Svelati tutti i difetti principali degli apparecchi acustici

di | 13 Maggio 2021

Tutti i difetti degli apparecchi acustici che in pochi hanno il coraggio di rivelare

difetti degli apparecchi acustici

È normale se non spontaneo, quando decidi di affidare denaro e la tua salute nelle mani di un’altra persona, pretendere che questa esegua qualsiasi aspetto alla perfezione. Gli errori non sono tollerati. 

Quando si mira alla perfezione si scopre che è un bersaglio in movimento – George Fisher 

Proprio per questo ti voglio parlare di un argomento delicato, che in pochi dei miei colleghi audioprotesisti hanno il coraggio di ammettere: gli apparecchi acustici non sono perfetti, ma anzi, hanno dei difetti. 

Ma prima di spiegarti cosa intendo e sperando di non allarmarti troppo con questa affermazione, voglio spezzare una lancia a favore dei colleghi. Purtroppo non si possono sempre trasmettere tutte le informazioni, soprattutto quelle troppo tecniche dell’applicazione protesica.  Prima di tutto ci vorrebbero troppi appuntamenti per elencare tutti i dettagli. In secondo luogo non ti sarebbe nemmeno utile, anzi rischierei di creare confusione e allarmismi che sarebbero solo controproducenti. 

Il problema di fondo è che spesso gli audioprotesisti sono particolarmente formati in maniera commerciale. Questo cosa significa? Il loro obiettivo sarà quello di trasmetterti unicamente tutte le “novità” tecniche dell’apparecchio acustico. (Presta sempre attenzione a questo tipo di audioprotesista, in quanto non punta a migliorare il tuo udito ma è interessato piuttosto al tuo portafoglio). 

Certo, le novità tecniche aiutano a risolvere il problema di udito e semplificare la riabilitazione acustica. Tuttavia, credo che il tecnico audioprotesista deve selezionare chirurgicamente le caratteristiche utili dell’apparecchio acustico, in base alle TUE ed uniche reali esigenze uditive e di vita. Magari hai solo bisogno di un’applicazione stabile e sicura, piuttosto che di apparecchi con connessione wireless. 

In pochi però vanno ancora più a fondo e hanno il coraggio di svelare i difetti degli apparecchi acustici. Non perché siano prodotti male, ma perché non vengono utilizzati nel modo corretto.  

Mi capita infatti troppo spesso di ascoltare persone che si rivolgono a me dopo aver contattato altri centri acustici lamentando di aver speso troppo e non aver raggiunto nessun beneficio: 

“Sono un caso difficile, non riesco a risolvere il mio problema di udito anche se ho cambiato diversi apparecchi e speso migliaia di euro per apparecchi acustici di ultima generazione ma senza ottenere beneficio”. 

Si tratta infatti di un errore causato da un’errata scelta dell’apparecchio acustico. Ma perché succede questo? Da una parte le pubblicità delle multinazionali trasmettono il solito messaggio sbagliato. Così fanno passare per innovative caratteristiche che non lo sono, ma soprattutto le fanno sembrare adatte a tutti e a qualsiasi tipo di problema di udito. 

Dall’altra il tecnico audioprotesista o in questi casi il venditore, ci marcia sopra pur di vendere l’apparecchio. 

Fortunatamente non sei sciocco. E se anche ti è successo di essere stato vittima di una fregatura una volta, o al massimo due, non bisogna fare di tutta un’erba un fascio. C’è da ribadire che la professione di tecnico audioprotesista è riconosciuta come professione sanitaria. E tanti colleghi si battono ogni giorno come me contro multinazionali che sminuiscono l’importanza di questo settore. Riducendolo a un mero supermercato per l’udito. 

Quindi la mia missione nell’elencare i difetti degli apparecchi acustici, è quella di aprire una riflessione in merito a questo argomento. Lungi da me creare sfiducia sul settore o sulle tecnologie per l’udito. Grazie a queste e all’avanzamento tecnologico degli ultimi anni, stanno migliorando e cambiando in questo momento la giornata di tantissime persone.

#1 La miniaturizzazione 

Non è né una novità (la miniaturizzazione dell’apparecchio in sé è stata introdotta con gli anni ‘90), né è adatta a tutti. È uno dei più grandi difetti da valutare. Perché causa una difficile gestione nell’inserimento e nell’estrazione degli apparecchi. Ma anche nella difficoltà di cambiare le batterie. Sono ovviamente altrettanto piccole e dalla scarsa durata (massimo 4 giorni se utilizziamo l’apparecchio come si deve). 

Quindi se non riusciamo a gestire l’apparecchio acustico significa che non riusciamo ad utilizzarlo. E invece che semplificare la vita ce la complichiamo. Se poi l’apparecchio acustico ci cade a terra, trovarlo può essere molto difficile.

#2 La “Sporcabilità” 

Valuta la pulizia e produzione di cerume delle tue orecchie. Cosa significa? L’apparecchio essendo un ausilio protesico che va inserito nel condotto uditivo. Per questo è molto esposto a cerume (è normale che ci sia, garantisce protezione ma se in quantità elevata causa problemi), ma anche a materiale biologico come pelle secca o forfora. Questo aspetto va valutato con estrema attenzione dall’audioprotesista.  Dovrà “correre ai ripari” in modo da rendere al paziente la convivenza e gestione dell’apparecchio acustico più semplice possibile. 

Questo aspetto spesso non va a braccetto con l’estetica. Ma ci sono molte soluzioni per evitare che il paziente sia costretto a fare check up di pulizia settimanali del proprio apparecchio acustico. Qui voglio spezzare una lancia a favore dei produttori di apparecchi. In quanto in fase di progettazione valutano questo aspetto. Infatti producono degli strumenti che devono adattarsi alle forme e alle dimensioni dei condotti uditivi spesso anche molto stretti.

