Dimmi da quanto tempo non senti e ti dirò cosa fare

di | 18 Giugno 2019

Da quanto tempo non senti bene?

Prima di addentrarmi nello specifico dell’articolo voglio farti riflettere su un aforisma:

“Colui che aspetta molto può aspettarsi poco.”

Gabriel Garcia Marquez.

L’autore di questa frase, oltre ad aver vinto il premio Nobel per la letteratura, ha scritto un romanzo, forse il suo scritto più famoso, intitolato Cent’anni di solitudine.

Senza addentrarci nei profondi significati del romanzo, trovo davvero evocativo che questo intero articolo si potrebbe riassumere con il suo aforisma e allo stesso tempo il titolo del suo romanzo più famoso. La solitudine ha a che fare con la sordità.

Troppo spesso ci si sente soli a reggere gli effetti di questa condizione. Ci si sente soli quando gli altri, stanchi di ripetere in continuazione, rinunciano ad avere dialoghi significativi, limitandosi a comunicazioni scarne e fredde.

Io sono un tecnico dell’udito, un audioprotesista ed il mio lavoro è aiutare i miei pazienti a sentire meglio (con i giusti apparecchi acustici). Quando spiego a qualcuno il mio lavoro, costui o costei pensa che io abbia a che fare con le orecchie.

SBAGLIATO.

Ho a che fare con le persone

Infatti una delle prime domande che faccio sempre è “Da quanto tempo non senti?”. In questo modo non mi concentro solo sulle orecchie ma sulla persona, sulle sue aspettative, sul suo trascorso e così via..

Non si tratta, se non alla fine del mio lavoro, di applicare la tecnologia migliore per ripristinare l’udito. Bensì, quello che faccio ha più a che fare con il comprendere qual è il problema che ha il paziente e aiutarlo a gestirlo al meglio.

Voglio lanciarti una piccola provocazione:

“Sfido a indovinare quali sono i problemi che hanno le persone che sentono meno.”

No, non hanno a che fare con il “non capire” etc…

I problemi che riscontro più spesso sono:

  • la vergogna di indossare degli apparecchi acustici
  • il dubbio che riguarda l’intervenire subito o aspettare ancora un po’
  • la paura di buttare i soldi con scelte sbagliate
  • la frustrazione di chiedere agli altri di ripetere

Questi sono i problemi reali che riscontro nella mia attività. E in questo articolo voglio dare alcune informazioni per aiutare chi si ritrova ad avere questo genere di esperienza.

Prima di tutto, a scanso di equivoci voglio essere chiaro:

In Spagnolo “aspettare” si dice “esperar”, perché in fondo aspettare è anche sperare. Quando si parla di udito non funziona così. E’ fondamentale sapere da quanto tempo non senti. Direi infatti che la speranza sta nell’agire in modo informato, consapevole e tempestivo.

Ma non va sempre così per tutta una serie di motivi che quasi mai dipendono dal paziente. 

Analizziamo quindi le diverse situazioni per capire come agire al meglio

CASO 1 – Da quanto tempo non senti? Da più di 10 anni

Il calo di udito si è manifestato da più di 10 anni. Sembra impossibile, ma è il caso più comune in Italia.

Fai mente locale:

  • Da quanti anni chiedi più frequentemente degli altri di ripetere?
  • Quanto tempo fa tu o il tuo famigliare vi siete accorti per la prima volta che il volume della tv era un po’ più alto del normale?
  • Da quanto tempo ti sembra che in ambienti rumorosi fai fatica a seguire i discorsi?

Se la risposta è da 10 anni o più, allora questo è il tuo caso. Sei vittima di una cultura della salute scorretta. Se sei un uomo, pensi che chi è forte non si cura, che deve resistere e dimostrare agli altri che sei quello di sempre e che l’età non ti piega.

Questo genere di pensiero vedo che è più diffuso nelle piccole città e nei paesi rispetto alle megalopoli. In città più grandi, come a Mestre o Trieste per esempio, trovo persone, soprattutto donne, più soggette alla vergogna e all’imbarazzo.

C’è un’idea diffusa per cui prendersi cura delle orecchie sia da vecchi e che quindi “se non utilizzi gli apparecchi vuol dire che sei giovane”. Spesso il ragionamento è più complesso ma alla base ritrovo questo meccanismo.

Ovviamente è sbagliato. Riscontro tutto l’opposto.

Vedo che chi è più giovane, forte e grintoso, di solito è più esigente verso se stesso e vuole continuare ad essere al 100% anche riguardo l’udito.

