto è come sembra…prendiamo a caso altri audioprotesisti magari che lavorano in Lombardia, nel Lazio o anche in Toscana..  potrebbe fare l’esatto opposto di quello che ho fatto io, senza avere torto, si tratta solo di logiche differenti e ugualmente lecite.

Oggi, qui in questo articolo, vorrei fare quello che faccio con i pazienti e cioè ragionare a voce alta per poi scegliere assieme l’ apparecchio acustico migliore.

I ragionamenti li faccio assieme a te perché non voglio farti commettere l’ERRORE che commettono tante persone in tutta Italia: scegliere un apparecchio acustico senza consapevolezza.

L’ apparecchio acustico può essere di diversi tipi:

  1. apparecchio acustico retroauricolare (qui lo chiamo esterno)
  2. apparecchio acustico intrameatale (qui lo chiamo interno)
  3. apparecchio acustico a scatola
  4. apparecchio acustico impiantabile e semi-impiantabile
  5. apparecchio acustico ad occhiale

Questa e la classificazione di apparecchio acustico che si trova nella gazzetta ufficiale/nomenclatore tariffario se vuoi leggerlo lo trovi qui

Come accade spesso la burocrazia è una cosa e la realtà un altra infatti  un buon 90% ( a stima mia, ma forse anche di più) delle persone, ad oggi e globalmente, valutano una scelta fra apparecchio acustico esterno e interno. Alcune persone mi dicono (ma forse tante di più lo pensano senza dirlo):

“questo apparecchio acustico esterno, sarà mica come quello di mia nonna di 30 anni fa?”

Si e no:

il termine apparecchio acustico esterno indica tutte quelle protesi applicate dietro l’orecchio, come probabilmente era l’apparecchio che avevi visto anni fa, quello che cambia oggi è la tecnologia ed il design.

Da 8/9 anni almeno, la tecnologia ha fatto passo così da gigante che ha miniaturizzato le componentistiche e permette di realizzare soluzioni anche di 1cm.

UN  C E N T I M E T R O (!!)

Apparecchio acustico esterno

Grazie alla nanotecnologia in quel cm i produttori migliori al mondo riescono a fare miracoli. (qui trovi qualche informazione in più ).

Buona parte di queste innovazioni sono destinate alla batteria, unica sezione che non si è evoluta rispetto all’apparecchio di tua nonna, ed il resto è destinato a fare miracoli.

L’altro tipo di apparecchio invece è quello interno, ovvero quello che vai a posizionare all’interno del tuo condotto uditivo.apparecchio acustico interno intiga

Questo tipo di soluzione ha visto il suo boom negli anni 2000.

L’apparecchio acustico esterno è un apparecchio posto dietro all’orecchio mentre quello interno è situato nel condotto uditivo.

A differenza di quello che dicono in molti non esiste una regola fissa che ci dice che uno è meglio dell’altro.

Anche perché quando dico “meglio” in molti pensano che è un apparecchio acustico migliore dal punto di vista estetico, mentre sarebbe logico pensare

“con quale apparecchio acustico posso capire meglio le parole?”.

Però non sempre capire le parole è in assoluto la priorità fondamentale. Si, sto dicendo cose un pò strane in effetti, ma c’è un perché a tutto, ci sono tanti criteri da tenere in considerazione.

Criteri di valutazione in ordine casuale (ma neanche troppo) tra un apparecchio acustico esterno ed interno

  • Accettazione psicologica
  • Comprensione della voce
  • Igiene dell’orecchio (e dell’apparecchio) e la sua conformazione
  • Adattabilità nel breve e medio periodo
  • Affidabilità e longevità
  • Costo

Posto che esistono anche le eccezioni alla regola , non scrivermi (come già successo) “eh ma io ho degli apparecchi interni da 20 anni e ci sento benissimo” .. credimi mi fa davvero molto piacere che tu ti sia trovato bene ..

..ma qui voglio spiegarti la mia esperienza ed i criteri da prendere in considerazione, su cui puoi sviluppare un pò di CONSAPEVOLEZZA riguardo all’apparecchio acustico, anche perché come detto l’approccio che contraddistingue l’azienda in cui lavoro dalle altre è che è il paziente a scegliere cosa è meglio per lui.

MEGLIO, gira tutto attorno a questa parola.

