Come usare gli apparecchi acustici: una guida pratica

di | 19 Dicembre 2019

Se stai pensando che usare gli apparecchi acustici sia una questione complicata o addirittura impossibile, devo dirti che stai sbagliando. 

Portare gli apparecchi è proprio come indossare un paio di occhiali da vista o una giacca sartoriale.

Sono l’ottico e il sarto a fare la maggior parte del lavoro: prendono le tue misure e preparano l’articolo assecondando le tue esigenze.

Come viene impostato l’apparecchio acustico 

Il nostro lavoro consiste quindi nel consegnarti un prodotto finito e, soprattutto, un prodotto strettamente personale. Ma soprattutto a farti capire come usare gli apparecchi acustici. 

Ma come la vista, o la nostra linea, cambiano nel tempo. Possono sia migliorare o peggiorare. Entrambe vanno monitorate con costanza.

Ecco perché il nostro metodo Clarivox®  ci permette di seguirti in un percorso di diverse fasi, con l’obiettivo di impostare al meglio il tuo apparecchio acustico.

Ci saranno suoni e parole che capirai di più o di meno con il tempo, e tenere sotto controllo e impostare ogni volta l’apparecchio in base a questi cambiamenti.

La signora Rita, da quando a iniziato ad usare gli apparecchi acustici non si sente più isolata. Grazie alla giusta regolazione riesce a sentire meglio. Guada la sua testimonianza nel video qui sotto: 

Il ruolo fondamentale dell’audioprotesista 

Utilizzando una semplice metafora, possiamo dire che gli audioprotesisti sono come piloti d’aereo, che si ritrovano davanti tutti i giorni una miriade di pulsanti, funzioni e barre di comando.

Hanno studiato i protocolli di una rotta standard ma allo stesso tempo devono essere in grado di adattarsi al tipo di meteo, ambiente e situazione

Così i tecnici possono studiare e informarsi a lungo su libri e manuali ma sarà la loro capacità di gestire la relazione con te che li guiderà nella rotta che tu gli indichi. 

L’audioprotesista deve basarsi su ciò che gli suggerisce il paziente e non tanto su ciò che gli suggerisce il computer.

Certe grandi aziende, avendo un procedimento standardizzato da seguire, basano le regolazioni dell’apparecchio ai calcoli del pc.

Ti sei mai chiesto come fa il pc a stabilire i parametri più adatti a te?

Utilizza dati statistici che sono stati calcolati sulla base di un campione di persone che parlano però in lingua inglese.

Questi parametri non sono precisi e tanto meno soddisfacenti perché le impostazioni per la lingua inglese e quella italiana sono diverse: un apparecchio tarato per farti sentire meglio la parola Massachusetts sarà diverso da quello che ti fa sentire bene Milano, perché si tratta di suoni completamente diversi.

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In conclusione 

Posso dirti con certezza che nessun apparecchio acustico passato per le mie mani sia mai stato tarato solamente con i dati forniti dal computer!

Quello che faccio è quindi utilizzare una diversa strategia che è stata messa a punto in più di trent’anni di lavoro e adesso è diventata la prassi nella mia azienda.

Baso tutte le mie regolazioni su dati reali e concreti, edotti dalle risposte del paziente in test vocali modificati ad hoc per simulare le voci nelle situazioni sonore vissute dal soggetto. 

A presto, 

dott. Francesco Pontoni

Autore del libro “Non sei sordo!”

servono gli apparecchi acustici

P.S.: Per capire le tue esigenze uditive, e tipi di apparecchi acustici adatti, una visita può durare anche 2/3 ore. 

Perciò se ci chiami abbi un po’ di pazienza: possiamo prenderci in carico al massimo 2 persone nuove per centro.  Per questo motivo la nostra lista d’attesa è piuttosto piena. Per seguirti nel miglior modo possibile, abbiamo bisogno di molte ore da dedicarti.

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