Apparecchio acustico interno o esterno, This is the problem (parte 2)

di | 30 Luglio 2015

Oggi RIprendo in mano la questione. PER TE, è meglio un apparecchio acustico interno od un apparecchio acustico esterno?

Ti ricordi che ci sono più criteri per poter scegliere quello che più soddisfa le tue esigenze?

I primi punti a grandi linee te li ho già spiegati:

  • Accettazione psicologica
  • Comprensione della voce
  • Igiene dell’orecchio (e dell’apparecchio) e la sua conformazione

Oggi provo a spiegarti gli altri tre punti, importanti e differenti tra un apparecchio acustico interno ed uno esterno:

  • Adattabilità nel breve e medio periodo
  • Affidabilità e longevità
  • Costo

Adattabilità nel breve e medio periodo tra un apparecchio acustico interno ed uno esterno

Parlando di adattabilità sopratutto se applichi l’apparecchio acustico interno/esterno per la prima volta, devi tenere in considerazione due fattori, quello acustico e quello fisico.

Dal punto di vista acustico

Intanto, perché non scrivo nel “lungo periodo”? Semplice, ti sto parlando di elettronica. E possibile che un televisore duri 50 anni?E un computer, un cellulare, un navigatore gps?

Si certo, tutto è possibile ma voglio essere onesto con te, è più facile che il tuo apparecchio acustico duri 7/10 anni piuttosto che 40/50.

Ti basta pensare che lo stato, tramite il sistema sanitario, ti fornisce l’apparecchio acustico interno (o esterno) nuovo ogni 5 anni. Quindi, in questo periodo di tempo, qual’è l’apparecchio che ti farà sentire meglio sia oggi che fra 3/5/7 anni?
adattabilità di un apparecchio acustico internoDomanda interessante cui pochissime volte ci pensi. Non te l’ho mai detto o almeno non nello specifico (lo farò più avanti tranquillo)…

…ma per ogni modello di apparecchio acustico interno (ed esterno)possiamo scegliere quanta potenza avrà l’altoparlante (chiamato ricevitore nel settore audioprotesico e continuo a non capirne il motivo dato che significa l’opposto).

Come ben sai, ogni perdita d’udito è differente, per vari aspetti e uno di questi è lintensità della tua ipoacusia.

Dobbiamo quindi scegliere un ricevitore che ci dia la possibilità di erogare il volume di cui hai/potresti aver bisogno e questo in linea di massima viene sempre fatto.

Ma facciamo un ipotesi.

I signori Mario e Luca hanno entrambi una perdita di udito che in certe frequenze arriva fino a 65 db. Mario ha un apparecchio acustico interno, Luca esterno. Per entrambi ho scelto un ricevitore idoneo, da “70db”, cioè che riesca a coprire per intero queste perdite di udito.

Dopo 3 anni, alcune frequenze arrivano ad avere una perdita uditiva di 80db. Ciò significa che nella situazione attuale entrambi non riusciranno a sentire questi suoni correttamente, perchè il ricevitore non riesce ad erogare il volume di cui hai bisogno.

Mario, con l’apparecchio acustico interno può decidere di:

  • rimanere così
  • cambiare apparecchio acustico

Luca, con l’apparecchio acustico esterno può decidere di:

  • rimanere così
  • cambiare solamente il ricevitore 

Capirai quindi che Luca è molto avvantaggiato. Ovviamente consiglio sempre di cambiare il ricevitore, Ciò non comporta un costo esagerato come per Mario ma minimo se è fuori dalla garanzia (meno di 100E) o addirittura senza spendere (se in garanzia).

Si, lo so a cosa stai pensando …

“Posso prendere un apparecchio acustico interno e scegliere subito il ricevitore più potente che ci sia?”

È una domanda molto intelligente la tua, ma chi si intende  di elettronica probabilmente conosce già la risposta. Dobbiamo sempre scegliere il ricevitore idoneo per la tua perdita d’udito, consapevoli che:

più è potente il ricevitore minor qualità arriverà al tuo sistema uditivo.

