Sensibilizzare la sordità: un problema che può essere vissuto serenamente

di | 19 Giugno 2020

Se una persona con un problema di udito si recasse alla posta per una commissione, e diciamo che ad esempio fossimo in un paese Nordico, posso assicurarti che la prima cosa che direbbe all’impiegato delle poste sarebbe: “guardi che sento poco, mi parli più forte”. Qui in Italia invece la cultura è nascondere a tutti i costi la sordità, per la vergogna di passare per (perdonatemi il termine) vecchi e tonti.

Ma le persone che soffrono di un problema di udito o di sordità non sono vecchie. Né tanto meno tonte. La sordità colpisce tutti. Dal 80enne al 20enne. Anche i dati dagli ultimi studi del Censis, confermano che la soglia d’età delle persone che soffrono di un calo di udito (anche lieve) si sta sempre di più abbassando.

sensibilizzare la sordità

Per questo è importante sensibilizzare la sordità.

Un problema che può essere vissuto con serenità e positività. Non come una lettera scarlatta, o una disabilità. Lavoro in questo settore ormai da 25 anni e finalmente sto cominciando a notare i primi segni di cambiamento su come affrontare la sordità.

Il problema di udito per fortuna sta iniziando a essere percepito prima. Mentre 40 anni fa le persone non si sarebbero neanche approcciate ad affrontare il problema. Nel 1995, per la prima volta ho preso in mano un apparecchio acustico. Era un altro mondo. A quei tempi era considerato solo come un amplificatore di suoni, e se avevi un po’ di fortuna ti faceva sentire un po’ meglio.

Per questo veniva visto come una fregatura, un acquisto inutile. C’è da dire che la tecnologia 25 anni fa era ai minimi: all’interno di un apparecchio acustico non c’era tutta la complessità che troviamo ora, come ad esempio l’intelligenza artificiale.

L’audioprotesista inoltre era un autodidatta. C’erano dei corsi da poter seguire, ma non c’era un percorso di laurea specializzante. Era visto come un venditore porta a porta, e non come un operatore sanitario. Oggi esistono università che offrono questa specializzazione. E seppure qualche college rimane un po’ un venditore, l’approccio è molto cambiato. Non si vende più un apparecchio acustico e basta.

Negli anni abbiamo studiato un percorso di riabilitazione uditiva, Clarivox®, che permette al paziente, attraverso gli apparecchi acustici, di tornare a sentire meglio le parole, non solo i suoni. L’apparecchio è quindi come il bisturi per un chirurgo. Uno strumento con il quale operare sull’orecchio del paziente per risolvere un problema di udito.

Sensibilizzare la sordità: come ci può aiutare le tecnologia? 

Al giorno d’oggi il settore è cambiato ampiamente grazie anche alle grandi innovazioni tecnologiche. Un apparecchio acustico è sempre un amplificatore, ma che amplifica i suoi in modo selettivo. La tecnologia riesce a pulire a schiarire la voce nel rumore, nella confusione di un ristornate affollato. Non solo. Anche esteticamente è cambiato, da strutture retro auricolari di dimensioni decisamente appariscenti e antiestetiche; ad apparecchi discreti e facilmente nascosti dal taglio di capelli.  

Inoltre l’apparecchio acustico se accompagnato da un percorso di riabilitazione e sintonizzazione, come Clarivox®, può portare a risultati che 40 anni fa di certo non si vedevano. Questo metodo di lavoro, oggi ci permette di risolvere delle situazioni che altrimenti sarebbero tragiche. La tecnologia e la preparazione degli audioprotesisti ci permette di cambiare la vita delle persone per il meglio.

Sensibilizzare la sordità: l’accettazione psicologica gioca un ruolo fondamentale 

Un altro fattore da sottolineare nell’evoluzione di questo settore è l’accettazione psicologica. Indossare un apparecchio acustico non è una passeggiata, se te ne vergogni. Il cambiamento lo noto nei miei pazienti più giovani, che non optano più per soluzioni che nascondono l’apparecchio, ma scelgono colori vivaci. Certo, è ancora una minima parte.

sensibilizzare la sordità

Ma è anche grazie al loro aiuto, al cercare di non coprire l’apparecchio, ma di mostrarlo, ed essere fieri di portarlo, che può contribuire positivamente. Soprattutto verso quelle persone che si vergognano ancora. Che hanno un blocco psicologico. Che vogliono risolvere il problema ma hanno paura del giudizio degli altri.