Marco pensa che quel apparecchio sia meglio per lui perché lo accetta meglio. Giuseppe pensa sia meglio l’altro perché capisce di più le parole mentre Giovanna pensa sia meglio un altro ancora perché costa meno ecc ecc.

E tu, cosa pensi sia meglio per te? Quale criterio prendi più in considerazione?

Ti dirò una cosa, ogni persona, che sia un’audioprotesista o un paziente predilige un criterio piuttosto che un altro. Nella mia esperienza cerco di prenderne in considerazione tutti quanti, dando maggior peso al primo (in linea di massima) e poi a scendere.

Ti spiego il perchè.

Accettazione psicologica dell’ apparecchio acustico

Molto molto semplice. Ti faccio un esempio.

Tu hai bisogno per una serie di motivi di un apparecchio acustico, ma non lo vuoi, proprio non lo vuoi.

Siamo in Italia, siamo in un paese estremamente arretrato dal punto di vista della cultura della salute  e non si sa bene per quale motivo (certo che lo sappiamo, vergogna,ammettere un difetto,paura di invecchiare ecc ecc ) tu proprio non lo vuoi quell’apparecchio acustico.

apparecchio acustico esterno. Si o no?

Cosa fa il tecnico “venditore vecchio stile”? Te lo vende.

Tu non lo metti e l’apparecchio acustico finisce nel cassetto del comodino che tieni affianco al tuo letto. Hai speso soldi, tempo, energie, speranze

Non ne vuoi più sapere, ti isoli sempre di più, passano gli anni e la perdita continua ad avanzare…ritorni in un centro perché proprio non ce la fai più ma sei estremamente sfiduciato e scoraggiato rispetto agli audioprotesisti e alle tecnologie per l’udito.

In questo caso, se psicologicamente non lo accetti per nessun motivo allora l’unica strada professionale che per me è accettabile parte dall’onestà di dirti che:

  • non compri l’apparecchio acustico fino a quando capisci autonomamente che è la soluzione ideale per te
  • compri un apparecchio acustico interno consapevole al 100% dei limiti che avrai rispetto alla tua soluzione ideale

Psicologicamente posso assicurarti che è molto più facile accettare un apparecchio acustico interno rispetto all’apparecchio acustico esterno.

Tutti me lo chiedono e ti dirò di più. Visto che è più facile da accettare per tanti è anche più facile da vendere. Per questo è la soluzione preferita da quei tecnici che amano di più la parte di vendita del lavoro piuttosto che audiologica.

Io, come qualche altro professionista, preferisco lavorare in un altro modo.

Inizialmente cerco di capire se sei disposto a risolvere il tuo problema o no. E se c’è ne bisogno lavoriamo assieme su quello. Quando l’accettazione psicologica non è più un problema allora abbiamo il “via libera” per tutti gli altri step.

A quante persone a cui ho suggerito l’apparecchio acustico interno l’ho fatto per superare lo scoglio psicologico? Dei 6 che citavo all’inizio dell’articolo 4 li ho dati per questo motivo. Esattamente il 66% di tutti gli interni ma allo stesso tempo il 2% di tutte le mie ultime applicazioni.

Apparecchio acustico e comprensione della voce

In linea di massima posso dirti che l’apparecchio acustico esterno avrà sempre un miglior rapporto voce/rumore di uno interno

Perchè? Semplice, quelli esterni ovviamente hanno più spazio dove inserire la nanotecnologia e hanno due microfoni (ovviamente non sto parlando ne del modello base base ne tanto meno della marca cinese ecc ecc).

Perché due microfoni? Per capire in che situazione ti trovi, se nel silenzio, nel rumore, in una conversazione nel silenzio od in una nel rumore e istante per istante si adattano meglio alle tue esigenze cercando sempre di dare priorità alla conversazione.

Questo oggi giorno è la miglior soluzione esistente per capire meglio le parole in mezzo al rumore. Ti parlo di questo perchè è e sarà sempre il problema più sentito.

A differenza di quello esterno, l’apparecchio acustico interno ha un microfono ( ne esistono anche con 2 ma sono molto più grandi e a questo punto che senso hanno?). Un microfono ovviamente prende tutto quello che riesce e  te lo fa sentire, senza dare una reale priorità alla voce.