In soldoni, se a Mario suggerisco un ricevitore che arriva fino a 110db…e la sua perdita arriva fino a 65db, bé, ti assicuro subito che non lo farò contento..

Dal punto di vista fisico

L’apparecchio acustico interno, per il fatto che è invisibile viene realizzato su misura tramite calco del tuo condotto uditivo esterno, ed è già realizzato in modo definitivo. Le modifiche che si possono applicare sono minime.

Al contrario dell’apparecchio acustico interno, applicandone uno esterno, possiamo fare mille modifiche(si, non 1000, ma tante). Nel senso che l’apparecchio non cambia, ma cambia l’accoppiatore che va all’interno del tuo condotto.

Poi..se sei un nuovo utente o se sei un utente esperto. Se nel tempo necessiti di far respirare di più/meno il tuo condotto..

..abbiamo tante possibilità e ciò significa che sarà molto più semplice il tuo adattamento. Sarò in grado di risolvere molte tue “lamentele” estremamente normali e frequenti:

  • sento un rimbombo
  • sento un fischio
  • ho prurito
  • ecc ecc

Con l’apparecchio acustico interno ciò è estremamente più difficile.

Affidabilità e longevità tra un apparecchio acustico interno ed uno esterno

Come ti ho detto prima, il mondo dell’elettronica non è fatto per durare 50 anni, anzi…ma consapevole di ciò, se vuoi risparmiare e non avere “disagi” futuri, è giusto scegliere l’apparecchio più longevo ed affidabile. Qual’è?Quale dura di più?

L’apparecchio acustico interno ha il microfono, l’amplificatore, il circuito e il ricevitore tutti posti dentro il tuo condotto uditivo esterno.

Il condotto, posso assicurartelo, è una delle zone più calde del nostro organismo e a ciò devi aggiungerci il sebo ed il cerume.

L’apparecchio esterno invece ha “solamente” il ricevitore (si può anche scegliere che non stia nel condotto).  Il resto è posto in una posizione più sicura, dietro l’orecchio.

Iniziamo ad arrivare ad una conclusione..

Ovviamente l’apparecchio acustico interno si danneggia, mediamente, molto più spesso e quando si danneggia è molto più difficile da riparare. Spesso bisogna spedirlo alla azienda produttrice e aspettare quei 10/15gg per riaverlo…

..e quello esterno? Ovvio che può danneggiarsi, ma mediamente il danno è a livello del ricevitore (quello che sta all’interno del condotto) e la grande novità (degli ultimi anni) è che può essere sostituito all’istante.

Questo concetto vale sia per l’affidabilità e indirettamente anche alla longevità dell’apparecchio perché più riparazioni si fanno, più debole diventa il sistema.

Quindi si, l’apparecchio acustico interno ha una vita più breve.

Costo di un apparecchio acustico interno/esterno

Intanto, sai già quali sono i prezzi degli apparecchi acustici? Se non ne hai idea ti consiglio di scaricare la guida gratuita all’acquisto:

https://apparecchiacusticipontoni.com/prezzo-degli-apparecchi-acustici/

Detto questo, tu giustamente vuoi sapere se c’è una differenza tra un apparechio acustico interno ed uno esterno, sempre in termini economici…bè, dipende. Da cosa? Intanto dal “dove vai e da chi“.

Dove lavoro io per esempio, Roberto, il fondatore e titolare ormai da più di 25 anni, non ha mai voluto fare distinzioni di prezzo tra uno e l’altro (nonostante ai distributori costi molto di più quello interno) come tante altre aziende del settore.qual'è migliore tra un apparecchio acustico interno ed uno esterno?

In tante strutture, troverai invece un prezzo di circa 100/200Euro in più per avere l’apparecchio acustico interno rispetto al prezzo base.

Chiarito ciò, di sicuro il costo è il criterio meno importante nella tua scelta.

E’ importante invece che tu sia consapevole di quali sono i prezzi indicativamente degli apparecchi e ti invito per questo a scaricare la guida gratuita:

https://apparecchiacusticipontoni.com/prezzo-degli-apparecchi-acustici/

Buon ascolto!

