Leggere un esame audiometrico: come funziona e tutto quello che c’è da sapere

di | 13 Novembre 2019

Ti hanno mai spiegato come leggere un esame audiometrico?

Ora ti svelerò qualche piccolo segreto per avere un’idea chiara riguardo il significato di numeri, simboli e parole complicate che potresti trovare nei referti medici sul tuo udito.

Facciamo un breve riassunto riguardo quali sono i test dell’udito classici, che ti faranno in qualsiasi centro audioprotesico. Puoi trovare un approfondimento nell’articolo precedente: 

  • prova dell’udito, tecnicamente chiamata audiometria tonale. Ti dice qual è il tuo livello minimo d’udito. È la prova base.
  • audiometria vocale: è fondamentale, ti dice quante parole capisci in un discorso. Viene utilizzata per regolare gli apparecchi acustici (se vuoi sapere quanto costano clicca qui).  

Noi, con il nostro metodo Clarivox® effettuiamo tanti altri esami durante la visita. Se vuoi saperne di più ti consiglio di guardare questa serie di video: 

È difficile leggere un esame audiometrico? 

I risultati dell’esame audiometrico non sono di facile lettura intuitiva, ma non preoccuparti, vediamo assieme come leggerli. 

Se hai già fatto un test ti troverai fra le mani un grafico come questo.

Esame audiometrico tonale

L’esito dell’esame è rappresentato dall’andamento delle linee nel grafico. La frequenza la trovi sull’asse orizzontale e l’intensità del suono su quello verticale.

Se l’esame è a colori, il rosso fa riferimento all’orecchio destro, mentre tutto ciò che è blu si riferisce a quello sinistro.

Se invece è in bianco e nero puoi far riferimento a questi simboli:

  • i cerchietti (O) e le crocette (X) rappresentano i suoni sentiti in cuffia e quindi giunti per via aerea rispettivamente a destra e a sinistra.
  • le freccette (> <) si riferiscono a suoni percepiti attraverso un vibratore osseo.

Simboli come il triangolo e il quadratino rappresentano i suoni percepiti in presenza di mascheramento (fruscio di fondo). Esistono altri simboli convenzionali usati in modo meno frequente per altri test specifici.

Se l’andamento delle linee è alto e orizzontale significa che il tuo udito si avvicina molto alla perfezione; man mano che la linea scende sono presenti mancanze uditive su quelle determinate frequenze.

Idealmente una linea dritta orizzontale che si colloca tra i valori di -10 e + 10 indica un udito nella norma.

Nella zona di sinistra troviamo le frequenze più gravi mentre in quella di destra troviamo i suoni più acuti e striduli: è qui che solitamente si riscontrano le più comuni perdite uditive e quindi l’abbassamento delle linee orizzontali.

Il confronto tra l’andamento per via aerea e quello per via ossea determina dov’è localizzato il problema.

Va detto che le malattie dell’orecchio sono centinaia e sarebbe riduttivo limitarsi a descriverle nelle tre forme trasmissiva, percettiva e mista: il lavoro del medico nel porre la diagnosi è molto più complesso.

Nonostante ciò, l’esame audiometrico ti dà un sacco di informazioni, specialmente se sei una di quelle persone con fattori di rischio per sordità.

Come puoi leggere un esame audiometrico vocale?

Il test dell’audiometria vocale è più facilmente interpretabile, il risultato è una percentuale di parole comprese.

leggere un esame audiometrico

Dal mio punto di vista, scendere sotto l’80% di parole comprese significa avere serie difficoltà a seguire un discorso.

Ad esempio nell’immagine sopra puoi leggere un esame audiometrico vocale di un mio paziente. L’orecchio sinistro (blu con le crocette) arriva al 100% a 50 dB. Cosa significa?

Significa che quando una persona parla a un tono basso (circa 50 dB) questo orecchio capisce il 100% delle parole. 

Mentre la stessa persona nell’orecchio destro (rosso con i cerchietti) allo stesso volume capisce il 60%. Questo orecchio capisce al massimo 9 parole su 10, quando una persona urla (85 dB come puoi vedere nel grafico).

Se non ti è ancora chiaro come leggere un esame audiometrico vocale (che è in tuo possesso) lasciami un commento qui sotto, e te lo spiegherò entro 48 ore. 

Un ultimo suggerimento che voglio darti:

è quello di conservare sempre tutti gli esami eseguiti. In questo modo potrai anche osservare il cambiamento degli esami nel tempo e ti potrai rendere conto se la situazione è stabile o meno.

A presto, 

dott. Francesco Pontoni 

Autore del libro “Non sei sordo!”

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