Primi apparecchi acustici: “Sento i suoni distorti e le voci basse”

di | 14 Aprile 2022

suoni distortiHai appena indossato gli apparecchi acustici e ti stai chiedendo se è normale sentire tutti i suoni distorti e le voci basse?

Prima di salire in macchina e fiondarti di corsa in centro acustico infuriato e pronto a restituire gli apparecchi appena acquistati, fai un bel respiro, conta fino a 5 e leggi questo articolo. 

È una reazione normale, perché tutti vogliamo tutto e subito. Ma lo sai anche tu, meglio di me, che invece la storia è diversa. Per raggiungere qualsiasi risultato bisogna sempre, almeno un po’, faticare. E di solito ne vale sempre la pena. Lo stesso identico ragionamento dobbiamo farlo per gli apparecchi acustici. È normale durante le prime settimane di utilizzo, fare pratica con questi nuovi dispositivi alle orecchie, sentendo anche alcuni suoni distorti. Non sono come degli auricolari per ascoltare la musica, che indossi e senti subito. E non sono nemmeno come gli occhiali che appena li metti vedi tutto a fuoco. 

Abbassa le aspettative

Partiamo dal fatto che non ti devi aspettare tutto subito. Non aspettarti cose che all’inizio non potrai raggiungere. Non pensare “ecco, ora che ho messo gli apparecchi sentirò come una volta”,  non funziona così. Soprattutto se hai aspettato tanti anni prima di intervenire sul problema di udito. Il tempo è il fattore più importante. Più si aspetta più lo sforzo per ottenere risultati sarà maggiore. Questa fatica in più è data dal fatto che il cervello si abitua a sentire poco e male. Il nostro orecchio è come un imbuto: raccoglie i suoni che poi vengono filtrati e inviati dalle cellule cigliate al nostro cervello, che ha il compito di elaborare i suoni, riconoscerli e codificarli in parole. 

La parte che si danneggia con il tempo, o a causa dell’esposizione a rumori troppo forti, è quella delle cellule cigliate. Non riescono più a trasmettere un segnale nitido al cervello, per questo motivo se hai un problema di udito non riesci a capire le parole. Inoltre, molti studi recenti hanno confermato il rischio di sviluppo di malattie come Alzheimer e demenza senile. Sento ogni giorno storie di persone che hanno aspettato anche più di 10 anni prima di prendere la decisione di indossare gli apparecchi acustici e tornare a sentire senza frustrazioni. 

Il cervello ha bisogno di tempo

È purtroppo una storia comune a molti: il problema di udito all’inizio è quasi impercettibile, non sai di averlo, nella maggior parte dei casi. Giorno dopo giorno il tuo udito si indebolisce, e il tuo cervello si adatta a capire sempre meno. Si inizia dal sentire meno la TV, finché chiedi alle persone di ripeterti le cose 10 volte. Si arriva fino al punto in cui si tocca il fondo, e lì si decide di intervenire.

Ma come spiegavo in precedenza, il nostro cervello farà ora il doppio della fatica. Provo a spiegartelo prendendo per esempio una banale frattura al braccio. La soluzione più ovvia è andare in pronto soccorso e farsi mettere un bel gesso. Dovrai indossarlo più o meno un mese. Cosa succede al tuo povero braccio ingessato? Perde tonicità muscolare e mobilità. Per questo una volta tolto il gesso c’è bisogno di una riabilitazione strutturata fatta su misura da un fisioterapista. Così da muovere nuovamente il braccio liberamente e senza sforzi, riprendendone le funzionalità. Se giochi a tennis, non avrai le stesse movenze di prima.

Ti servirà un allenamento specifico per tornare a performare in campo. 

Adesso mettiamo caso che quel braccio debba essere ingessato per un anno. Cosa succederà? Non muoverai più il braccio come una volta, probabilmente, e ci vorranno mesi per riabilitare i muscoli e i movimenti. Facciamo ora un caso estremo: togli il gesso dopo 10 anni! Anche con tutta la fisioterapia del mondo, sarà difficile che il braccio torni ad essere quello di prima. 

Ecco perché se hai un problema di udito che non stai affrontando da più di 10 anni, sarà molto faticoso recuperare le capacità uditive perse in questo periodo di tempo. Bisogna iniziare un percorso lungo e dare tempo al cervello di riadattarsi ai suoni che non sentiva da tempo, cercando di capire che potrebbe sentire alcuni suoni distorti o le voci più basse.

Non avere fretta di recuperare il tuo udito

Bisogna aver pazienza e bisogna affidarsi a dei professionisti dell’udito, gli audioprotesisti, preparati, che lavorino in modo strutturato, per riabilitare il tuo udito. 

Ecco perché non ti devi aspettare nulla da una semplice prova di 30 giorni, mettendo in conto la possibilità di affrontare problemi come la percezioni di suoni distorti. Perché non bastano per abituarsi ad un nuovo modo di sentire. La prima cosa infatti che il tuo cervello cercherà di codificare sono i suoni e i rumori. Mentre riabituare il cervello a codificare le parole con in sottofondo i rumori sarà difficile da ottenere in breve tempo. Questo perché come spiegato in precedenza, ciò è causato da un degrado delle capacità cognitive, che se non stimolate si “spengono”. C’è bisogno di affrontare un percorso realizzato su misura per il tuo udito. Per questo con i miei collaboratori ho creato Clarivox®, il percorso di riabilitazione acustica che sintonizza il tuo udito con gli apparecchi acustici più adatti alle tue capacità uditive. 

Per fare un altro esempio, se vai in Cina riconoscerai i rumori e i suoni come la macchina che passa, la porta che sbatte, il cane che abbaia. Ma se ti parla una persona in cinese non capisci il significato di quelle parole, perché il tuo cervello non le sa codificare. Quando c’è un problema di udito c’è una situazione simile, l’audioprotesista dovrà quindi aumentare il volume piano, piano, dando il tempo al cervello di adattarsi. 

Quindi posso confermare che:

è normale sentire i suoni distorti e bassi, all’inizio di un percorso con gli apparecchi acustici. 

Non ci si può aspettare tutto e subito. Il modo corretto è affrontare un percorso di riabilitazione acustica, guidato da un audioprotesista professionale e qualificato che sappia adattare gli apparecchi alla perdita di udito. E ricorda che le tue capacità uditive sono uniche, la riuscita della riabilitazione dipende dal tipo di perdita uditiva. 

A presto!

Dott. Audioprotesista Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

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