“Sento un rumore fastidioso in sottofondo”: come convivere con l’acufene

di | 13 Ottobre 2022

convivere con l' acufene

Vivere con l’acufene, un seccante fruscio, tintinnio o ronzio, che accompagna le tue giornate può causare diversi disagi a livello sociale.

L’acufene è una condizione molto comune. È una sensazione uditiva anomala: infatti, se ne soffri, senti dei suoni o stimoli sonori che non esistono. Alcuni sentono un fruscio, una cascata, un “bip”, un suono che pulsa o addirittura una melodia. 

Quali sono le cause dell’acufene

In tanti ti diranno che l’acufene non lo curi, te lo devi tenere e basta. In pochi professionisti sanno consigliare infatti il percorso corretto per affrontare ed accettare questa condizione. L’acufene infatti è un sintomo, non la causa di un problema, ed in molti casi è provocato da:

  • Un trauma emotivo, come la perdita di un proprio caro;
  • Stress elevato, l’acufene si sviluppa in quella parte del cervello che gestisce le emozioni;
  • Un problema circolatorio, mandibolare o cervicale;
  • Un problema di udito;
  • Un semplice tappo di cerume, perché battendo sul timpano, il cerume crea quel fastidioso ronzio o tintinnio;

La causa dell’acufene quindi varia da caso a caso. Nonostante sia estremamente soggettivo, il minimo comune denominatore dell’acufene, come per la perdita d’udito e qualsiasi problema di salute, è il tempo che si lascia scivolare tra le mani prima di prendere la decisione di parlarne con uno specialista. 

Infatti, anche se in molti dicono il contrario (a causa di tanta disinformazione), si può intervenire sull’acufene proprio con gli apparecchi acustici. A maggior ragione se la causa è una perdita di udito comprovata.

Ma come fanno gli apparecchi acustici a farti sentire di meno l’acufene?

L’acufene non sparisce con gli apparecchi acustici, ma viene percepito di meno. Funge da filtro per attenuare il fastidioso rumore che l’acufene ti fa percepire. Quindi non scompare da un giorno all’altro: l’obiettivo è far che diventi “sopportabile”. 

Attenzione però: se l’audioprotesista non gestisce in modo corretto la ripresa uditiva con gli apparecchi acustici, l’effetto può essere il contrario. Infatti l’acufene può venir percepito di più ed essere ancora più fastidioso. 

Lascia che ti racconti l’esperienza di un mio paziente. 

Sostituendo un gommino (la parte che avvolge e protegge il ricevitore che viene inserito nel canale uditivo) “aperto” (e cioè con forature apposite per far circolare l’aria nel canale uditivo), con uno “chiuso”, senza fori in modo che faccia così da tappo, il suono si sente molto di più e così anche l’acufene. Quindi anche un minimo dettaglio come il gommino può fare una differenza abissale nel risultato finale. 

Questo per farti capire quanto sia importante per noi audioprotesisti lavorare a stretto contatto con il paziente, e reagire a tutti i cambiamenti di udito che avvengono una volta indossati gli apparecchi acustici. Non è tutto perfetto, può capitare, ma con l’acufene bisogna lavorare in un certo modo. 

L’orecchio, più respira e meglio è. Più viene tappato, più l’acufene si sentirà di più. 

Però ci sono alcuni pazienti che vogliono sentire e capire di più le parole, e in questo caso si tapperà di più l’orecchio (sempre con l’aiuto del gommino “chiuso” che protegge il ricevitore). Mentre c’è chi non ne può più di questo fastidiosissimo rumore di sottofondo e preferisce capire un po’ meno le parole e sbarazzarsi dell’acufene alleviando il suono. 

Rapporto tra audioprotesista e paziente: il miglior modo per combattere il problema

La cosa più importante, se soffri di acufene, è essere chiaro con noi audioprotesisti sui tuoi bisogni ed esigenze uditive. Per fare al meglio il nostro lavoro e farti ottenere risultati ottimali abbiamo bisogno di questi dati fondamentali. 

Seguo anche ad esempio pazienti che ci sentono benissimo, non hanno perdite di udito gravi, ma che utilizzano gli apparecchi acustici per alleviare e convivere in modo sereno con l’acufene. 

Sta tutto nel lavoro per alleviare l’acufene. Che non sempre è correlato ad una perdita di udito. L’importante è lavorare con uno specialista per arrivare alla causa, perché come dicevo prima l’acufene è un sintomo, non la causa del problema. 

Quindi ascoltare le esigenze del paziente e trovare i giusti compromessi per risolvere ed alleviare l’acufene è la strategia più corretta. 

Un altro mio paziente non riusciva proprio a dormire a causa dell’acufene. In questo caso l’acufene era stato causato da un intervento chirurgico. Grazie ad un programma specifico degli apparecchi acustici siamo riusciti ad alleviare il rumore di sottofondo ed allenare la mente del paziente a disabituarsi a percepire l’acufene. 

Perché l’acufene è questo: un rumore di sottofondo a cui presti tutta la tua attenzione. Il nostro cervello quindi dev’essere allenato per abituarsi a non sentirlo più. Quindi non è un rumore che sparisce, ma c’è bisogno di lavorare e di creare nuove abitudini al fine di non percepirlo più come prima.

Questi rumori possono farti impazzire?

Anche questo è soggettivo. Un nostro paziente era arrivato al punto di non uscire più di casa. Aveva addirittura paura del rumore che produce una bottiglia di plastica quando la schiacci. Ciò perché questo fastidioso rumore andava a riattivare quello ancora più frustrante del suo acufene. 

Invece è molto importante riabituarsi ai suoni, perché più li allontaniamo, più diventiamo sensibili ad essi. I rumori non si possono eliminare. A meno che tu non ti trasferisca in un’isola deserta (ma anche la vedo dura).  

Grazie ad una terapia di counseling (quindi supporto al paziente per accettare l’acufene), questo nostro paziente, avendo anche a che fare con una perdita medio grave, con pazienza e impegno, è tornato ad avere una vita serena, nonostante l’acufene. 

Quindi quando qualcuno ti dice che “l’acufene te lo devi tenere”, ricordati che non è così. Devi essere però consapevole che ci vorranno più di 3 mesi di lavoro e dedizione per ottenere i primi risultati. Non bisogna dare false speranze, ma neanche zero.

Cosa fare quindi se si sente l’acufene?

  • Andare dal proprio medico di base e farsi prescrivere una visita dall’otorino. Potrebbe trattarsi di un tappo di cerume, e quindi risolvibile semplicemente con un lavaggio. 
  • Visita dall’otorino con esami annessi, per indagare cosa potrebbe essere successo.
  • Batterie di esami iniziali anche in un centro acustico. 
  • Capire qual è la percezione dell’acufene da 1 a 10 (ci sono dei test appositi).
  • Capire la causa e se c’è una perdita uditiva collegata al sintomo. 
  • Non avere paura di iniziare un percorso portato avanti eventualmente con degli apparecchi acustici. 

Non arrenderti, perché una soluzione c’è. Non solo sentirai la mente più libera, ma tornerai a provare il piacere di stare con i tuoi cari, senza il timore che il suono delle campane o del condizionatore possa riattivare l’acufene. 

Per questo motivo ti consiglio di intervenire il prima possibile. Più si aspetta, più difficile sarà il percorso da affrontare per raggiungere l’obiettivo. 

Anche sottoporti ad un semplice controllo dell’udito può fare la differenza.

A presto!

Dott. Audioprotesista Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

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