Questo punto per me è   F O N D A M E N T A L E.

E’ per questo motivo che personalmente, laddove l’accettazione psicologica me lo permette, cerco di scegliere un apparecchio acustico esterno.

Per farti capire più parole possibili in tutte le situazioni.

Igiene dell’orecchio (e dell’ apparecchio acustico) e la sua conformazione

Il tuo orecchio deve essere il più pulito e libero possibile per “stare bene”. Non intendo che non debba avere cerume, ma magari non così tanto da impedire il funzionamento dell’apparecchio acustico.

Poniamo il caso che hai l’orecchio molto piccolo con una grossa produzione di cerume e sudorazione (in estate sudare non è una cosa poi così rara).

Inserire lì, nel tuo condotto uditivo, un apparecchio acustico interno con tutto il circuito, quindi microfono, amplificatore, processore,batteria e ricevitore può risultare molto difficile, sia per lo spazio ristretto e sia perché rischi costantemente di “bloccare” il funzionamento  del tuo apparecchio acustico ogni giorno per via del cerume e del sudore.

Pensa adesso alla stessa situazione, ma invece di utilizzare un apparecchio acustico interno ne usi uno esterno.

In questo caso tutto il circuito ce l’hai all’esterno ed il suono arriva al timpano attraverso un tubicino. Risolto!

Non ci sono problemi di spazi e se il tuo apparecchio acustico si blocca ti basterà rimuovere manualmente il cerume (è un’operazione molto semplice).

Devo anche dirti che avendo più spazio c’è la possibilità di creare un apposito canale (canale della ventilazione) per fare respirare maggiormente il tuo orecchio.

Ti può sembrare “inutile” ma ti posso assicurare che molto spesso la tua soddisfazione può dipendere da quanti millimetri ha questo canale e avere la possibilità di modificarlo nel tempo è un enorme vantaggio.

Il canale della ventilazione, inoltre, potrà essere sempre più grande rispetto ad un apparecchio acustico interno e ciò non compromette il benessere del tuo orecchio. E’ molto importante questa cosa, ricordatela. Il famoso “rimbombo” sparisce se la ventilazione è corretta (e ampia).

Anche se hai frequenti otiti, o se il tuo timpano è perforato è sempre consigliabile utilizzare un apparecchio acustico esterno con una buona ventilazione. Questo vuol dire, oltre a sentire meglio, salvaguardare il tuo orecchio.

Se oggi non hai questi problemi, potresti averli in futuro. Avere già un apparecchio acustico che ti risolva molti problemi fa stare più tranquillo sia me che te.

 I prossimi 3 punti li troverai nel prossimo articolo!

Buon ascolto

Francesco Pontoni

Ps. Se ancora non conosci i prezzi degli apparecchi acustici allora ti inserisco il link in cui puoi ricevere tutte le informazioni che ti interessano.

https://apparecchiacusticipontoni.com/prezzo-degli-apparecchi-acustici/

ti sarà sufficiente inserire la tua mail ed entro pochi minuti avrai tutto.

PPs. Se invece vuoi avere qualche chiarimento puoi mandarmi una mail (trovi tutto nella sezione “contatti”) oppure scrivere nella sezione commenti.

24 thoughts on “Apparecchio acustico esterno o interno, This is the problem

  1. maria teresa perrone

    orecchio destro con timpano sfondato e che secerne quasi costantemente liquido biancastro. Apparecchi acustici LN788-DW e LN777-DW. Ho 80 anni e porto protesi da 20 anni.L’orecchio sinistro è praticamente senza “udito” ma metto gli apparecchi ad ambedue le orecchie per equilibrio. A parte il costo sinora sopportato,ogni volta che cambio le protesi (ogni 3 anni circa) mi dicono che sono l’ultimo grido della tecnica… boh! E,come dice Totò “e io pago!”
    Può darmi il suo parere? Grazie. Vico a Roma

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno Signora Maria Teresa,
      ovviamente dispongo di pochi dati ma proverò comunque a trarre qualche conclusione. Vediamo i fattori positivi e quelli negativi della sua situazione:

      NEGATIVI (in base a quello che ha scritto):

      1)orecchio dx con timpano perforato + orecchio sx (quasi) morto

      Questo punto è il più importante…purtroppo già il fatto di poter lavorare solo con un orecchio (e anche meno dato che il dx ci crea anche dei problemini) ci dimezza drasticamente qualsiasi risultato. Nelle situazioni di rumore si può capire fino al 40/50 % del parlato nelle migliori condizioni.

