Perché non ti servono gli apparecchi acustici per tornare a sentire meglio

di | 4 Marzo 2021

Non sono impazzito. Ora vi spiego perché ho scelto questo titolo. 

tornare a sentire meglio

Siamo nel 2021, le tecnologie e lo sviluppo tecnologico si evolvono in maniera esponenziale; tanto per fare un esempio qualche anno fa si comprava un’unità di memoria di 100 Giga byte a 190 euro con le dimensioni di una scatola di cioccolatini. Ieri su Amazon ho acquistato un portachiavi USB con 64 Giga byte a 8 euro! 

Di pari passo lo sviluppo e la ricerca in campo medico sanitario avanza con la stessa accelerazione, gli esempi sono costantemente pubblicati dai mass media. Che pubblicano talvolta esagerando notizie di ogni tipo. Dall’era dell’informazione siamo passati all’era della disinformazione. 

Soprattutto in questi periodi di emergenza sanitaria se ne sentono di tutti i colori: notizie positive, negative, opinioni negazioniste, fino a quelle proibizioniste. Dare fiducia a quello che leggi sui giornali, che senti in TV o che vedi sui social network, sta diventando qualcosa di veramente impossibile. Viene da pensare “Ma sarà vero quello che dicono?”.

La stessa identica cosa avviene nel mondo degli apparecchi acustici

Le pubblicità che si vedono per televisione o sul giornale fanno trapelare sempre lo stesso messaggio: “Tornare a sentire meglio: compra l’apparecchio acustico da noi e dal giorno dopo la tua vita cambierà”

Ora, per carità, il fine a volte giustifica i mezzi. E se il fine è quello di fare qualcosa di buono per migliorare la vita di qualcuno allora posso essere anche d’accordo. Purtroppo però non è così, e lo scopriamo proprio quando viene proposta la prova gratuita  dei 30 giorni. E lo scopriamo anche quando viene fatta la promessa di tornare a sentire meglio la voce dei propri cari il giorno stesso in cui usciamo con gli apparecchi dal centro acustico. 

Sono proprio questi due messaggi che ci fanno capire che gli scopi sono solo commerciali,  pura vendita e il problema di udito delle persone diventa un’occasione per fare business. 

Tutti promettono la stessa cosa: “Ritornerete a sentire il gatto che fa le fusa. Come? Con una soluzione moderna: ora l’apparecchio è invisibile e non dovrete più vergognarvi”. 

Scusate la schiettezza di queste parole ma voglio proprio farvi capire su cosa fanno leva questi esperti di marketing. Questo slogan racchiude tre bugie, una per ogni promessa:  

1. Il giorno  stesso in cui esci da un centro con il nostro apparecchio acustico puoi tornare a sentire meglio 

Magari fosse così! Chi fa una promessa di questo genere sa benissimo che è impossibile. Un  percorso di riabilitazione e di adattamento protesico va dai tre ai 14 mesi. Perché così tanto tempo? Te lo spiego subito; immagina di essere chiuso in una stanza buia per una settimana. Il tuo occhio si abitua a quella situazione per vedere di nuovo il mondo al buio. Dopo che si è abituato a questa nuova condizione, non puoi spalancare la finestra o accendere di colpo la luce. Dovresti iniziare con una piccola lucina per far abituare l’occhio. Non significa vedere bene, ma è un inizio. Poi mano a mano che ci si abitua a vedere con quella luce, si può accendere un’altra piccola luce e via così. 

Lo stesso concetto vale per le tue orecchie. Sono quella parte del nostro corpo che ha la funzione di percepire i suoni come una sorta di microfono. Invece è il cervello che elabora i suoni e dà un senso alle parole. Ed è proprio il cervello che si adatta per anni, e cerca di compensare il vostro calo di udito. Ecco perché non devi pensare di tornare a sentire meglio dal primo giorno. 

2. L’ultima novità per te è l’apparecchio acustico “invisibile”

Questo è un altro specchietto per le allodole. Infatti 8 persone su 10 arrivano in studio chiedendo quegli apparecchi acustici. Ma non sanno che in Italia solo il 10% degli apparecchi acustici forniti dai centri audioprotesici sono nella versione endoauricolare, quelli “invisibili” che vedi alla televisione. “Come mai?” ti chiederai. Dipende dal tipo di perdita uditiva. Infatti non tutti sanno che i cali di udito dovuti all’età hanno un tipo di problema che riguarda soprattutto i suoni acuti.

Ecco, con questo tipo di calo uditivo la scelta migliore è quella di utilizzare un apparecchio acustico che lasci libero l’orecchio facendolo “respirare”. Questo tipo di soluzione viene chiamata in gergo tecnico open-fit e in questi casi regalano un audio molto più naturale; a parità di prestazioni questi apparecchi sono molto più confortevoli e leggeri da indossare di un apparecchio acustico endoauricolare (“invisibile”). Ci sono anche altre controindicazioni. Ma l’importante è capire su cosa fanno leva queste pubblicità, in modo da poter fare una scelta consapevole. 

