Per migliorare l’udito, conta di più il centro acustico o il tipo di apparecchio?  

di | 17 Giugno 2021
Lo ammetto, è una domanda molto difficile. Così difficile che pure parlando con i miei colleghi audioprotesisti vengono fuori risposte molto differenti fra loro. Non per cattiveria o per vedute totalmente differenti, ma semplicemente perché è una di quelle domande che non si pone mai nessuno. E apre tanti, tanti scenari.

Questa domanda l’ho fatta come test all’interno dei mio staff, sia agli audioprotesisti, che ai tirocinanti e alle responsabili del front office. Sempre la stessa storia. Un mare di confusione, di idee e di riflessioni. Alla fine la risposta è sempre il grande classico dei classici: “dipende”. 

Certo, se hai un problema di udito, per cercare di gestirlo e “risolverlo” nel miglior modo possibile effettivamente ce ne sono tanti di “dipende”. Oggi però ci tengo a fare qualche riflessione con te, con l’intento di passarti qualche concetto che reputo importante per capire come affrontare la tua ipoacusia.

La prima cosa che posso dirti, e che ti farà rimanere scettico, è che la maggior parte:

  • dei pazienti neofiti, che si affacciano per la prima volta in questo mondo, non si pongono molte domande. Vogliono semplicemente “un apparecchio acustico che non si veda”. Sono convinti che gli risolverà tutti i problemi
  • dei pazienti con più esperienza vuole assolutamente “sentire meglio”. Per farlo credono di aver bisogno del “giusto apparecchio acustico”, se non “il migliore
  • dei professionisti dell’udito reputano importante la scelta del tipo di apparecchio acustico per raggiungere il risultato finale, ma come uno strumento 

Puoi già capire come tre tipologie di persone diverse vedono l’apparecchio acustico in maniera diversa. C’è chi dà per scontato che funzionerà non appena indossato (purché non si veda), chi è convinto che acquistare il migliore vuol dire un udito perfetto, e chi lo reputa uno strumento che porta ad un risultato finale.

Gli apparecchi acustici non bastano per farti sentire meglio.

Per tanti motivi.

Prima di tutto devi sapere che l’apparecchio acustico in sé, non fa assolutamente nulla. Questo non significa che non serve a niente, assolutamente no! Ma che questo strumento tecnologico ha bisogno di una persona che abbia studiato e che sia specializzata nel farlo funzionare. 

Facciamo finta che tuo figlio ti viene a trovare a casa questo pomeriggio e con sé ha una scatola. La apri e all’interno trovi dei nuovi e fiammanti apparecchi acustici di ultima generazione. Inserisci le batterie e li indossi. Con grande stupore ti accorgi che non senti assolutamente nulla di diverso: “ecco, lo sapevo io che non servono a un bel niente questi apparecchi, sono solo una fregatura!”. 

In verità non senti assolutamente nulla di diverso perché ogni tipo di apparecchio acustico deve essere “programmato”. Cosa significa? La tua perdita di udito non è standard, quindi un apparecchio che va bene per tutti non esiste, e se esiste è una fregatura. Da chi puoi farti programmare l’apparecchio? Da un tecnico audioprotesista, l’unica figura professionale specializzata che ha le competenze e le conoscenze adeguate per farlo.

Infatti gli apparecchi acustici vanno programmati secondo tantissimi criteri, come ad esempio: 

  • Quanto riesci a sentire
  • Quante parole capisci
  • A che volume iniziano a darti fastidio i suoni/rumori
  • La conformazione del tuo orecchio
  • La tua storia acustica (qual è la storia delle tue orecchie? Hai perso l’udito all’improvviso o nell’arco di 40 anni?)
  • Le tue abitudini acustiche (vivi nel silenzio tutto il giorno o sei 15h al giorno all’interno di un ristorante chiassoso?)
  • Le tue “capacità tecnologiche” (ti piace utilizzare uno smartphone o è il tuo incubo peggiore?)
  • Le tue motivazioni
  • Le tue esigenze

In base alle risposte che emergono si può programmare l’apparecchio in centinaia di migliaia di sfumature e ti assicuro che cambiando qualche piccolo parametro puoi passare dal sentire “benissimo” al “molto male”.

Questa responsabilità di “programmazione” se la prende il tecnico audioprotesista, ma non è finita qui! Tu pensi che questa programmazione vada bene sempre. Ma non è così! Come mai? Perché dipende dal nostro cervello che elabora i suoni e le parole. Infatti nel tempo il tuo cervello si abituerà a sentire in una nuova modalità (più forte e più chiara rispetto a quella cui eri abituato) e pian piano l’audioprotesista dovrà riprogrammare gli apparecchi acustici per farti sentire sempre meglio. Il cervello è un organo che va allenato costantemente come un muscolo.