#3 L’impermeabilità 

Già dagli anni 2000, i produttori di apparecchi acustici hanno progettato delle protezioni con nanotecnologie che vanno a proteggere le componenti elettroniche dell’apparecchio. Nonostante questo ci sono degli apparecchi acustici, tra i migliori, i cosiddetti Rite, quelli con l’altoparlante nel condotto uditivo. Che per quanto siano schermati sono molto esposti al sudore e al vapore di condensa che si forma nel condotto uditivo. Questi apparecchi sono necessari in caso di condotti uditivi molto piccoli o quando si ha una Presbiacusia. In cui si sentono bene alcuni toni (quelli gravi) e si sentono male quelli acuti.

Tuttavia la loro sostituzione è semplice e non è così costosa. Per quanto riguarda invece la parte dell’apparecchio in cui c’è il vero e proprio computer, il processore, le componenti elettroniche e la batteria. Dobbiamo fare attenzione nel caso in cui lo strumento sia alimentato da batterie “zinco aria” (quelle classiche usa e getta che per funzionare hanno bisogno di “aria” appunto per attivarsi). Sono le batterie infatti che se si bagnano, poi rilasciano sostanze che vanno a rovinare l’apparecchio. Quindi il consiglio nel caso in cui questo accada è quello di togliere subito la batteria e asciugare l’apparecchio con un fazzoletto di carta (no fonti di calore!) e portarlo nel centro acustico di riferimento. 

#4 La fragilità 

Questo nuovo difetto è spesso presente negli apparecchi acustici attualmente pubblicizzati, ovvero quelli “invisibili” (endoauricolari quelli che vanno inseriti all’interno dell’orecchio). Sono stati inventati dei “nuovi” gusci in titanio per garantire la protezione. Tuttavia, se possono resistere a una caduta semplice da un metro, non possono certo resistere alla compressione se calpestati, e aggiustarli è molto costoso (dai 350 euro in su). Niente paura per i retroauricolari: difficili da rompere, ma dipende da come è stata costruita la parte su misura. 

#5 L’Auto Fitting 

Nonostante gli apparecchi offrano la possibilità di essere regolati tramite le App del tuo Smartphone, trovo che questa opportunità sia un grande difetto: quello di poter modificare il volume e le regolazioni dell’apparecchio in autonomia. L’apparecchio deve essere tarato così bene da adattarsi in automatico a tutte le nostre situazioni di vita quotidiana. Ovviamente ci sono dei casi limite: un mio paziente lavora in una fabbrica di valvole, e deve poter spegnere gli apparecchi acustici per compiere una determinata operazione lavorativa. Nel restante 99% dei casi si fanno spesso solo dei pasticci. Questo perché le regolazioni sono il lavoro principale del tecnico audioprotesista, un lavoro non affatto facile, che si ottiene dopo aver conseguito una laurea e dopo anni di tirocinio. Ricorda sempre che l’apparecchio acustico deve semplificare la vita, non complicarla. Insomma, è una lama a doppio taglio.

#6 Il prezzo 

Il principale di tutti i difetti degli apparecchi acustici. Quello più sentito, che sicuramente hai provato sulla tua pelle. Purtroppo si vedono spendere molti soldi con la logica del mero acquisto di un paio di apparecchi acustici. Se poi ti rechi in un centro acustico dove sono bravi a vendere ma non a regolare gli apparecchi, per quanti sconti ti possono promettere, non valgono quello che li hai pagati. Ti spiego meglio quello che intendo. In altri stati d’Europa basta recarsi in un centro audioprotesico, acquistate le protesi, pagando molto meno di quanto pagate in Italia. Ma poi tutti gli appuntamenti per le regolazioni vengono pagati a parte, circa 80/100 euro a seduta. Immagina che per un percorso di adattamento protesico in media un paziente viene visto nel primo anno dalle 13 alle 18 volte. Moltiplica per il prezzo unitario di 80/100€ solo nel primo anno… paghi la differenza di prezzo del risparmio. 

Purtroppo il contributo del Servizio Sanitario Nazionale è limitato alle persone invalide che hanno un calo di udito particolarmente grave. 

Tuttavia non è detto che siano necessarie tecnologie avanzate di ultimo grido per avere una buona soluzione uditiva. Da questo punto di vista, se la tecnologia da una parte costa, dall’altra ci è d’aiuto: con l’avanzamento tecnologico nel tempo si abbassano anche i prezzi. Infatti si riesce a produrre apparecchi anche più economici di una volta, quindi il ventaglio di prezzi si è allargato.

Stai invece molto attento a prezzi all’apparenza troppo allettanti, soprattutto online o in farmacia. Il rischio è quello di incorrere in truffe o errati acquisti buttando via ancora più soldi di quanto pensi di aver risparmiato.

Gli apparecchi acustici hanno quindi dei difetti. Se scegliamo quelli non adatti alle nostre uniche esigenze uditive e di vita. Sono degli strumenti fabbricati con lo scopo di migliorare la qualità della vita. Ma per fare una scelta consapevole e adatta a te, devi affidarti alle capacità del tecnico audioprotesista. 

Valuterai assieme al professionista dell’udito gli obiettivi che desideri raggiungere sfruttando al 100% la tecnologia dei tuoi apparecchi. Infatti il successo dell’applicazione è soggetto al tipo di protocollo audioprotesico che l’audioprotesista utilizza per ritornare a farti sentire. Noi di Pontoni – Udito & Tecnologia abbiamo sviluppato Clarivox®, il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con gli apparecchi acustici più adatti alle tue esigenze uditive e di vita. Prenota una visita dell’udito senza impegno cliccando qui.

A presto!

Dott. Audioprotesista Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

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