      2)Gli apparecchi sono diversi (forse l’audioprotesista si è ritrovato costretto a farlo per la troppa differenza tra un orecchio e l’altro) e quindi anche il suono (e la timbrica e tutte le caratteristiche elettro-acustiche) è diverso (anche se di poco ..) tra le due orecchie. Questo allontana ancora di più (anche se di pochi punti %) la soddisfazione finale.

      3)L’età. In tutta onestà, lei può essere la persona più in gamba e intelligente di Roma, ma a 80anni tutto il sistema uditivo è “più lento” rispetto ad un 20enne per esempio.

      POSITIVI

      1)Il più importante, porta gli apparecchi da 20anni…quindi tutto il suo sistema uditivo si è abituato a lavorare in questo modo. Ottimo

      2)Marca e apparecchi. Io non lavoro solitamente con questi apparecchi ma come avevo scritto in un altro articolo, è un’azienda affidabilissima e all’avanguardia. Gli apparecchi sono nuovi.

      3)La scelta del tipo di apparecchi, retroauricolare con chiocciola…era l’unica (o quasi) scelta giusta per questo tipo di perdita.

      Invece, quello che non so e potrebbe incidere:

      1)il grado di perdita delle due orecchie (audiometria tonale)

      2)La prova vocale delle due orecchie (audiometria vocale)

      3)la perdita uditiva (soprattutto a dx) è trasmissiva o mista? Ne dubito, ma se dovesse essere trasmissiva allora una soluzione per via ossea sarebbe decisamente più indicata

      4)L’orecchio sx. E’ “morto” o no? Se non da nessun beneficio (ma ne dubito, bisognerebbe fare una audiometria tonale/vocale in campo libero solo con la protesi sx per capirlo) sarebbe più opportuno valutare un sistema cros.

      5)Ci sono acufeni? Quanto disturbano da 1 a 10?

      Poi, ci sono tante altre cose che potrebbero incidere, positivamente e non, nella sua soddisfazione finale:

      1)Le tarature fatte dal suo tecnico audioprotesista

      2)La pulizia delle protesi

      3)Se ci sono altre problematiche (Recruitment, problemi al nervo, problemi a livello centrale)

      4)Se utilizza o meno degli accessori per avere qualche vantaggio nelle situazioni più difficili (tv, telefono, ambienti molto grandi, affollati, conferenze ecc ecc)

      Capisce quindi che la situazione sua non è facilissima di per sè e non è neanche facilissima da valutare , ma spero comunque di esserle stato d’aiuto.

      Francesco Pontoni

      Reply
  2. Elda Valtolina

    Vorrei un Suo parere: Ho 70 anni. Da circa un anno sto adattandomi a portare le protesi (CRAI mod. Kiss) retroauricolare con filo e chiocciolina. Dopo tante regolazioni (el frattempo mi è anche diminuito l’udito )continuo a provare un senso di tortura nel portarli, perchè mi sento le orecchie tappate, sia che le porti sia che le tolga. Sono stata da specialisti otorini e mi hanno detto che il senso di tappo è dovuto alla sordità, e allora perchè gli apparecchi non me lo tolgono? Grazie se può darmi una risposta. Elda Valtolina

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno signora Elda!
      La sua può essere una situazione “semplice” da risolvere come molto molto complessa.
      Provo comunque a fare dei ragionamenti nonostante le poche info, nel senso che lei è stata bravissima a dirmi le sue impressioni e ovviamente ne devo tenere conto ma sono altrettanto importanti tutti gli esami audiometrici, il timpanogramma, l’otoscopia, la sua storia acustica ecc ecc.
      1)il suo problema è lo stesso identico sia con le protesi che senza oppure con le protesi cambia qualcosa? Mi spiego meglio, quando mette gli apparecchi questo senso di ovattamento migliora (anche se leggermente) o peggiora?
      2)al di là dell’ovattamento con gli apparecchi la sua situazione uditiva migliora? Capisce tutto meglio, più chiaramente?