L’apparecchio acustico quindi ha un ruolo secondario quando inizi ad aggiungere tutte le variabili di cui abbiamo appena parlato. La stessa tecnologia può farti sentire sia bene che male, questo perché un audioprotesista magari ha tralasciato qualche parametro, mentre un altro tecnico ha programmato tutto alla perfezione in base alle tue richieste. 

Quanto è importante il tipo di apparecchio acustico?

Certo che l’apparecchio acustico è importante. E va scelto accuratamente. I miei consigli a riguardo: 

  • L’audioprotesista deve scegliere il giusto tipo di apparecchio (apparecchio esterno, interno…)
  • Utilizzare solo le migliori marche, quelle più evolute, più affidabili
  • Cercare di utilizzare le ultime famiglie tecnologiche, quelle più recenti

Quando queste premesse sono soddisfatte allora siamo sulla giusta strada. È ovvio che a questo punto una marca potrebbe essere leggermente migliore di un’altra ma con l’avanzamento tecnologico degli ultimi anni, la maggior parte dei centri acustici offrono ottime tecnologie. Sarà compito del tecnico audioprotesista scegliere quella più idonea a te.

Ma tra una marca e l’altra, cambia relativamente poco. È difficile che un tecnico audioprotesista ti faccia sentire benissimo con una soluzione e malissimo con un’altra.

Ci possono essere queste differenze se scegliamo una tecnologia datata, vecchia di 5-10 anni. Magari possiamo avere delle differenze importanti se scegliamo delle marche secondarie. Allora sì che il tipo di apparecchio può fare la differenza. Come la può fare (in negativo) se viene scelta la tipologia errata…

Quindi a cosa devi fare attenzione per risolvere il tuo problema di udito? 

Alle due componenti che possono aiutarti a ritrovare il tuo udito: 

  • la scelta del tipo di apparecchio acustico, che deve essere “idoneo”
  • la bravura e competenza dell’audioprotesista, che può e fa realmente la differenza.

Anche se l’ho già detto devo ripeterlo: a parità di tecnologia due audioprotesisti diversi possono portare a risultati totalmente differenti. Tienilo sempre bene in mente una volta che varchi la soglia di un centro acustico, se vuoi risolvere nel miglior modo possibile il tuo problema di udito.

La terza macro-variabile che va tenuta in considerazione: il centro acustico

Il centro acustico è quella variabile che NESSUNO tiene mai in considerazione, o almeno non in maniera volontaria. Il centro acustico rappresenta in sostanza l’intero sistema di lavoro, in positivo e negativo.

Qualche esempio per capirci meglio:

  • ci sono centri acustici che non credono (o non vogliono credere) sia opportuno lavorare su appuntamento. La frase tipo è “se ha bisogno mi chiami”
  • Al contrario ci sono altri centri che impongono degli appuntamenti periodici per verificare che il tuo udito sia OK e per fare una manutenzione delle protesi
  • E ce ne sono altri che non si fermano a ciò e hanno un vero e proprio percorso di riabilitazione acustica da seguire

A parità di tecnologia e di audioprotesista posso assicurarti che in tutti questi possibili scenari avrai una soddisfazione finale totalmente differente. Altre caratteristiche che differenziano i vari centri acustici: 

  • Ci sono centri che impongono la prova degli apparecchi di un mese, altri che la vietano e altri ancora che “valutano di caso in caso”
  • Alcuni centri sono organizzati per dare degli apparecchi sostitutivi al bisogno e altri meno
  • Altri sono organizzati con un reparto interno di riparazioni
  • Qualche centro è attrezzato meglio di un ospedale all’avanguardia mentre altri lavorano solo con un computer
  • Certe realtà formano e aggiornano continuamente (e seriamente) tutta l’équipe mentre altre sono rimaste “all’età della pietra”
  • In certi sistemi dovrai abituarti a vedere ogni volta un audioprotesista diverso mentre in altri avrai un professionista che ti seguirà a vita 

Ho esagerato (ma non troppo) negli esempi per farti capire il concetto. Questo perché il centro acustico a cui deciderai di rivolgerti sarà fondamentale per il tuo udito e per ottenere risultati soddisfacenti.

Quanto importante il centro acustico e l’apparecchio? Dipende. 

Ma se proprio devo espormi, per semplificare, posso dirti che la tua soddisfazione finale sarà data al:

  • 20% dagli apparecchi acustici (se i criteri visti prima sono rispettati ovviamente)
  • 40% dall’audioprotesista
  • 40% dal centro acustico

Per farti un’idea, se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di fare un controllo dell’udito per capire in che modo opera l’audioprotesista che hai di fronte. Puoi prenotare una visita dell’udito senza impegno cliccando qui.

A presto!

Dott. Audioprotesista Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

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