La guida definitiva per affrontare al meglio la sordità

di | 14 Giugno 2021
La sordità, conosciuta anche come perdita dell’udito (o in termine medico “ipoacusia”), è la difficoltà nell’udire o l’impossibilità totale di utilizzare questo senso. Questa condizione viene troppo spesso associata alla vecchiaia, quando in realtà colpisce tutte le fasce d’età.

Infatti un problema di udito può sorgere per diversi motivi, ad esempio: 

  • fattori genetici (qui avviene già dall’infanzia) 
  • traumi fisici (può accadere a qualsiasi fascia d’età, per esempio non tutti sanno che l’attrice Halle Berry è diventata sorda a causa di un trauma cranico)
  • lavori “troppo rumorosi”(può succedere agli operai, a persone che lavorano per le forze armate, ma anche a chi lavora in ambienti con rumore di fondo con gli asili o i bar) 
  • esposizione a rumori per tempo prolungato (amanti di concerti rock, o della musica sparata a tutto volume dalle cuffie) 
  • diabete, problemi alla tiroide o problemi cardiovascolari e circolatori aumentano a loro volta il rischio di sviluppare un problema di udito 
  • effetti collaterali di alcuni farmaci 
  • complicanze dovute a infezioni virali 

Ecco i principali motivi per i quali non devi pensare che solo una persona di 80 anni può soffrire di un calo di udito. Non a caso in Italia sono 7,3 milioni le persone che convivono con un problema di udito, pari al 12% della popolazione italiana. Ma guardiamo questi numeri più a fondo nel grafico qui sotto: 

Infatti nessuna fascia d’età è esclusa: il 10% appartiene alla classe d’età 13- 45 anni, il 25% chi ha dai 61 agli 80 anni, e infine il 50% è composto dagli over 80

Grazie ai dati forniti dall’Associazione Italiana Ricerca Sordità, possiamo avere un’idea chiara di quella che è la reale situazione dei problemi di udito in Italia. E no, non solo i nonni ne soffrono.

Comunicazione e capacità cognitive 

La sordità è un problema di salute che va trattato il prima possibile e non trascurato. Purtroppo capita troppo spesso che le persone si nascondano dietro a un dito, ignorando o posticipando la risoluzione del problema.  In Italia una persona aspetta in media dagli 8 ai 10 anni prima d’intervenire. Senza sapere a che rischi di salute può andare incontro, come ad esempio favorire in chi ne soffre, il progredire di Alzheimer e demenza senile. Come influisce la sordità sulla vita delle persone? Ne parla anche il neurologo Ferdinando Schiavo dell’ospedale di Udine, autore di “Malati per forza”: 

 «La sordità è un fenomeno progressivo, bilaterale e spesso silenzioso. Un fenomeno di cui spesso i soggetti colpiti sono inconsapevoli, pur vivendo con difficoltà la comunicazione con gli altri. Aumenta l’insoddisfazione per la propria vita, diminuisce il coinvolgimento in attività sociali e rapporti interpersonali». 

Come una pianta che si nutre di acqua e di luce per sopravvivere, così è anche il nostro cervello che si sviluppa grazie ai suoni e alle parole. 

Recenti studi internazionali hanno confermato la connessione tra problemi di udito (o ipoacusia) e accelerazione del declino cognitivo (soprattutto tra i soggetti che dimostravano già i primi segni di demenza). Questo rischio, come sottolineato dal dott. Schiavo, deve indurci a porre più attenzione nei confronti del nostro udito. Non diamolo per scontato e riserviamo almeno la stessa cura che abbiamo per le difficoltà visive.

Quali sono i primi campanelli d’allarme? 

Può succedere da un giorno all’altro. Guardando la TV cominci a non sentire più tanto bene quello che il presentatore dice e allora alzi sempre un po’ di più il volume. La musica che ascolti alla radio non è più così nitida come una volta. Bere un caffè al bar è diventato frustrante, perché ti devi concentrare a leggere il labiale del cameriere per capire quello che ti sta dicendo. E magari pensi “ma com’è che tutti hanno iniziato a mangiarsi le parole e a parlare a voce bassa? Mi vogliono fare forse una sorpresa? Ma il mio compleanno è già passato…”

La sordità è una condizione invalidante. Ma ciò non significa che non si possa affrontare e conviverci in modo sereno. 

“Molte persone usano più energie per parlare dei problemi di quante non ne utilizzino per risolverli.”

(Henry Ford)

Purtroppo molte persone aspettano tanto tempo prima di affrontare il proprio problema di udito. Molto spesso sono bloccate dall’impossibilità di convivere con questo problema in modo sereno.

Non a caso in Italia delle 7,3 milioni di persone che convivono con un problema di udito, solo il 29,5% utilizza gli apparecchi acustici. 

Le conseguenze di un problema di udito non trattato, come visto in precedenza sono: il rischio di demenze, isolamento, solitudine e depressione. 

Tutto questo si può affrontare, mettendo da parte il pudore e affrontando con coraggio un problema per il quale esiste una soluzione, che consente di vivere una vita piena di ricordi, suoni e parole.

Che differenza c’è tra sordità sviluppata in età infantile e quella in età adulta?

sordità

L’udito è uno dei primi tasselli dello sviluppo delle nostre capacità cognitive. I bambini iniziano a sentire i suoni dal ventre della madre, ed è sempre grazie ai suoni e alle parole che imparano a riconoscere i genitori. Oltretutto l’udito assieme alla nostra bocca fa parte dei principali metodi di comunicazione e interazione con gli altri. Ecco perché un problema di udito diagnosticato alla nascita andrà a influire sulla capacità non solo di apprendimento ma anche di comunicazione della bambina o bambino.

I segnali di perdita uditiva in un neonato 

  • non reagisce ai suoni forti
  • non ricerca o non individua la fonte di origine del suono 
  • ha smesso di provare a fare versi ed emettere suoni 
  • fa ancora versi ma non progredisce nel linguaggio 
  • non reagisce alle voci, neppure quando lo si prende in braccio 

I segnali di perdita uditiva in un bambino

  • non segue semplici comandi come “prendi quel giocattolo” o non comprende semplici istruzioni 
  • manifesta problemi di comunicazione e frustrazione nell’esprimersi 
  • è in ritardo rispetto ad altri bambini della stessa età nel linguaggio e comunicazione 
  • si affida alla lettura labiale 
  • è spesso stanco e necessita di molta concentrazione per comprendere le conversazioni 

Qual è il primo passo da fare per tenere in salute l’udito? 

Rivolgersi a un équipe medica. Nel caso del bambino il percorso partirà dal pediatra mentre per un adulto bisognerà rivolgersi a un Otorino. Saranno questi specialisti a individuare il tipo di perdita uditiva e indicare il miglior percorso da seguire per risolvere il problema. Potrebbe quindi trattarsi di sordità da trattare con impianto cocleare o con apparecchi acustici (a volte entrambi, non nello stesso orecchio, ovviamente). 

Anche recandoti in un centro acustico potrai fare gratuitamente un controllo dell’udito e ricevere consigli preziosi sulla tua situazione uditiva. Scopri come prenotando una visita dell’udito senza impegno cliccando qui.

A presto!

Dott. Audioprotesista Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

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