A cosa servono gli apparecchi acustici? Cosa c’è da sapere

di | 5 Dicembre 2019

Ti sei certamente chiesto almeno una volta a cosa servono gli apparecchi acustici e se dovrai utilizzarli. Magari sei passato di fronte ad un centro per l’udito, oppure tra un post e l’altro su Facebook  ti è comparsa una pubblicità per fare un controllo gratuito.

Ti sei reso conto anche dei diversi modelli di apparecchi acustici che vengono proposti sul mercato (a tal proposito, se vuoi avere la nostra guida al prezzo clicca qui ).

servono gli apparecchi acustici

La domanda che ti sei  sicuramente posto è “ Ma questi apparecchi acustici, mi faranno sentire meglio? Amplificheranno solo i suoni o mi faranno almeno capire un po’ meglio le parole?

Banalmente, potremmo sostenere che gli apparecchi acustici servano a far capire le parole.

In realtà, gli apparecchi più datati (che assomigliano agli attuali amplificatori acustici) non rispondono a questa definizione poiché amplificano tutti i suoni e offrono scarsi risultati sulle parole.

Mi sento di escludere quindi questo tipo di soluzioni dal concetto di apparecchio acustico e che di fatto vengono spesso gettati o abbandonati in un cassetto.

Certo, ci sono rari casi in cui questo tipo di soluzione potrebbe essere sufficiente, ma non rappresentano di certo la norma nella mia esperienza quotidiana.

In che modo il tuo orecchio percepisce i suoni? 

Prima di ritornare alla spiegazione riguardo a cosa servono gli apparecchi acustici e al loro funzionamento, devi considerare la funzione che svolge il tuo orecchio. Che non è farti sentire tutto ciò che ti circonda in maniera indistinta, ma selezionare determinati suoni.

L’udito sano ha una grande flessibilità

puoi capire quello che ti dicono in un ristorante affollato o durante un concerto con forti rumori. Oltretutto, se nel silenzio del cuore della notte senti un piccolo rumore, riesci subito a comprendere di che tipo di suono si tratta.

servono gli apparecchi acustici

Questo perché l’orecchio e il cervello lavorano assieme. Capiscono in che tipo di ambiente sonoro ti trovi, regolano la sensibilità dell’orecchio e attivano o meno la zona del cervello che associa il suono a un determinato significato.

Quando hai un problema d’udito questo meccanismo non funziona o si manifesta in maniera anomala. È quindi improprio chiamare protesi gli apparecchi acustici.

Quindi a cosa servono gli apparecchi acustici?

L’apparecchio acustico non sostituisce un organo. Ma sostituisce un funzionamento, ossia tutta la parte del tuo organismo che lavora per adattarsi nel modo migliore all’ambiente sonoro in cui si trova.

Che si tratti di rumori o parole, l’apparecchio acustico non ha il mero compito di amplificare e basta:

attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, l’apparecchio riconosce il contesto sonoro in cui ti trovi

che sia esso formato da suoni con valenza di linguaggio, suoni continui come il rumore del bus o suoni impulsivi come il rintocco delle campane. 

Le nuove tecnologie, fanno costanti valutazioni per trattare in modo diverso suoni verbali, rumori di fondo o suoni improvvisi come quello di una porta che sbatte.

Per concludere 

Ora che hai capito a cosa servono gli apparecchi acustici, mi preme aggiungere che la loro corretta sintonizzazione è quello che fa la differenza. Quella piccola accortezza che ti permette di capire meglio le parole. Con il nostro metodo innovativo Clarivox®, passo dopo passo, ti aiuteremo ad allenare il tuo udito a sentire meglio. 

Com’è successo per la signora Manuela e sua madre, che ci racconta la sua esperienza con gli apparecchi acustici e il percorso di sintonizzazione Clarivox® nel video qui di seguito.

A presto, 

dott. Francesco Pontoni

Autore del libro “Non sei sordo!”

servono gli apparecchi acustici

P.S.: Per capire le tue esigenze uditive, e tipi di apparecchi acustici adatti, una visita può durare anche 2/3 ore. Perciò se ci chiami abbi un po’ di pazienza: possiamo prenderci in carico al massimo 2 persone nuove per centro. Per questo motivo la nostra lista d’attesa è piuttosto lunga. Per seguirti nel miglior modo possibile, abbiamo bisogno di molte ore da dedicarti.