      Se vuole spiegarmi un pò meglio la sua situazione può scrivermi a:

      [email protected]

      Saluti,

      Francesco

      Reply
  3. Dominic nero

    Soffro di una patologia congenita da parte di mia madre (un dottore di una certa fama ha affermato che questa malattia si manifesterà fino alla 7ª generazione, e io faccio parte della 4ª. ) Ipoacusia mista bilaterale. Orecchio sinistro molto più debole del destro e invalidità del 47%. Purtroppo ho solo 20 anni e non riesco più a stare tranquillo da tempo in quanto mi ossessiona la paura di perdere completamente l’udito (come già successo a mia nonna materna, a mia madre che ha perso l’udito a 7 anni e alla sorella che l’ha perso a 6.) Da come ho capito, non bisogna fare nient’altro che pregare…. :'(
    Possibile che non ci sia un modo per quantomeno “tamponare” il peggiorare della patologia???? Premetto che da 4 mesi porto apparecchi acustici interni, volevo inoltre sapere se possibile con la mia patologia poter usufruire di un apparecchio impiantabile internamente?????
    Chiedo scusa per il papiro…. Spero in una vostra risposta!

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno Dominic,

      Capisco da quel che dice che soffre molto per questa situazione ma le posso dire che è difficilissimo arrivare ad un punto per cui non c’è più niente da fare. Da quel che dice avrei comunque bisogno di qualche info in più per potermi esporre maggiormente:

      1)di che patologia stiamo parlando?
      2)ha qualche esame audiometrico?

      Se vuole può tranquillamente rispondermi sulla mia mail:

      [email protected]

      Francesco Pontoni

      Reply
  4. barbara

    Buongiorno Sig Pontoni

    avrei piacere di sapere se consiglierebbe un apparecchio acustico in caso di timpano perforato causa otiti ed eventualmente che tipo.
    grazie e saluti

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno sig.ra Barbara.

      Certo, tutto si può fare ma ci vogliono i giusti compromessi.

      Va considerato quindi l’orecchio dal punto di vista fisico, l’apparecchio acustico che si danneggi meno possibile e ovviamente il risultato acustico.

      Intanto in presenza di otiti l’ideale è fare respirare l’orecchio il più possibile. Ci sono sordità dove questo risulta facile ed altre meno, ma sicuramente l’orecchio deve respirare. La soluzione dove l’orecchio respira di più in assoluto è quella di lavorare con un apparecchio per via ossea, che può essere un archetto, un’occhiale o un apparecchio semi impiantabile (BAHA) ma questi vanno bene solo per le sordità di tipo trasmissivo.

      Per quel che riguarda l’apparecchio consiglio quindi o queste soluzioni o assolutamente un retroauricolare . E’ importante in questi casi non avere alcun componente elettronico all’interno dell’orecchio in quanto si danneggerebbe molto spesso con le otiti. Esclusi quindi gli endoauricolari ed anche i RITE.

      Per il risultato bisogna capire quindi qual’è la sordità e da lì vedere o per una soluzione per via ossea o un apparecchio retro.

      Nel caso di apparecchio retro bisogna fare molta attenzione con la chiocciola e disinfettarla molto spesso con gli appositi prodotti per evitare ulteriori otiti.

      Francesco Pontoni

      Reply
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    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno sig. Mauro,

      L’apparecchio acustico “retro” sfrutta la via aerea normale, ovvero il suono che entra all’interno dell’orecchio, passando poi per il timpano e la catena ossiculare.
      L’apparecchio acustico che funziona tramite vibrazione sfrutta appunto la via ossea (qui link)

      Francesco Pontoni

      Reply
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  8. Giovanna

    Grazie per la serenità sicurezza e professionalità con la quale offre una guida a coloro che devono purtroppo cimentarsi nell’acquisto di protesi auricolari.

    Reply
  9. David

    Salve , gli occhiali acustici a conduzione aerea hanno sempre e comunque un tubicino da inserire nell orecchio?

    Vanno bene per qualsiasi tipo di ipoacusia ,gli occhiali acustici ?

    Grazie in anticipo

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno,

      Gli occhiali acustici a conduzione aerea ovviamente hanno un tubicino che deve trasportare il suono all’interno dell’orecchio. Altrimenti ci sono gli occhiali a conduzione ossea, ma vanno bene solo a quelle persone che hanno un problema di udito a causa del timpano o della catena ossiculare. Che hannp quindi una sordità “trasmissiva”.