Infatti quello che dico sempre ai miei pazienti è che in prima battuta si vede più la sordità che l’apparecchio acustico.

La persona che chiede di ripetere si nota maggiormente, ti fa capire che c’è un problema non risolto. Anche i famigliari giocano un ruolo importante nell’accettazione della protesi acustica. Ma molte volte vedo pazienti forzati da parenti o amici ad acquistare degli apparecchi acustici. Consulta la nostra guida ai prezzi qui.

E queste persone sbagliano. Non si può obbligare una persona. Perché il risultato sarà inconcludente. Mentre si riesce a lavorare bene con un apparecchio se il paziente lo accetta psicologicamente e non se ne vergogna, andando al di là delle sue insicurezze personali e del giudizio degli altri.

La riabilitazione è più scorrevole, quindi meno faticosa rispetto ad un paziente che fa resistenza e ancora non accetta il fatto di portare gli apparecchi. Vuole risolvere il problema, ma allo stesso tempo continuare a nasconderlo. Preferiscono prendere un apparecchio dello stesso colore di capelli, e nasconderlo con un taglio di capelli diverso.

Addirittura se hanno un incontro galante preferiscono non metterlo. Rallentano la riabilitazione sia a livello psicologico che tecnico, e allungano i tempi di adattamento all’apparecchio.

Ma cos’ha in serbo per gli apparecchi acustici il futuro?

A mio parare, l’apparecchio non migliorerà dal punto di vista estetico, ma puramente da quello tecnologico. Le migliorie verranno sicuramente apportate a livello di:

  • Pulizia del suono, quindi la voce verrà sempre di più schiarita, migliorando la comprensione delle parole nel rumore
  • Le batterie saranno sempre più efficienti, sia ecologicamente che a livello pratico

Le case produttrici nei prossimi anni si concentreranno su questo. Ma se vogliamo andare oltre e pensare al 2050, non credo che gli apparecchi acustici spariranno, ma saranno molto più efficienti. Se penso che negli anni ’90 si parlava di risolvere i problemi di udito attraverso le famose cellule staminali. Nel 2015 hanno aggiunto altri 20 anni per sviluppare questa alternativa. Ma dubito che tra 30 anni vedremo una cura alternativa ai problemi di udito, che non sia un apparecchio acustico.

tipi di apparecchi acustici

Come può aiutare la sordità un apparecchio acustico? 

Un apparecchio acustico per chi lo utilizza già, è quella cosa che gli dà la possibilità di riavvicinarsi agli altri, di non rimanere solo. È come ossigeno, come tornare a respirare. Tutte quelle persone anche con sordità non gravi, ma lieve, e che pensavano di arrangiarsi alzando un po’ la TV e perdendo qualche chiamata. Mi hanno confidato più volte quante sfumature dei suoni si perdevano. È come sentire in bianco e nero, con apparecchi acustici senti a colori, senti quello che hai perso. 

Se soffri di un problema di udito, quello che puoi fare è non aspettare troppo prima di agire. Molto spesso mi capitano pazienti che rimandano. Per questo cerco sempre di spiegare e avvertire quanto sia pericoloso per la propria salute aspettare. Ma questo in ogni ambito medico.

Ritengo importane che il paziente sia consapevole del rischio che corre aspettando dai 5 ai 10 anni prima d’intervenire.

Disabituarsi al suono è ancora un argomento che viene preso sottogamba. Il nostro cervello non sentendo più determinati suoni, tende a dimenticare determinate frequenze. Aree celebrarli spente non si riaccendono più. Un problema di udito diventa un problema di codifica del messaggio verbale. E voglio che tu sia consapevole di questo, se hai deciso di aspettare e rimandare a 5 o 10 anni. Una volta passati, non si torna più indietro.

L’apparecchio acustico ti aiuterà, ma con tanta più fatica. Intervenire al momento giusto è più importante dell’apparecchio acustico in se.

A presto, 

dott. Francesco Pontoni 

P.s: abbiamo lanciato un podcast per sensibilizzare la sordità! Non sei sordo! Tutto quello che devi sapere sugli apparecchi acustici . Per sfatare i miti più comuni e risolvere tutti quei dubbi che si aggirano sul mondo degli apparecchi acustici, molto spesso demonizzati. Puoi ascoltare la versione video sottotitolata qui 

P.P.S: iscriviti al gruppo Facebook Non sei sordo! ed avere la possibilità di condividere la tua esperienza con la sordità o quella di un tuo caro  

 

 

 

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