ATTENZIONE, se è da più di un decennio che queste persone trascurano il loro udito, è solo e solamente a causa di professionisti che per anni non hanno svolto il loro lavoro in modo adeguato, per una cultura arretrata legata agli anni in cui non si viveva così a lungo ed era normale ad una certa età ridimensionare la propria vita.

Ecco, se ti trovi in questa situazione la questione non è semplice. Non posso consigliarti di pensare agli apparecchi o a fare delle prove dell’udito.

Se non ti senti pronto/a sarebbe addirittura controproducente, e se ti capita di avere a che fare con il tecnico sbagliato potresti avere una sensazione di invadenza.

Per questo, la cosa che dovresti assolutamente fare prima di tutto è un bilancio personale. A questo punto della tua vita sono almeno 10 anni che senti meno e ti sei già fatto un’idea di come peggiora il tuo udito e di quali effetti ha sulla qualità della vita.

Se pensi che il peggioramento sia insostenibile, parlane con un tuo famigliare o un tuo amico. Lo so, non sono in molti che fanno il mio lavoro e danno un consiglio simile, ma io sono fermamente convinto che sia una tua scelta libera ed autonoma prenderti o no cura del tuo udito.

Se pensi che sia il caso di farlo, ma sono molti anni che rimandi, parla prima con chi conosci e di cui ti fidi.

CASO 2 – Da quanto tempo non senti? Da qualche anno.

Questo è il caso in cui hai un problema di udito da qualche anno. Forse ti sei reso conto che i primi sintomi sono emersi 4-5 anni fa. Hai iniziato a tenere d’occhio la cosa e probabilmente all’inizio non era così grave l’effetto della perdita di udito, ma poi via via col tempo stai notando che il problema sta passando il limite.

Se ti trovi in questa situazione a mio avviso sei nel momento giusto per agire.

Il motivo è semplice: hai preso coscienza del problema, hai provato a conviverci e hai capito che il prezzo da pagare è troppo alto.

Aspetta, però! Prima di farti attrarre da una pubblicità qualsiasi e accettare la prima offerta economica, il mio consiglio è di informarti (se vuoi conoscere i prezzi degli apparecchi acustici scarica la nostra guida gratuita –> link).

 

Ci sono 3 possibilità

Hai avvertito i primi sintomi da 10 anni o più e ti sei adattato a questa situazione

È da qualche anno (4-5) che ti tieni d’occhio ma ora hai avvertito un peggioramento

Da poco hai avvertito un calo in modo netto ed improvviso

 

Se la tecnica non ti appassiona, basta che tu chieda un suggerimento a chi porta già gli apparecchi acustici. Se ti dice che si rivolge ad un centro e si trova male…, io ci girerei alla larga. Viceversa se è contento e soddisfatto, è un buon segno.

Perché ti consiglio questo? Semplicemente perché ho visto molte persone scottate dalla pubblicità. Intendiamoci, niente di illegale o grave, ma la pubblicità in generale, è fatta per attirare piuttosto che informare.

Alzando le aspettative aumenta anche la possibilità di “auto- illusione” e quindi delusione.

Per quanto mi riguarda, non ci sono apparecchi acustici invisibili, prove di 30 giorni che danno reali garanzie di successo, non ci sono apparecchi che magicamente li indossi e risolvono il problema.

Vanno fatte delle valutazioni, vanno compresi gli obbiettivi realistici, va programmato un percorso (come Clarivox) per raggiungerli e lo deve (dovrebbe) fare un audioprotesista. Nel video qui sotto puoi capire facilmente cos’è Clarivox.

 

Una persona laureata che ha studiato e che ha fatto pratica per questo.

Dovrebbe informare in modo semplice e comprensibile il paziente che solo allora potrà avere la garanzia di essere in buone mani.

CASO 3 – Da quanto tempo non senti? Da pochissimo!

Hai avvertito in modo netto ed improvviso la perdita di udito da poco tempo? Se questo è il tuo caso, prima di parlare di apparecchi acustici dovresti recarti subito a fare una visita medica e un controllo alle tue orecchie.

Alcune volte ci sono problemi transitori che devono essere gestiti dal medico, con delle possibilità di recuperare l’udito. Altre volte, più raramente per fortuna, è un sintomo di problemi di salute seri, per cui andrebbe assolutamente informato il medico.

Il mio consiglio in questo caso è di mettere da parte la questione degli apparecchi, e di rivolgersi prima possibile ad uno specialista.

Se non ti sei trovato in uno di questi tre casi, scrivimi una mail ([email protected]) e sarò felice di darti delle indicazioni specifiche.

A presto,

dott. Francesco Pontoni

Autore del libro NON SEI SORDO! Scopri come recuperare fino al 90% del tuo udito grazie al giusto apparecchio acustico e non essere vittima di truffe.

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