7 consigli da seguire per scegliere l’apparecchio acustico migliore per te

di | 24 Giugno 2020

Come fai a scegliere l’apparecchio acustico migliore per te, quando la strada da percorrere per arrivare a destinazione sembra così impervia?

Se ti stai approcciando per la prima volta per cercare di risolvere il tuo problema di udito (o quello di un tuo caro) può essere frustrante.

Soprattutto se le tue aspettative di riuscita sono brevi e immediate.

Ti avverto fin da subito che dovrai armarti di sana pazienza. Ma non preoccuparti. Per te ho preparato una guida pratica: per aiutarti a scegliere in modo consapevole l’apparecchio acustico migliore per le tue esigenze uditive.

Puoi trovare degli spunti interessanti anche nella conversazione che ho fatto con la collega, la dott.ssa Zampese in un episodio del Podcast NON SEI SORDO!

1.  Affronta il problema: fai il primo passo

Rivolgersi a un medico otorinolaringoiatria per una visita specifica, per capire da cos’è causato il problema. Questo perché alle volte potrebbe essere un tappo di cerume facilmente rimovibile o un otite che va tempestivamente curata.

Quindi non sempre la strada corretta è acquistare un apparecchio acustico. In molti casi è l’otorino a prescrivere la protesi acustiche in prima battuta.

Mi è già capitato di sentire “sento poco devo prendere l’apparecchio acustico, me l’ha detto la pubblicità che ho visto alla televisione”. No, fermi tutti! Bisogna prima andare a fondo e prendere il problema un pezzo alla volta, come se fosse un puzzle da 1000 pezzi. È complicato, non banale come te lo fanno passare le pubblicità alla TV.

2. L’impatto che la perdita di udito ha sul tuo cervello: il calo di udito è graduale

Il cervello compensa la perdita uditiva, ma aumenta il rischio di demenza senile. Il nostro cervello si nutre d’input esterni, come una pianta. Se alimentato con meno suoni, e meno informazioni, corriamo il rischio che invecchi molto velocemente.

scegliere l'apparecchio acusitco migliore

Come una pianta che ha bisogno di sole e di acqua per sopravvivere e non appassire. Per questo è molto importante iniziare a sottoporsi a controlli dell’udito attorno ai 50 anni.

Questo per tenere sotto controllo il tuo udito e intervenire il prima possibile nel caso in cui ci fosse un calo di udito grave. L’unica cosa disponibile che abbiamo è la prevenzione.

3. Conosci i tuoi bisogni: le tue abitudini quotidiane, le tue passioni, il tuo stare con gli alti

Per lavorare al meglio e aiutarti a recuperare il tuo udito, noi audioprotesisti abbiamo bisogno di avere più informazioni possibili riguardo il tuo stile di vita. Ad esempio se sei uno sportivo, sicuramente il tuo corpo suderà e l’apparecchio acustico dovrà essere in grado di resistere ad uno stato di umidità più elevato del solito.

Se sei appassionato di musica avrai bisogno di lavorare su alcune frequenze. Se ti piace uscire al ristorante o al bar avrai bisogno di lavorare sullo schiarire la voce e la comprensione delle parole, per avere delle conversazioni ottimali in mezzo a tanto brusio come al bar.

Ognuno ha le proprie esigenze uditive, ed è una componente fondamentale per scegliere l’apparecchio acustico migliore per te.

4. Informazione VS. Pubblicità: Quante volte ti è capitato di leggere “prova gratuita di 30 giorni?”

E magari promettono anche che una volta indossati tornerai a riprendere in mano la tua vita. Peccato non funzioni proprio così. E le aspettative che creano sono molto più elevate della realtà. Non ti dicono fin da subito che non sentirai tutti i suoni della tua vita. Anzi. Una volta uscito dallo studio con il tuo nuovo apparecchio avrai bisogno di tempo per abituartici.

Non è come un paio di cuffie per ascoltare la musica che appena le indossi iniziano a funzionare. La prova che viene ogni giorno pubblicizzata da molte multinazionali, non è una garanzia.

Una prova d’ascolto per vedere come funziona l’apparecchio può essere valida, ma ci vuole più di un mese prima di trovarsi bene con un apparecchio acustico.

Dall’indossarlo al cambiare le batterie. In un mese non c’è nessun beneficio. La prova è un arma a doppio taglio. Come il mio paziente sig. Aldo, con una prova andata male quando aveva 70 anni, a 90 si è ritrovato da me a cercare di risolvere il problema. Perché se dopo un mese non senti bene come ti avevano promesso, non li terrai quegli apparecchi. Ma perché non vieni seguito come paziente. Creando false aspettative.

