Svelato il vero limite degli apparecchi acustici “invisibili” 

di | 16 Luglio 2020

Anche se non soffri di problemi di udito, ti sarà sicuramente capitato di incappare almeno una volta in una pubblicità televisiva o cartacea che propone gli apparecchi acustici “invisibili” (o interni). Sono dipinti come l’avanguardia e la soluzione a tutti i problemi d’udito. Ma in pochi parlano del limite degli apparecchi acustici “invisibili”.

Sono soprattutto comodi per chi si vergogna di portare gli apparecchi acustici. Perché non sia mai che le persone pensino male di te, che potresti sembrare un po’ lento o avanti con gli anni se li porti. Quindi gli apparecchi invisibili sono molto allettanti se hai paura del giudizio degli altri.

E’ naturale. Ma non è sempre detto che siano adatti per risolvere il tuo problema di udito, o che siano compatibili con le tue esigenze uditive. 

In media su 100 persone solamente 4 persone possono veramente permettersi di portare gli apparecchi acustici interni. Perché appunto non vanno bene per tutti. Nel 99,9% dei casi dipende dalla morfologia del nostro orecchio e dal quadro audiologico. Quindi è una questione anatomica, soggettiva e oggettiva. Come può essere che per te vadano bene perché hai una perdita uditiva specifica con una morfologia dell’orecchio che permette la sua applicazione. 

Storicamente l’apparecchio acustico “invisibile”, si è sempre scelto per un fatto puramente estetico

Ma i risultati non erano ottimali, diciamo che era soprattutto una questione di “marketing”. Certo è che l’occhio vuole la sua parte, ma prima bisogna risolvere il problema dal punto di vista tecnico.

Ribadisco che in passato si demonizzava moltissimo la sordità, era vista in modo estremamente negativo, quasi come fosse un peccato.

Un po’ come succedeva per chi portava gli occhiali e veniva ingiustamente schernito con l’appellativo di “quattrocchi”.

Ma come abbiamo tutti potuto osservare, il mondo dell’ottica è cresciuto, e portare gli occhiali da accessorio negativo e dispregiativo è diventato una moda. Dove addirittura persone, famose e non, li indossano anche con lenti senza prescrizione, cioè senza averne un effettivo bisogno.

Solo perché è “fashion”, di moda. Quindi il contatto con il mondo delle sfilate e della moda è riuscito a rompere questo stigma che gli occhiali si portavano dietro da anni. Purtroppo per gli apparecchi acustici questo muro della vergogna c’è ancora, ma soprattutto i clienti più giovani e i familiari dei miei pazienti vedo che aiutano ad abbattere questo tabù. 

In termini di tecnologia il limite degli apparecchi acustici “invisibili” è notevole

Il primo limite è lo spazio. Essendo la protesi più piccola, non ha tutte le componenti di un apparecchio acustico esterno. Inoltre la sua applicazione dipende dal grado della perdita d’udito e dalla conformazione del canale uditivo. Ci sono degli esami specifici, per prendere le misure del canale dell’orecchio.

Infatti il problema principale in passato era proprio l’anatomia umana.

Al giorno d’oggi abbiamo invece la possibilità di avere degli strumenti che ci permettono di calcolare e capire il livello di successo che l’apparecchio interno potrebbe portare ad un paziente. Essendo un figlio d’arte, ho imparato molto guardando mio padre, quando dovevo ascoltare tanto e parlare poco.

Alla fine degli anni ’70 e inizi anni ’80 gli apparecchi venivano realizzati con protezioni in oro o in argento, per cercare di renderli un po’ più estetici. L’esigenza era molto più estetica, ma davano anche soddisfazioni. 

Un apparecchio interno era un amplificatore. Man mano che la tecnologia si è evoluta, si è raffinata la ventilazione cioè lo scambio d’aria tra orecchio interno e quello esterno. Per avere dei risultati, anche sbagliando, abbiamo capito qual era il diametro ottimale per fare sentire bene la persona.

