Perdita di udito nei bambini: sintomi, cause e soluzioni.

di | 5 Maggio 2022

perdita di udito nei bambiniViene spesso spontaneo pensare che i problemi di udito siano legati alla vecchiaia. Purtroppo non è così. Ci sono infatti molti casi in cui questo problema sensoriale può presentarsi e svilupparsi dalla tenera età. Secondo gli ultimi dati Istat circa 1-2 bambini su 1000 in Italia vengono al mondo con una perdita uditiva. Sono numeri purtroppo piuttosto elevati. Ancora più alta la percentuale tra i bambini nati prematuri, ricoverati in terapia intensiva o che hanno subito interventi chirurgici o di rianimazione. 

Per fortuna, qui in Italia gli ospedali eseguono uno screening uditivo su tutti i neonati.

Prendersi cura dell’udito dei bambini è di estrema importanza in quanto l’udito influenza la capacità di imparare, socializzare e comunicare. Quindi se la perdita d’udito causa problemi di salute in tarda età, figuriamoci dell’impatto che ha sulla vita dei bambini. Infatti è ancora più grave in quanto può compromettere lo sviluppo delle capacità di comprensione e di linguaggio. 

Fortunatamente la tecnologia ha fatto dei passi da gigante nell’ambito della cura dell’udito dei bambini, così da non avere delle barriere di crescita come succedeva in passato. 

Infatti, ricerche dimostrano che una perdita di udito diagnosticata e trattata entro i primi sei mesi dalla nascita ha un impatto positivo sullo sviluppo dei bambini.

Quali sono i sintomi della perdita di udito nei bambini?

Nonostante tutti i controlli forniti dal sistema sanitario, è anche importante saper riconoscere i comportamenti anomali del proprio bambino, così da intervenire il prima possibile. Se pensi che il tuo bambino abbia difficoltà a sentirti, vai subito dal tuo pediatra di riferimento. Qui trovi alcune linee guida per comprendere meglio la presenza o meno di una perdita di udito di una bambina o bambino: 

Da 0 a 4 mesi: 

  • Non sussulta ai rumori forti;
  • Non sembra riconoscere le voci dei genitori che lo calmano se sta piangendo;
  • Non sorride quando gli viene rivolta la parola.

Da 4 a 9 mesi: 

  • Non si gira verso la provenienza di un suono;
  • Non sembra riconoscere le parole indicanti oggetti comuni;
  • Non emette versi di imitazione come “ba-ba”.

Da 9 mesi a 1 anno: 

  • Non sembra ascoltare quando gli viene rivolta la parola;
  • Non usa la sua voce per attirare l’attenzione;
  • Riesce a dire una o due parole (mamma o papà). 

Da 1 anno a 2 anni: 

  • Non sembra capire parole semplici, non riesce ad indicare le parti del corpo quando richiesto;
  • Non riesce a capire semplici comandi o domande;
  • Non sembra porre attenzione a canzoni o filastrocche.

Cosa causa la perdita di udito nei bambini?

Secondo diverse ricerche scientifiche la causa è legata ad un fattore genetico per il 50% dei casi. Ma non solo. Ci sono infatti anche altre condizioni ed eventi che possono causare la perdita permanente dell’udito nei bambini anche dopo la nascita. Qui di seguito trovi le cause più comuni prima e dopo la nascita del bambino:

  • Condizioni ereditarie che causano lo sviluppo anormale dell’orecchio interno
  • Alcuni disturbi genetici, come l’osteogenesi imperfetta e la trisomia 13
  • Esposizione del nascituro alla malattia – rosolia (morbillo tedesco); è una delle malattie che possono colpire lo sviluppo delle orecchie nel feto
  • Rumori forti, come petardi, esplosioni o musica a volume troppo elevato 
  • Lesioni, come commozione cerebrale o frattura del cranio
  • Alcune malattie, come la meningite e la parotite.

I test eseguiti in ospedale per individuare la perdita d’udito nei bambini

Nella maggior parte dei casi viene individuata poco dopo la nascita (o comunque entro 6 mesi) attraverso dei test dell’udito specifici. Gli ospedali eseguono regolarmente lo screening dell’udito sui neonati nel primo giorno o due dopo la nascita. Se un neonato mostra segni di perdita dell’udito, è di solito atteso per un secondo screening alcune settimane più tardi. 

Tuttavia, a volte i neonati che superano entrambi gli screening dell’udito possono mostrare segni di perdita dell’udito man mano che crescono.

Fortunatamente esistono degli esami mirati per individuare la perdita uditiva nel neonato e durante la crescita. Il Sistema Sanitario Nazionale mette a disposizione diversi esami per permettere ai pediatri di eseguire indagini approfondite sull’udito dei bambini, come il test dei potenziali evocati uditivi o l’esame audiometrico comportamentale. Questi esami vengono eseguiti nei primi tre mesi di vita dei bambini, poi nei successivi cinque o sei mesi, per avere una diagnosi completa e per poter definire le modalità di intervento (nel caso ci fosse la presenza di una perdita di udito).

Diagnosi e terapie

Per ottenere una diagnosi corretta è sempre opportuno affidarsi a degli specialisti che dispongono delle strumentazioni avanzate e un personale adeguato. Di certo la struttura migliore a cui affidarsi è l’ospedale, dove si può trovare il personale competente per affrontare la situazione. Oltre alla sordità bisogna approfondire con esami che individuino la presenza di ulteriori problematiche connesse. È importante che gli specialisti lavorino in equipe per affrontare al meglio la perdita uditiva dei bambini. Dovranno infatti lavorare in equipe multidisciplinari che comprendono anche logopedisti e psicologi. L’udito permette di sviluppare il linguaggio e la comunicazione, per questo è importante venire affiancati da uno specialista che valuti le competenze cognitive e la capacità comunicativa dei bambini. 

Mentre per il percorso terapeutico, questo varia a seconda del caso specifico della perdita uditiva del bambino. Ci sono infatti due strade da percorrere: 

Nel caso la perdita di udito sia lieve/moderata, sarà opportuno intervenire seguendo un percorso di riabilitazione acustica con gli apparecchi acustici su prescrizione dello specialista (e quindi seguiti da dei tecnici audioprotesisti in un centro acustico).

Nel caso in cui la perdita sia grave/profonda (o addirittura totale) si dovrà ricorrere ad un impianto cocleare per ripristinare il più possibile le funzioni uditive. 

Agisci tempestivamente!

Per affrontare al meglio la situazione uditiva dei propri bambini, è importante agire tempestivamente (lo stesso consiglio vale anche per gli adulti, non solo per i bambini). Più tardi si interviene più diventa difficile comunicare con le persone e godere di una qualità della vita soddisfacente. Un altro consiglio che mi sento di dare agli adolescenti è quello di ascoltare la musica a volumi contenuti e sicuri. Purtroppo la sordità è in aumento anche per questo motivo. So che è bellissimo ascoltare la musica a tutto volume, ma pensate a quanto ne risentirà l’udito in futuro.

A presto!

Dott. Audioprotesista Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

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