2 pensieri su “A cosa servono gli apparecchi acustici? Cosa c’è da sapere

  1. Massimo

    Salve dott. Pontoni, mi chiamo massimo e scrivo dalla Sardegna. Sono sordo dalla nascita e porto protesi acustiche sin dagli anni 70, oggi ho quasi 50 anni. Porto AA digitali da una decina d’anni circa, prima ovviamente analogiche e sono impiantato con cocleare a dx. (forse abbiamo avuto modo di parlarci qualche anno fa tramite messaggi e, grazie ad un forum di cui facevamo parte entrambi se non ricordo male) ho letto molto volentieri il suo blog e le varie risposte ai quesiti posti dai vari lettori. Volevo chiederle: ho letto più volte che la buona riuscita di abbinamento apparecchio acustico, recupero uditivo è dato in buona percentuale dal lavoro dell’audioprotesista e sono d’accordo ma, quali sono i criteri per scegliere un buon AP? Ho acquistato 4 anni fa una resound linx 2 (9) in un ottimo centro a Nuoro che oggi però ha chiuso e mantiene solo la sede principale a Cagliari a 200 km da casa mia. Quindi volevo orientare la scelta di un nuovo acquisto in un altro centro qui vicino, e qui la necessità di scegliere con tutti i criteri giusti. Vorrei passare all ‘AA ricaricabile, secondo lei oggi è veramente una soluzione che giustifica il maggior costo? La tecnologia del ricaricabile ha altri vantaggi oltre al risparmio del costo batterie? (peraltro poco incisivo visto c cv e ormai si possono reperire in internet a prezzi abbastanza modesti) e ancora: ho avuto modo di provare recentemente la phonak marvel 30 e mi sono trovato bene come praticità nella connessione ai vari dispositivi come telefono TV e altro che avviene in modo diretto senza accessori come accade sulle miei vecchi AA, ovviamente la timbrica è molto diversa (trovo più naturale e dolce il suono della resound) e mi sembra anche più potente come volume almeno sempre paragonata alla mia resound di vecchia generazione (adesso c’è la linx 4 che dovrei provare a breve appunto qui in un centro a Nuoro. La ringrazio sin da adesso per le risposte che vorrà darmi e mi scuso se mi sono dilungato, mi complimento con lei per l’ottimo lavoro svolto nelkinformare e nel pridigarsi per la nostra categoria spesso purtroppo molto debole e disinformato. La saluto a presto.

    Rispondi
    1. Francesco Pontoni Autore articolo

      Buonasera e molto piacere, le rispondo qui sotto punto per punto

      Salve dott. Pontoni, mi chiamo massimo e scrivo dalla Sardegna. Sono sordo dalla nascita e porto protesi acustiche sin dagli anni 70, oggi ho quasi 50 anni. Porto AA digitali da una decina d’anni circa, prima ovviamente analogiche e sono impiantato con cocleare a dx.

      Quindi possiamo dire che ha un’esperienza importante nel mondo degli apparecchi acustici e impianti.

      (forse abbiamo avuto modo di parlarci qualche anno fa tramite messaggi e, grazie ad un forum di cui facevamo parte entrambi se non ricordo male)

      Non ho ricordi precisi ma può tranquillamente essere. Immagino fosse “i sordi forum”.

      ho letto molto volentieri il suo blog e le varie risposte ai quesiti posti dai vari lettori. Volevo chiederle: ho letto più volte che la buona riuscita di abbinamento apparecchio acustico, recupero uditivo è dato in buona percentuale dal lavoro dell’audioprotesista e sono d’accordo ma, quali sono i criteri per scegliere un buon AP?

      Dovrei fare un articolo a riguardo, anzi lo farò presto e glielo manderò via mail. E’ un argomento vasto. Purtroppo non è facile anche perché la maggior parte delle volte, ahimé, va scelto il “meno peggio”. Non voglio parlare male dei colleghi ma purtroppo ce ne sono pochi veramente bravi, capaci di fare la differenza. La maggior parte segue i software, le statistiche, quello che insegnano. Il professionista oggi giorno difficilmente ascolta realmente la persona e va a fondo del problema. Spesso ci si limita con “più di così non si può”, quando in realtà ci sono ancora importanti margini di azione. Sono cose che vedo ogni giorno.

      Ho acquistato 4 anni fa una resound linx 2 (9) in un ottimo centro a Nuoro che oggi però ha chiuso e mantiene solo la sede principale a Cagliari a 200 km da casa mia.

      Ho un’audioprotesista che lavorava in quella azienda, ne ho sentito parlare.

      Quindi volevo orientare la scelta di un nuovo acquisto in un altro centro qui vicino, e qui la necessità di scegliere con tutti i criteri giusti. Vorrei passare all ‘AA ricaricabile, secondo lei oggi è veramente una soluzione che giustifica il maggior costo?

      Assolutamente no. Nel senso che, non le consiglio di fare un cambio solo e solo per il ricaricabile. Le spese vanno fatte per sentire meglio.

      La tecnologia del ricaricabile ha altri vantaggi oltre al risparmio del costo batterie?

      Ovviamente no. Anzi, ha anche dei limiti in quanto se le finisce la batteria alle 18 di pomeriggio è finita, non può cambiarla. È comoda per tanti versi ma non si fa un cambio solo per questa tecnologia accessoria.

      (peraltro poco incisivo visto c cv e ormai si possono reperire in internet a prezzi abbastanza modesti) e ancora: ho avuto modo di provare recentemente la phonak marvel 30 e mi sono trovato bene come praticità nella connessione ai vari dispositivi come telefono TV e altro che avviene in modo diretto senza accessori come accade sulle miei vecchi AA, ovviamente la timbrica è molto diversa (trovo più naturale e dolce il suono della resound)

      Dipende dall’impostazione data dall’audioprotesista. E qui torniamo sul discorso che l’audioprotesista fa la differenza

      e mi sembra anche più potente come volume almeno sempre paragonata alla mia resound di vecchia generazione (adesso c’è la linx 4 che dovrei provare a breve appunto qui in un centro a Nuoro. La ringrazio sin da adesso per le risposte che vorrà darmi e mi scuso se mi sono dilungato, mi complimento con lei per l’ottimo lavoro svolto nelkinformare e nel pridigarsi per la nostra categoria spesso purtroppo molto debole e disinformato. La saluto a presto.

      Troppo gentile, a presto!

      Rispondi

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