L’apparecchio interno è comunque ancora una nicchia, che copre il 5% delle applicazioni

Un altro limite degli apparecchi acustici “invisibili”, è un dettaglio puramente meccanico: la lunghezza del canale uditivo. In sordità lievi, una costruzione corta è più idonea. In caso contrario, si fa l’inverso, cioè una costruzione più lunga, per avere l’amplificazione più ampia; con la stessa tecnologia si hanno risultati diversi.  

limite degli apparecchi acustici

L’apparecchio dev’essere rigorosamente costruito su misura. Per capire che diametro utilizzare si prende l’impronta dell’orecchio. All’interno del canale uditivo viene quindi iniettata una speciale sostanza assolutamente non invasiva. Questa si modella a seconda della conformazione anatomica dell’orecchio, e ci permette di capire come andare a costruire su misura l’apparecchio interno.

Un po’ come vengono fatti i plantari. Se hai problemi di postura o problemi ai piedi, la prima cosa che il medico ti consiglia sono i plantari su misura. Perché ognuno di noi è diverso. Non c’è una soluzione uguale per tutti. 

Stessa cosa per gli abiti su misura. Diciamo che facciamo anche il lavoro del sarto di alta qualità. Invece spesso  vengono proposti apparecchi acustici a prezzi che sono specchietti per le allodole, ma con misure standard, cioè: piccolo medio e grande. Quando invece, come ribadito prima, l’apparecchio dev’essere realizzato su misura.

Le misure standard sono semplicemente una scelta commerciale per chi purtroppo non riesce ad accedere ai livelli tecnologici degli apparecchi acustici digitali. Possono anche essere acquistati in farmacia. Ma non daranno i risultati sperati. Perché sono degli amplificatori e non degli apparecchi acustici. 

Purtroppo l’arte di prendere le impronte, anche parlando con i miei colleghi, si sta perdendo. Nonostante cerchiamo di fare formazione, nei centri acustici diversi dai nostri questa pratica non viene eseguita.

Quindi a maggior ragione è meglio fare una scelta consapevole e ponderata prima di mettere le mani su un apparecchio acustico interno.

Per questo motivo, l’apparecchio acustico interno un limite ce l’avrà sempre, ed è quello umano, cioè della conformazione anatomica del nostro orecchio. 

Un consiglio che vi voglio dare quindi quando andate in un centro acustico è cercare di capire se eseguono l’impronta per l’apparecchio acustico interno. E se non lo fanno, cercare di capire perché. E magari cambiate centro acustico. Se vuoi informarti su prezzi degli apparecchi acustici, scarica la guida al prezzo qui

Perciò se il tuo ostacolo è la vergogna, e a tutti i costi non vuoi indossare gli apparecchi acustici esterni, chiedi consiglio all’audioprotesista

In quanto dobbiamo prima capire la gravità della tua perdita uditiva e la conformazione del tuo orecchio. Non è salutare proporre un apparecchio interno se la perdita uditiva non può essere risolta (o migliorata) con questo apparecchio ma con uno esterno. 

Se vuoi a tutti i costi un apparecchio acustico interno ti consiglio quindi di fare degli esami approfonditi per capire innanzitutto la perdita uditiva. Inoltre assicurati che venga fatta l’impronta, per capire la conformazione del tuo condotto uditivo.

Ma se la gravità della tua perdita d’udito non lo permette, l’importante è non rimanere fermi. Cerca di risolvere il problema con un apparecchio acustico esterno. Quello che conta veramente è non abbandonare le tue passioni e il piacere di stare assieme ai tuoi cari in tranquillità. 

Buon Ascolto,

Dott. Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

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https://youtu.be/bI1j6cjPuAk

 

 

4 pensieri su “Svelato il vero limite degli apparecchi acustici “invisibili” 

  1. giovanni ferrari

    Grazie dottore lei è come la manna dal cielo oltre che dare speranza e sicurezza da anche fiducia
    che a mio parere è la più importante lei è un grande ci son pochi come LEI
    CONTINUI COSI
    arrivederci

    Rispondi
  2. Salvatore De Vivo

    Articolo molto esaustivo e chiarificatore nel panorama molto sconosciuto degli apparecchi acustici.
    Finalmente si possono avere le idee chiare su cosa acquistare in riferimento alle caratteristiche degli apparecchi acustici e fare un confronto prezzo prestazioni
    Un grande ringraziamento al dott. Pontoni

    Rispondi

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