Francesco Pontoni

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10 pensieri su “Apparecchio acustico interno o esterno, This is the problem (parte 2)

  1. Pingback: Apparecchio acustico esterno o interno ?

  2. Marco

    Complimenti e tantissime grazie per lo stupendo articolo.
    Ti chiedo se hai riscontrato testimonianze dirette da parte di chi, possedendo un interno, è passato ad esterno,
    notando un miglioramento uditivo e nella qualità di vita.

    Grazie ancora.

    Rispondi
    1. Francesco Pontoni Autore articolo

      Intanto grazie per le belle parole!

      Ti rispondo di SI, giornalmente! Lavoro in una zona in cui la maggior parte delle aziende concorrenti lavorano ancora con gli apparecchi interni e spesso i pazienti, insoddisfatti, vengono da me per trovare un’altra soluzione. Quasi sempre è una soluzione esterna e i risultati sono evidenti da subito.

      Poi, attenzione…come ho scritto nell’articolo non vuol dire che sentirai tutto al 100%, però ci sono molte prove che si possono fare per vedere le differenze. Solitamente negli ambienti rumorosi, dove sono ESSENZIALI i 2 microfoni, si capiscono molte più parole.

      Altra cosa…spesso il cambio interno/esterno non è sempre facile. Questo potrebbe voler dire che il tuo cervello dopo tanti anni che è abituato ad avere un apparecchio interno fatica ad accettare subito il cambio.

      In questo caso devo scegliere un accoppiatore, una ventilazione ed una taratura degli apparecchi il più simile possibile a quella che avevi precedentemente con l’endo. Da qui, a poco a poco, attuiamo una strategia per portare le regolazioni, l’accoppiatore e la ventilazione ai valori che ritengo i più opportuno per farti sentire nel miglior modo possibile.

      Ps. sto raccogliendo un sacco di testimonianze dai miei pazienti e le metterò online molto presto, così potrai avere un parere direttamente da loro con la loro personale esperienza 🙂
      Ps. Ricordati di aggiungermi ai tuoi contatti altrimenti rischi seriamente di non poter più leggere queste mail, potrebbero finire addirittura nello spam!

      Saluti, dott. Pontoni

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      Rispondi
  3. Marco

    Ciao, un informazione:

    nell’ articolo fa notare che un apparecchio acustico esterno è migliore per diversi punti di vista; ma per “esterno” intedi anche gli apparecchi bte? Cioè quelli che hanno il ricevitore all’ interno del condotto della cuffia?

    Grazie, buona giornata

    Rispondi
    1. Francesco Pontoni Autore articolo

      Buongiorno,

      certo, intendo assolutamente anche i BTE. Anzi, se mettiamo da parte il fattore estetico vanno anche meglio. Durano più a lungo, hanno meno guasti, sono più robusti..

      Quindi assolutamente si.

      Saluti, dott. Pontoni

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    1. Francesco Pontoni Autore articolo

      Per i ric al 90% vale lo stesso discorso. Vanno meglio rispetto agli apparecchi interni sotto tanti punti di vista. Sono sicuramente meno robusti rispetto ai BTE, per il resto vanno benissimo

      Saluti, dott. Pontoni

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  4. Marco

    Ciao, scusami se ti assillo, per i ric va presa l’ impronta dell’ orecchio?

    Grazie, buona giornata.

    Rispondi
    1. Francesco Pontoni Autore articolo

      Ciao Marco,

      scrivimi pure per qualsiasi dubbio.

      La presa dell’impronta non è obbligatoria, anzi.

      Mediamente le persone sentono un 10% meglio con la presa dell’impronta ma il discorso è molto soggettivo. Potresti tranquillamente rientrare in quella percentuale di persone che ha una maggior soddisfazione con delle cupoline standard.

      Lo deve valutare il tuo audioprotesista o comunque lo capirete assieme durante il percorso riabilitativo.

      Saluti, dott. Pontoni

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