5. Un apparecchio acustico non basta: è un aiuto importantissimo, ma non è la chiave della soluzione del tuo problema

Ad esempio se ti fratturi una gamba, dopo aver tolto il gesso hai bisogno di tempo per tornare a muoverla. Anche se compri la scarpa da ginnastica migliore al mondo, non ti basta acquistarle per tornare a camminare e a fare le camminate in montagna il weekend.

C’è bisogno di esercizio ed essere seguiti da un fisioterapista che ci indichi un programma corretto di riabilitazione alla camminata. Questo per far sì che tutti i muscoli che si sono indeboliti con la frattura ritornino a sostenere il peso del corso correttamente e non incorrere in altri danni, come quelli muscolari.scegliere l'apparecchio acustico miglioreLo stesso identico discorso vale per le tue orecchie, per il tuo udito. Per questo abbiamo sviluppato il metodo Clarivox®, il primo percorso di riabilitazione uditiva in Italia che sintonizza il tuo udito con gli apparecchi acustici.

Ci vogliono diverse fasi per recuperare al meglio il proprio udito. Inizialmente bisogna abituarsi a portare l’apparecchio. Successivamente andranno fatte delle regolazioni continue in quanto il nostro cervello comincerà a sentire quei suoni che non sentiva da tempo.

Ecco perché il lavoro dell’audioprotesista non si conclude alla consegna dell’apparecchio. Ma è da lì che inizia.

6. Affidati ad un professionista competente: fa molta più differenza che un apparecchio acustico

Non concentrarti quindi troppo sulla marca, modello o prezzo, perché non è quello che fa la differenza. Per scegliere il professionista giusto state attenti agli esami che vengono svolti nel centro audio protesico.

Accertarvi che venga fatta un anamnesi completa. L’audioprotesista non ti aggiusta l’orecchio, non ti dona un sostituto del tuo orecchio. L’apparecchio acustico amplifica i rumori ma non tutti migliorano le parole.

Ogni problema è unico. Ti aiuterà a sentire l’ambulanza se arriva e non farti perdere la patente. Ma prima di scegliere l’apparecchio acustico migliore per te, è importante capirne i limiti. Dovute all’esigenza uditiva.

Le qualità di un buon audioprotesista sono:

  • Empatia, capisce il problema del paziente
  • Non ha una soluzione facile e veloce, non ti parla di tecnologia sconti etc.
  • È trasparente sui risultati che puoi avere, creando un rapporto di fiducia per lavorare bene sulla riabilitazione
  • La durata dell’anamnesi, quanto studia il problema del paziente, quanti suoni capisce, quante parole, anche nel rumore anche se amplificato, se ci sono allergie o altri problemi di saluti che possono compromettere l’udito. Non trova una soluzione dopo aver guardato l’audiometria dell’otorino dopo dieci minuti.

7. Il prezzo: è una tua scelta

Ci sono vari modelli e l’audioprotesista può consigliarti, ma non obbligarti a scegliere un particolare modello o una certa fascia di prezzo. Qui entra in gioco la scelta del centro acustico. Certi centri hanno pozioni meno costose con sconti più elevati. Hai la possibilità di prendere gli apparecchi con la mutua se entri in determinati parametri.

Ma alla fine il risultato lo porta il centro e l’audioprotesista che hai scelto.

Un audioprotesista deve saper scegliere l’apparecchio acustico migliore per le tue esigenze uditive. Ed è con questo criterio che va scelto. In base agli obiettivi e le esigenze del paziente, non in base al prezzo –> qui trovi la nostra Guida.scegliere l-apparecchio acustico migliore Non in base alla prova gratuita di un mese. Certi centri acustici danno la possibilità di cambiare il tuo apparecchio anche dopo 3/4 mesi, se non ti trovi bene. Cercando altre soluzioni audio protesiche.

Un mese non basta per tornare a sentire meglio. Ricordati che per risolvere il tuo problema di udito ci sono tante variabili in gioco. Una soluzione immediata e veloce non esiste. Vanno fatti studi approfonditi. 

L’apparecchio acustico è un mezzo per far sentire il paziente meglio ma se il mezzo non va bene, perché ci siamo accorti che le esigenze cambiano o sono stati fatti più approfondimenti, allora va cambiato. 

A presto, 

dott. Francesco Pontoni 

P.s: abbiamo lanciato un podcast per sensibilizzare la sordità! Non sei sordo! Tutto quello che devi sapere sugli apparecchi acustici . Per sfatare i miti più comuni e risolvere tutti quei dubbi che si aggirano sul mondo degli apparecchi acustici, molto spesso demonizzati. Puoi ascoltare la versione video sottotitolata qui 

P.P.S: iscriviti al gruppo Facebook Non sei sordo! ed avrai la possibilità di condividere la tua esperienza con la sordità o quella di un tuo caro  

 

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