      Gli occhiali acustici non vanno bene per tutte le sordità soprattutto perché non arrivano a volumi molto alti, quindi non si possono proprio usare in certe situazioni.

      Poi, mi ha chiesto se “vanno bene”…io consiglio sempre di scegliere un apparecchio acustico vero e proprio perché il livello tecnologico di questi ultimi rispetto agli occhiali è abissale, oltre a essere estremamente più discreti esteticamente.

      Francesco Pontoni

      Reply
  10. Nadia

    Ho un bambino con assenza di un padiglione auricolare.
    Volevo una soluzione invisibile perché lui non accetta di avere cose visibili.
    Grazie

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buongiorno sig.ra Nadia,

      le dico ciò che le risponderebbero tanti dottori di audiologia e otorinolaringoiatria:

      “è lui che non accetta di avere cose visibili o sono i genitori a non volerlo?”

      è ovvio che è una questione delicata però è giusto aprire questa parentesi. Non la conosco quindi non parlo della sua specifica situazione, lo faccio perché potrebbe esser utile ad altre persone che si trovano in un momento simile al suo.

      Se i genitori “non accettano” l’apparecchio di conseguenza anche il figlio inizierà ad odiarlo… io personalmente l’ho capito all’Università e lo noto ogni giorno nei nostri studi.

      Chiusa questa parentesi…

      il suo bambino oltre all’assenza del padiglione auricolare ha un condotto uditivo aperto o è chiuso?
      Le hanno proposto qualche tipo di intervento?
      Le hanno consigliato un tipo di apparecchio in particolare?

      La sua è una situazione con molte variabili ed è difficile analizzarle tutte qui in un commento.

      Rimango comunque a disposizione,

      Francesco Pontoni

      Reply
  11. Vincenzo Cannizzaro

    Egr. Dr Pontoni, tra le mie incursioni nei siti degli ausilii per l’ipoacusia ho adesso aggiunto anche l’esplorazione del suo . Soffro di ipoacusia anagrafica, accentuata a dx per la mia antica passione per il tiro e la caccia. Ho adempiuto a tutti gli iter burocratici ed amministrativi per giungere al riconoscimento della invalidità che dà diritto alla protesi con sussidio ASL. Ora da qualche mese sto provando le numerose offerte di varie case produttrici le quali, per i prodotti migliori prevedono una mia partecipazione alla spesa di oltre 1200 euro.
    Riflettendo ed esplorando appunto vari siti, più che fare chiarezza nei miei convincimenti sto accumulando dubbi ed incertezze. A che pro affrontare una spesa simile se oltre alla quota ASL (tra i 1200 ed i 1400 E) devo aggiungervi una spesa personale di 1200 euro, da ripetere ogni cinque anni, quando è possibile acquistare direttamente apparecchiature affidabili e di buon livello a prezzo inferiore?
    Se può mi aiuti con la sua estrema chiarezza a dipanare i miei dubbi e consigliarmi nella scelta.
    Sono in possesso, oltre che del verbale di invalidità, anche del foglio di prescrizione per la scelta del tipo di apparecchiatura e, naturalmente, dell’esame audiometrico che posso inviare via mail.
    Grazie e complimenti per la chiarezza delle sue spiegazioni.

    Reply
    1. Francesco Pontoni Post author

      Buonasera,
      ho capito bene il problema, è stato chiaro ed esaustivo. Tuttavia ci sono ancora tante cose a me sconosciute. Solitamente le visite nei nostri centri durano da 1h e 30 alle 2h (se non di più) proprio per raccogliere tutto le informazioni necessarie finalizzate alla scelta dei giusti apparecchi acustici.

      Queste informazioni sono sia di carattere audiologico (nella prescrizione c’è già scritto il TIPO di apparecchio che deve scegliere) che personale. E’ importante capire quali sono le sue esigenze, le aspettative, lo stile di vita ecc ecc

      Rimango comunque a disposizione nel caso in cui volesse inviarmi gli esami audiometrici via mail ( [email protected] ).

      Saluti,

      Francesco Pontoni

      Reply
  12. roberto

    sono interessato conoscere vostra indicazione prezzo, grazie

    Reply
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