3. La terza e ultima bugia è la vergogna

Il consiglio che posso dare è di concentrarsi sulla qualità di ascolto e sulla comodità, in quanto vi assicuro che si nota di più la sordità che l’apparecchio acustico. Ti do un consiglio a questo punto: non chiedere qual è l’apparecchio acustico migliore per te o che si vede di meno, ma qual è il protocollo protesico più adatto a te. Se il tuo Audioprotesista non lo sa, allora chiedi che strategia ha pensato per te per migliorare il tuo udito, oltre a venderti gli apparecchi acustici. 

Ti faccio un altro esempio in ambito sanitario: problema al ginocchio. Il fisioterapista è consapevole che ci vorrà una riabilitazione di 8 mesi per riuscire a camminare da soli. Ma invece ti propone di provare per un mese un tutore per il tuo ginocchio. Qual è il risultato? Quello che succede quotidianamente a centinaia di persone in Italia: riconsegni il tutore dopo un mese. Mandi a quel paese quel fisioterapista e rimani zoppicante per almeno 5-6 anni. Con il risultato che hai perso molto tempo, il problema al ginocchio si sarà cronicizzato, non avrai avuto alcun beneficio con il tutore al ginocchio. 

La mia domanda ora è questa

Chi risarcirà tutte quelle persone che sono state prese in giro con la promessa che  la prova di un mese restituirà loro gli anni rubati? Faccio appello alla coscienza dei miei colleghi. 

Caro lettore, ci sono delle garanzie sicuramente migliori della prova di un mese; se hai qualsiasi dubbio e non sei convinto allora significa che non sei pronto ad affrontare questo percorso.

Per carità, fare un test ti può servire per abbattere l’impatto psicologico che può avere l’utilizzo di un apparecchio acustico. Puoi anche utilizzare questo metodo ma non credere di avere alcun beneficio. E non pensare di tornare a sentire meglio da subito, come professato dalle pubblicità. Per i primi tempi devi fare i conti con le piccole problematiche che possono riguardare l’utilizzo di un nuovo strumento: ovvero saper inserirlo, toglierlo, gestirlo, tenerlo pulito, cambiare le batterie, eccetera.

Per questo è necessario un percorso chiaro di riabilitazione acustica. Se vuoi saperne di più prenota un controllo dell’udito senza impegno qui

A presto!

Dott. Francesco Pontoni

Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

 

P.S. Se non sai qual è il prezzo degli apparecchi acustici ti consiglio di scaricare la nostra GUIDA AL PREZZO

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4 pensieri su “Perché non ti servono gli apparecchi acustici per tornare a sentire meglio

    1. Francesco Pontoni Autore articolo

      Certo!

      Il titolo è provocatorio, non so se ha avuto modo di leggerne tutto il contenuto…

      Saluti, dott. Pontoni

      Responsabile R&S Clarivox – Il primo metodo in Italia che sintonizza il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

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      Rispondi
  1. Lino

    Circa tre anni fà sono stato colpito da birintite, da qul giorno hò notato un abbasso di udito, e a non più capire bene le parole. Dopo aver fatto una tach , la diagnosi dell’udito risultava essere un problema di vecchiaia ( sono del 1952 ) e mi hanno consigliato un apparecchio acustico, lo’ acquistato, con risultati per l’udito scarsi ( si capisce un po meglio ma comuncque male ) . Poi con l’uso delle mascherine e degli occhiali l’ò perso. recandomi poi da poco tempo da un altro ottorino , (prof. Manzoni ) mi ha diagnosticato una scarsa circolazione di sangue al cervello, mi ha dato una cura da fare per tre mesi , poi devo recarmi a fare un controllo, ( dovrei migliorare sia udito che la birintite )poi proseguire la cura per altri tre mesi . Mi conviene ricomprarlo adesso l’apparecchio acustico ? se si da chi mi consiglia (sono di modena ) grazie Lino Baldi

    Rispondi
    1. Francesco Pontoni Autore articolo

      Buongiorno sig. Lino,

      intanto la ringrazio per la sua testimonianza. Le direi di procedere con le cure del dott. Manzoni e nel frattempo fare una visita in almeno 3 centri per l’udito. Serve per capire se dove è andato stavano lavorando bene o meno. Dopo aver capito tutto ciò, avrà terminato il periodo di cure e le sarà più facile capire dove comprarlo e da chi farsi seguire.

      Per esperienza le consiglierei di provare 3 centri autonomi, non multinazionali. Poi ovviamente veda lei…

      Saluti, dott. Pontoni

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